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Un aumento del 50% del numero di immigrati regolari negli ultimi due anni; 750 mila di essi sono presenti nel nostro paese da più di 6 anni, 350 da almeno 10. La forza lavoro straniera incide del 5% sul totale; 55 mila gli imprenditori immigrati; 200 mila i figli di immigrati che frequentano le nostre scuole: la stabilità degli immigrati in Italia è un dato di fatto, è finita la fase dell'emergenza. È questo il filo conduttore del rapporto 2003 sull'immigrazione, elaborato dalla Caritas Italiana e dalla Fondazione Migrantes.

Immigrazione in Toscana, forte aumento dei regolari

Se quelli naufragati sono ancora uomini

Un anno dopo la Toscana «scopre» di avere circa 43mila immigrati in più, passando dagli oltre 110 mila regolarmente soggiornanti dello scorso anno ai 172 mila di questo, se si considera anche 18 mila minori iscritti nel documento dei genitori. Persone che lavoravano ancora prima di essere «scoperti», emersi grazie alla regolarizzazione collegata alla cosiddetta «Bossi-Fini». I primi, parziali, dati di questo spicchio d'immigrazione sommersa fino a meno di dodici mesi fa sono stati esposti e commentati nel corso della presentazione toscana dell'edizione 2003 del «Dossier statistico immigrazione» della Caritas che si è svolta martedì scorso a Firenze in collaborazione con la Cna toscana, la Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa.
DI FRANCESCO PALETTI

Standard di qualità e tariffe determinate con chiarezza, grazie a criteri e procedure trasparenti. Carte dei servizi che, tra le altre cose, dovranno prevedere monitoraggi periodici sulla qualità dei servizi erogati e sulla qualità percepita dagli utenti, ma anche le procedure per gli inoltri dei reclami, le richieste di rimborso, gli indennizzi per gli eventuali disservizi. Sono alcune delle novità contenute nella proposta di legge «Norme sui servizi pubblici locali a rilevanza industriale».
DI SIMONE PITOSSI

Con deliberazione 29 luglio 2003 n.141 il Consiglio Regionale ha approvato l'aggiornamento per il 2003 del Piano Integrato Sociale Regionale, introducendo alcune modifiche rispetto al 2002 e alle previsioni per il 2003. Ecco le variazioni più rilevanti.

La Toscana – due milioni e mezzo di veicoli circolanti, di cui 2 milioni 200 mila automobili – è la quinta regione per numero di incidenti stradali: 18 mila 949, con 463 morti e 25 mila 387 feriti. Sono i dati Istat-Aci, gli ultimi disponibili, riferiti al 2001. Dati flessibili e suscettibili di un aumento del 10 per cento perché i rilievi per le eventuali conseguenze si fermano a 30 giorni dal sinistro.
DI ENNIO CICALI

Dagli ultimi dati disponibili risulta che nel 2000 le famiglie «relativamente povere» in Toscana erano circa 234 mila (17%) mentre 602 mila erano le persone in condizione di povertà (15,8%). Nel 2000 le famiglie toscane povere in assoluto erano il 3% pari a circa 4 mila famiglie e a 132 mila persone. Il governo regionale sta per varare il suo piano di azione per l'inclusione sociale e il contrasto alla povertà. Se ne occuperà la prossima seduta della Giunta su proposta dell'assessore Passaleva. È un piano da tre milioni e mezzo di euro che stanno per essere ripartiti fra i Comuni toscani con più di 30 mila abitanti. E il 30-31 gennaio 2004 si terrà a Prato la conferenza regionale sull'esclusione sociale.

La seconda tavola rotonda europea sulla povertà (Torino, Lingotto 16-17 ottobre 2003) si stava concludendo sul ritmo di un non sempre facile eurocratese. Applausi di circostanza per i burocrati impegnati in disquisizioni sui Pan (o Nap secondo le lingue ufficiali d'Europa): i piani nazionali di azione sull'inclusione sociale, autentica «bibbia» per chi si occupa di queste cose. A scuotere la platea ci ha pensato il belga Farrel Fintan, direttore della rete europea anti-povertà (un altro direttore di una rete simile – Retis, cui aderisce anche la Regione Toscana – l'italo belga Arrigo Zanella, aveva ottenuto un simile successo nel gruppo di lavoro dedicato alla partecipazione delle persone in difficoltà).
DI MAURO BANCHINI

Povertà, al via un piano regionale

Don Morelli: aumentano le richieste d'aiuto

Io, assessore, alle prese con la miseria quotidiana