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Nel 2001 un albanese su cinque fra i 26.184 regolari (erano tremila in meno nel 2000) in Toscana (quasi 10 mila,circa il 37% solo a Firenze) ha commesso un reato, pari a 5.184 persone, cioè il 19,8% degli immigrati di questa etnia, la piu' numerosa dopo quella cinese. Rispetto al 2000 l'aumento è del 2% ma cambia la tipologia del crimine: diminuiscono, infatti, i denunciati per furto, 267 contro 320, quelli per ricettazione, 199 contro 250, quelli per sfruttamento della prostituzione, 97 contro 129, ma fanno un grosso balzo in avanti quelli legati al traffico di stupefacenti, 158 lo scorso anno contro gli 89 del 2000. In pratica cresce il livello dei reati che vedono coinvolti gli albanesi regolari, ai quali poi c'è da aggiungere la non quantificabile quota degli irregolari.

Si può pensare che un kit cambi la vita? Per Nina, cinquantunenne rumena che lavora come badante in Mugello, qualcosa forse cambierà. Ora che è in regola si potrà muovere più liberamente, e la domenica, il suo giorno libero, magari scenderà qualche volta a Firenze. Ma spesso preferisce restare in quella che considera ormai la sua famiglia adottiva. E se i suoi datori di lavoro, manco a dirlo, sono arcicontenti, Nina è altrettanto strafelice della sua sistemazione in Italia.
DI LORELLA PELLIS

È scettica Anna Zucconi, molto scettica. Dal suo ufficio al Centro d'ascolto immigrati, la responsabile del settore stranieri della Caritas fiorentina scuota la testa: «Mi chiedete come sta andando? Purtroppo, sta andando in maniera confusa. E non è certo incoraggiante sentir dire che si potranno fare modifiche in corso d'opera».
Il riferimento, ovviamente, è ai primi giorni della «Bossi-Fini», entrata in vigore martedì scorso. «Sono in tanti a venire qui di persona o a telefonare. Il lavoro è aumentato in queste ore in maniera impressionante – spiega Anna Zucconi –. Non riusciamo a soddisfare le richieste».

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La vicenda ha suscitato clamore e polemiche. E non poteva essere altrimenti: migliaia di cinesi in fila – meglio sarebbe dire in strada – mandano in tilt un intero quartiere di Prato. L'episodio che ha fatto salire la tensione in città risale a mercoledì 4 settembre. Il consolato cinese di Firenze, senza chiedere autorizzazione alle autorità locali, ha allestito una sorta di ufficio distaccato per svolgere pratiche inerenti alla sanatoria.
di Gianni Rossi

Delusione delle ong e delle organizzazioni ambientaliste, contrapposizioni tra i Paesi, accordi a metà o nessun passo in avanti su acqua, energia, biodiversità, sostanze chimiche, clima, protezione della salute, lottà alla povertà. Si è concluso tra le polemiche il vertice di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile. Ma forse qualche aspetto positivo c'è stato. Abbiamo chiesto un bilancio del summit a Matteo Mascia, della Fondazione Lanza di Padova, che ha partecipato ai lavori.

Poche idee e tanta ideologia -- DI STEFANO FONTANA

Ufficialmente in Toscana la prima campanella dovrebbe suonare il 16 settembre, ma l'autonomia permette ai singoli istituti di decidere il proprio calendario. Così già dal 9 settembre una parte dei 435 mila studenti toscani torneranno a scuola. Ecco le novità di questo anno scolastico che segna anche l'inizio sperimentale della riforma Moratti.

Scuola, anno nuovo, problemi vecchi -- DI GIUSEPPE SAVAGNONE

Si è concluso con accordi di compromesso su acqua e energia raggiunti faticosamente (dimezzare entro il 2015 il numero di persone assetate e un generico impegno ad un incremento delle energie rinnovabili), ma con grande scontento della società civile, il vertice Onu di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile, dopo gli scontri tra Paesi ricchi e Paesi poveri, tra Stati Uniti ed Europa.

Poche idee e tanta ideologia -- DI STEFANO FONTANA

La Toscana investe sulla Protezione civile. E lo fa con una proposta rivolta giovani. Dodici mesi in Protezione civile per 430 euro lordi al mese, l'opportunità di uno stage di un mese all'estero e la possibilità di acquisire «crediti» da spendere poi nel mondo del lavoro. È quanto offre come servizio civile volontario la Regione a venti ragazze o ragazzi esenti dagli obblighi di leva tra i 18 e i 26 anni attraverso un progetto sperimentale primo ed unico in Italia.