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Una Provincia e nove Comuni, di cui due capoluogo. L'11 maggio prossimo è di nuovo tempo di elezioni amministrative per la Toscana e non solo. Sono infatti circa 15 milioni gli italiani chiamati alle urne nei 433 Comuni coinvolti, di cui 10 capoluoghi di provincia, mentre 12 sono i Consigli provinciali che si rinnovano e solo 2 i Consigli regionali (Valle D'Aosta e Friuli-Venezia Giulia). Il precedente turno elettorale si era svolto il 29 novembre 1998. E come al solito, a contedersi il governo saranno centrosinistra e centrodestra, Ulivo e Casa delle libertà.

«Il mio Paese muore di sete». È un grido disperato quello che giunge dall'Eritrea dove la siccità, che dura ormai da 5 anni, sta raggiungendo punte tragiche minacciando di morte oltre due milioni di persone. A portare in Toscana la voce di questo lembo d'Africa affacciato sul Mar Rosso è don Uqbagaber Woldeghiorghis, direttore di Caritas Eritrea, giunto venerdì scorso a Firenze dove ha incontrato l'arcivescovo Ennio Antonelli; sabato è stato invece a Prato, per incontrare esponenti della Diocesi pratese e del Comune, già impegnati in attività di solidarietà. E in questo anno dedicato dall'Onu all'acqua, il capoluogo toscano ospiterà il 21 e il 22 marzo il primo Forum mondiale alternativo dell'acqua.
DI RICCARDO BIGI

I vescovi toscani, questa volta, con il loro «chiaro, preoccupato e deciso no alla guerra» hanno giocato d'anticipo, hanno precorso l'ampio dibattito di questi giorni, anche in ambito cattolico, soprattutto tra i politici d'ispirazione cristiana sparsi nelle due coalizioni. Ecco come giudicano il documento dei loro pastori.
DI ANDREA FAGIOLI
Fitta serie di incontri in Vaticano
Iraq, gli ispettori chiedono tempo
Senza l'Onu gli Stati Uniti tradiscono anche la loro storia (Romanello Cantini)

Sui treni dei pendolari meno ritardi e più posti, la pagina di uno dei quotidiani più letti, con il titolo a più colonne, fa il giro del vagone dove i passeggeri – i pendolari, appunto – sono stipati. Le reazioni sono diverse: c'è chi si arrabbia e chi fa le spallucce, rassegnato. La scena si svolge sul treno che parte da Arezzo alle 6,55 e arriva a Firenze S. Maria Novella alle 8,23, all'indomani del consiglio regionale straordinario dedicato alle ferrovie e non è diversa dagli altri giorni: passeggeri in piedi e carrozze chiuse.
DI ENNIO CICALI