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L'Iraq accetta il ritorno nel Paese, senza condizioni, degli ispettori internazionali. Il governo di Baghdad lo ha comunicato lunedì sera con una lettera consegnata al segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, che ne ha reso noto il contenuto e ha annunciato che la porterà all'esame del Consiglio di Sicurezza. Scettica la prima reazione della Casa Bianca, mentre per la Russia adesso non è più necessaria alcuna nuova risoluzione sull'Iraq.

Da martedì 10 settembre è in vigore la nuova legge sull'immigrazione, conosciuta come «Bossi-Fini». Contemporaneamente è partita l'operazione sanatoria per colf e «badanti» (c'è tempo fino all'11 novembre) e quella per i lavoratori dipendenti (fino al 10 ottobre). E a Prato esplode il caso cinesi, con lunghe code davanti ad un improvvisato ufficio consolare...

Presto la Commissione Statuto del Consiglio regionale riprenderà il lavoro. Ma a che punto sono i lavori per la stesura del testo? E, quali i problemi ancora sul tappeto? Per rispondere a questi quesiti e per fare il punto della situazione abbiamo sentito – in collaborazione all'Osservatorio giuridico-legislativo della Cet che presto uscirà con un'agenzia informativa – Angelo Passaleva, vicepresidente della Regione e assessore alle riforme istituzionali, e Piero Pizzi, vicepresidente del Consiglio Regionale e presidente della Commissione Statuto. Inoltre abbiamo sentito il parere del costituzionalista Emanuele Rossi.
DI SIMONE PITOSSI

Nel 2001 un albanese su cinque fra i 26.184 regolari (erano tremila in meno nel 2000) in Toscana (quasi 10 mila,circa il 37% solo a Firenze) ha commesso un reato, pari a 5.184 persone, cioè il 19,8% degli immigrati di questa etnia, la piu' numerosa dopo quella cinese. Rispetto al 2000 l'aumento è del 2% ma cambia la tipologia del crimine: diminuiscono, infatti, i denunciati per furto, 267 contro 320, quelli per ricettazione, 199 contro 250, quelli per sfruttamento della prostituzione, 97 contro 129, ma fanno un grosso balzo in avanti quelli legati al traffico di stupefacenti, 158 lo scorso anno contro gli 89 del 2000. In pratica cresce il livello dei reati che vedono coinvolti gli albanesi regolari, ai quali poi c'è da aggiungere la non quantificabile quota degli irregolari.

Si può pensare che un kit cambi la vita? Per Nina, cinquantunenne rumena che lavora come badante in Mugello, qualcosa forse cambierà. Ora che è in regola si potrà muovere più liberamente, e la domenica, il suo giorno libero, magari scenderà qualche volta a Firenze. Ma spesso preferisce restare in quella che considera ormai la sua famiglia adottiva. E se i suoi datori di lavoro, manco a dirlo, sono arcicontenti, Nina è altrettanto strafelice della sua sistemazione in Italia.
DI LORELLA PELLIS

È scettica Anna Zucconi, molto scettica. Dal suo ufficio al Centro d'ascolto immigrati, la responsabile del settore stranieri della Caritas fiorentina scuota la testa: «Mi chiedete come sta andando? Purtroppo, sta andando in maniera confusa. E non è certo incoraggiante sentir dire che si potranno fare modifiche in corso d'opera».
Il riferimento, ovviamente, è ai primi giorni della «Bossi-Fini», entrata in vigore martedì scorso. «Sono in tanti a venire qui di persona o a telefonare. Il lavoro è aumentato in queste ore in maniera impressionante – spiega Anna Zucconi –. Non riusciamo a soddisfare le richieste».

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La vicenda ha suscitato clamore e polemiche. E non poteva essere altrimenti: migliaia di cinesi in fila – meglio sarebbe dire in strada – mandano in tilt un intero quartiere di Prato. L'episodio che ha fatto salire la tensione in città risale a mercoledì 4 settembre. Il consolato cinese di Firenze, senza chiedere autorizzazione alle autorità locali, ha allestito una sorta di ufficio distaccato per svolgere pratiche inerenti alla sanatoria.
di Gianni Rossi