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Alcuni dei partecipanti al Congresso guardano il porto che non è romantico, che non è pulito: lo vedono da dietro una finestra, con aria condizionata, perché fuori fa caldo ed è umido, pur essendo questo il periodo più fresco dell'anno. Gli oltre sei mila presenti al Congresso sono qui perché il Papa ha scelto Manila come luogo per riflettere sulla famiglia. Vengono da tutto il mondo, da 78 nazioni. I Paesi asiatici presenti sono ben 20, solo uno in meno dell'Europa; le Americhe e l'Africa sono rappresentati da 17 Paesi ciascuno, 5 sono i paesi dell'Oceania.
DI GIANCARLO POLENGHI

I lavori sullo Statuto procedono in maniera spedita. «Entro luglio il testo sarà definitivo». A confermare i tempi di approvazione è Piero Pizzi, presidente della Commissione che lavora all'elaborazione della nuova carta costituzionale regionale. I problemi sul tappeto sono vari. Su gran parte c'è accordo tra maggioranza e minoranza, tra centronistra e Polo. Ma su alcuni temi le divisioni sono forti, non solo tra schieramenti, ma anche all'interno delle forze di governo e opposizione. A dividere è soprattutto la questione della legge elettorale e in particolare il meccanismo delle preferenze.
DI SIMONE PITOSSI

Prima una centralina di telefonia Albacom a Carrara danneggiata da un ordigno rudimentale, quindi l'attentato che ha distrutto l'ovovia dell'Abetone; poi l'incendio ad un ripetitore della Wind a Marina di Pietrasanta; infine di nuovo in fiamme un ripetitore, questa volta a Castiglioncello. In poco più di 24 ore sono stati quattro gli episodi accaduti in Toscana: la firma dell'ecoterrorismo è accredita al momento solo per la località sciistica; ma sia pure in assenza di rivendicazioni, gli investigatori non escludono legami con quella matrice anche per gli altri casi.

Lettera anonima all'Ansa con modalità attentato

«Io non mi scandalizzo che Giovanni Paolo II prevalentemente si rivolga agli Stati Uniti, perché sono quelli più carichi di responsabilità». Lo afferma lo storico Giorgio Rumi al quale abbiamo chiesto di replicare alle accuse che si sono levate da più parti di un certo «strabismo» di Giovanni Paolo II. «Il Papa - continua Rumi - è più severo con gli americani perché dagli americani ci si aspetta di più e anche perché sono più accessibili, più vicini alla nostra cultura.
DI ANDREA FAGIOLI

Giovanni Paolo II continua a ripetere ad ogni occasione che questa guerra preventiva all'Iraq non è né opportuna né giusta, invitando i responsabili delle nazioni a trovare soluzioni negoziali. Ma cosa ne pensano le grandi associazioni del laicato cattolico toscano? Lo abbiamo chiesto ai responsabili di Acli, Mcl, Cisl e Aione Cattolica.

Il 28 settembre 1989 il Consiglio permanente della Cei, accogliendo una proposta del Segretariato per l'ecumenismo e il dialogo, ha istituito la «Giornata per l'approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei» da tenersi ogni anno il 17 gennaio, alla vigilia della Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani. Giunta alla XIV edizione, la Giornata ha quest'anno per tema «Mosè parlava con Dio e tutto il popolo ne fu testimone». Sul tema della Giornata e sugli attuali rapporti tra ebrei e cattolici abbiamo intervistato Amos Luzzatto, presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane.
DI MARIA CHIARA BIAGIONI

Duemila abitanti tra personale militare statunitense, familiari, civili italiani e americani: una piccola città sulla costa toscana. Camp Darby, la base militare statunitense collocata tra Pisa e Livorno torna alla ribalta ogni volta che si sente odore di guerra. Ma quali attività si svolgono all'interno di Camp Darby? Come vivono questo momento militari e civili della base? E, in caso di attentati, quali pericoli corre la popolazione civile che abita nelle vicinanze? Lo abbiamo chiesto ad Antonio Bacci, 42 anni, coordinatore nazionale dei sindacalisti Cisl del personale civile delle basi militari statunitensi in Italia.
DI ANDREA BERNARDINI

L'hanno chiamata «La poesia delle bambole». È un «percorso di vita nella dignità del lavoro» all'interno del carcere. «Da piccola – racconta Silvia – non ci giocavo anche se ne avevo tante di bambole, le vestivo con gli abiti cuciti con gli avanzi delle stoffe che mia madre usava per fare i nostri abiti. Mi piace cucire, amo i lavori manuali». È per questo che Silvia, una delle ragazze della sezione femminile di Sollicciano, ha aderito subito al progetto del laboratorio di bambole in stoffe.

Il carcere aspetta un gesto di clemenza