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Tra i 12 milioni e mezzo di italiani chiamati alle urne (si vota domenica 26, dalle 8 alle 22 e lunedì 27 maggio fino alle 15) ci sono anche i residenti in 23 comuni toscani. I centri più grandi interessati dal rinnovo dei consigli comunali sono Lucca, Carrara, Pistoia, Camaiore e Quarrata. Per esercitare il diritto di voto occorre presentare al seggio la «tessera elettorale» già in possesso di ogni elettore.

Il disegno di legge sull'immigrazione, indicato con i nomi del vicepresidente del Consiglio, Gianfranco Fini (Alleanza nazionale), e del ministro delle Riforme istituzionali, Umberto Bossi (Lega), è in discussione, tra mille polemiche, alla Camera dei deputati, ma la sua approvazione è slittata a dopo le elezioni amministrative. Ecco qual è la presenza degli immigrati in Toscana.

Circa 400 mila toscani in questo fine settimana saranno chiamati ad eleggere il nuovo sindaco. Il 26 e 27 maggio in ventitrè comuni della nostra regione si terranno le elezioni amministrative. La novità di quest'anno è che sarà di nuovo possibile votare in due giorni: i seggi elettorali saranno aperti la domenica dalle 8 alle 22 e il lunedì dalle 7 alle 15. Casa della libertà e Ulivo si sfideranno quindi per il governo di Lucca, Carrara e Pistoia. Per il comune pistoiese sembra tutto deciso, mentre negli altri due centri la sfida è avvincente.

Dopo 39 giorni di assedio, la Basilica della Natività a Betlemme è tornata libera. La gente asserragliata nella Basilica è potuta tornare a casa e i tredici presunti terroristi palestinesi indicati dal governo israeliano sono stati trasferiti a Cipro. L'Unione Europa ha raggiunto un accordo sullo "status" da riconoscere ai tredici palestinesi: soggiorno sorvegliato, divieto di trasferirsi da un Paese all'altro dell'Unione, permanenza in Europa fino ad un anno. Accordo solo parziale invece sui Paesi di destinazione: l'Italia è disponibile ad accogliere non più di tre palestinesi ma le trattative non sono ancora concluse. Il cardinale Achille Silvestrini, già prefetto della Congregazione per le Chiese orientali e attento conoscitore della situazione mediorientale, lancia un appello attraverso il Sir: "L'Europa ha la responsabilità morale di sviluppare un'opera di sostegno e di mediazione per il processo di pace". Lo abbiamo intervistato.
DI IGNAZIO INGRAO

«Con l'amore a quel luogo santo, con la condivisione di vita con coloro che vi erano rifugiati, con la capacità di cercare ad ogni costo una soluzione onorevole e pacifica, i frati francescani di Betlemme, le suore Minime del Sacro Cuore e anche i nostri fratelli armeni e ortodossi sono stati il “mantello del povero” che ha protetto e salvato il vagito di pace rimasto a Betlemme». Si affida all'immagine «poetica», il vescovo francescano Rodolfo Cetoloni, scrivendo ai confratelli della Toscana per riferire del grazie che arriva dai frati di Terra Santa, ma anche per proporre che sia loro assegnato il Nobel per la pace. Una proposta che non poteva non partire dalla Toscana, da sempre amica dei francescani, che da secoli custodiscono eroicamente i Luoghi Santi, ed in particolare da tempo amica di quel padre Ibrahim Faltas salito alla ribalta del mondo per aver condotto le trattative dall'interno dell'assediata Basilica della Natività e per aver mantenuto i contatti con i giornali e le tv dei cinque continenti. All'idea del Nobel aderisce con entusiasmo il nostro giornale e la rilancia ai lettori.
DI ANDREA FAGIOLI

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