Toscana
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AGRICOLTURA, UN MARCHIO TOSCANO PER I PRODOTTI TRADIZIONALI

Percorsi: Regione

Il farro della Garfagnana, il mais “ottofile”, e il grano “Cappelli”. Sono solo alcune delle varietà tradizionali toscane che rischiano di scomparire per sempre dalle tavole e che la Regione intende tutelare con un apposito marchio. E' quanto stabilisce la proposta di legge licenziata oggi all'unanimità dalla commissione Agricoltura del Consiglio regionale. Il contrassegno verrà apposto su tutti quei prodotti che derivano da razze animali e varietà vegetali che, nonostante le grandi proprietà alimentari, non vengono commercializzati.

“Come il grano ‘Cappelli', con un seme di tipo monodico, che non provoca l'intolleranza al glutine e quindi può essere mangiato anche dai celiaci”, ha spiegato Fabio Roggiolani, presidente della commissione. Fra le varietà da salvare ci sono decine di nomi, dal pollo del Valdarno al pomodoro “costoluto” fiorentino, che ora costituiscono i “repertori regionali”. Con la nuova legge, entreranno, invece, in un apposito registro regionale delle varietà, dato che, al momento, il registro nazionale contiene solo quelle in commercio. Si prevede per il 2005 uno stanziamento di 150.000 euro, suddivisi equamente fra il settore animale e vegetale.

“Mentre con l'Ogm si manipolano le varietà esistenti per crearne di nuove in laboratorio, scommettendo sull'equilibrio in natura, questa legge si rivolge alla tradizione e al passato per recuperare sapori perduti e ricercare proprietà che possono risolvere gravi problemi”, ha detto Roggiolani. (cs-ac)

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