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ALLARME DEL CRESCIT: SENZA OBIETTORI A RISCHIO SERVIZI SOCIALI

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«I maggiori problemi per il ‘sociale' arriveranno tra pochi mesi, con la fine della leva obbligatoria e dell'obiezione di coscienza». E' il grido d'allarme lanciato dalla Crescit, Conferenza regionale degli enti per il servizio civile. La stagione estiva appena conclusa ha messo in evidenza un deficit nei servizi alla persona (terza età in particolare) e, mentre si studiano sistemi per garantire una maggiore presenza e assistenza, appare necessaria anche una concertazione per quanto riguarda il servizio civile volontario in Toscana.

Gli obiettori attualmente sono impegnati in moltissime attività sociali e di assistenza per anziani e disabili; con l'abolizione della leva, il numero di giovani impiegati ridurrà drasticamente, tanto che diversi servizi potrebbero non essere più garantiti. Si pone anche un problema di ordine economico: dai 96 € al mese (il costo di un obiettore) si passa ai 430 di un volontario in servizio civile. E' evidente che, a fronte di una programmazione economica sempre più ‘rigorosa', non potranno essere mantenuti gli stessi livelli di impiego tra obiezione di coscienza e servizio volontario.

La Crescit, è l'articolazione territoriale dell'organismo nazionale (Cnesc) e coordina tutti gli enti pivati che accolgono obiettori e volontari in servizio civile. A farne parte nella nostra regione: Aism, Pubbliche assistenze, Arci servizio civile, Caritas, Confcooperative-Federsolidarietà, Legacoop e Misericordie. In pratica organismi che gestiscono l'80% dei progetti relativi al servizio civile sul territorio regionale. La Crescit promuove la cultura dell'obiezione di coscienza e del servizio civile, sollecita l'azione legislativa regionale in questo ambito, oltre a promuovere iniziative di qualificazione e sensibilizzazione.

In questa ottica la Conferenza regionale ha approvato un ordine del giorno, che sarà inviato oggi 17 settembre alla Regione Toscana, anche in vista della legge regionale attuativa sul servizio civile volontario. Una legge sulla quale discutere, con particolare riguardo al Piano sociale regionale, per evitare che la sia la Regione stessa, in quanto capofila nella gestione dei progetti, a dare inevitabilmente più attenzione a quelli di enti locali o amministrazioni.

Queste le principali linee guida indicate dalla Crescit alla Giunta toscana per la nuova legge sul sevizio civile. Da rivalutare, è il ruolo della Consulta regionale, con criteri nuovi di composizione che riguardino le realtà più rappresentative sul territorio e l'apertura a Scuola, Università ma anche al mondo giovanile e ai centri per l'impiego e la formazione. La gestione politica e amministrativa del Servizio civile volontario dovrà essere affidata alla Presidenza della Giunta regionale, magari con un ufficio apposito, così come avviene per l'ambito nazionale. Importante anche la richiesta di aprire il Servizio civile anche agli stranieri (comunitari ed extracomunitari) residenti sul territorio toscano.

Volontari in servizio civile assistono gli anziani, spengono gli incendi boschivi, rendono meno pesante la vita ai disabili. Attraverso questi impegni, imparano a loro volta ad essere cittadini responsabili. La leva obbligatoria è arrivata al capolinea, la crisi annunciata potrebbe essere il momento giusto per dare il via a un Servizio civile volontario degno del ‘modello toscano'.

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