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Aeroporti, mentre Pisa vola alto a Firenze si discute

Sei milioni di euro, da spendere in tre anni, sono a disposizione del sistema aeroportuale toscano. Il finanziamento mira al miglioramento dei cinque principali scali aeroportuali di Pisa, Firenze, Marina di Campo (Isola d'Elba), Siena e Grosseto. Due «grandi aeroporti regionali» (categoria C) per Pisa e Firenze e tre «piccoli aeroporti regionali» (categoria D) per l'isola d'Elba, Siena e Grosseto, secondo le categorie fissate dalla Commissione europea.
DI ENNIO CICALI

Parole chiave: trasporti (214), aeroporti (69)
Aeroporti, mentre Pisa vola alto a Firenze si discute

di Ennio Cicali

Sei milioni di euro, da spendere in tre anni, sono a disposizione del sistema aeroportuale toscano. Il finanziamento mira al miglioramento dei cinque principali scali aeroportuali di Pisa, Firenze, Marina di Campo (Isola d'Elba), Siena e Grosseto. Due «grandi aeroporti regionali» (categoria C) per Pisa e Firenze e tre «piccoli aeroporti regionali» (categoria D) per l'isola d'Elba, Siena e Grosseto, secondo le categorie fissate dalla Commissione europea.

Scali aeroportuali di diversa importanza che non competono tra loro. Infatti, il master plan che definisce ed individua il ruolo degli aeroporti comprende il «Galilei» di Pisa, scalo di rilevanza economica fino all'intercontinentale, il «Vespucci» di Firenze, di rilevanza internazionale, Elba, Siena e Grosseto, come punti di accessibilità regionale. Gli interventi previsti dal finanziamento della Regione Toscana riguardano l'ampliamento di piste, terminali e aree di stazionamento, la ristrutturazione, riqualificazione, manutenzione e gestione di infrastrutture, impianti e attrezzature, comprese le relative forniture di beni e servizi.

Il finanziamento delle infrastrutture mira a sostenere l'integrazione tra Pisa e Firenze e a garantire l'accesso ai territori più lontani per Siena, Grosseto e l'Isola d'Elba. Gli scali non sono in competizione tra loro, neanche quelli di Firenze e Pisa che tuttavia sono piuttosto vicini. L'aeroporto di Pisa è prevalentemente orientato al traffico business, con spostamenti nei quali il valore del tempo è altissimo, nel secondo si tratta di uno scalo che ha tutte le opportunità per servire un pubblico prevalentemente turistico.

I principali aeroporti toscani registrano un costante aumento i flussi di traffico: Pisa ha avuto 3.008.000 passeggeri circa nel 2006 (Fonte ENAC), saliti a 3.726.000 circa nel 2007 (Fonte Assaeroporti). Anche Firenze, nonostante le vicissitudini, ha aumentato il traffico: 1.531.000 passeggeri circa nel 2006 (Fonte ENAC), aumentati a 1.919.000 circa nel 2007 (Fonte Assaeroporti). Di misura notevolmente inferiore i flussi di traffico degli aeroporti di Marina di Campo, di Siena e Grosseto. A Marina di Campo nel 2006 si è riscontrato un traffico pari a circa 18.000 passeggeri (Fonte ENAC), circa 12.000 per Siena (Fonte ENAC), circa 4.000 per Grosseto (Fonte diretta gestore).

Nel sistema aeroportuale toscano, il «Galilei» di Pisa è ormai una realtà operante che si pone come scalo intermedio fra due grosse realtà come Roma e Milano. È dotato di piste adatte a voli intercontinentali e, requisito basilare, è uno dei pochi aeroporti italiani sempre agibile anche d'inverno quando spesso Milano è avvolto dalla nebbia o Fiumicino non presenta condizioni di visibilità ottimali. Pisa è collegato con i principali scali nazionali e internazionali. Numerose compagnie aeree charter offrono voli per destinazioni europee ed extraeuropee.

Del tutto diversa la situazione dell'aeroporto fiorentino «Vespucci», stretto fra l'autostrada e monte Morello, da sempre «condannato» a non sviluppare la pista. Decine di progetti hanno esaminato nel tempo – il primo risale ai primi anni '60 – varie possibilità di ampliare la pista di atterraggio: spostarla parallela all'autostrada, oppure interrare l'autostrada stessa, ma poi non se n'è fatto di nulla. Lo sviluppo dell'aeroporto è stato penalizzato, da decenni, dalle scelte urbanistiche fiorentine. Ma non è finita, nella piana di Sesto si prospettano altre destinazioni: dal termovalorizzatore, agli insediamenti scientifici, al parco, allo sviluppo di Castello e, ultimo arrivato ma non per questo meno importante, il nuovo stadio.

Sembra che per l'orientamento della pista di Peretola esistano dal 2005 sei studi che riguardano efficienza, sicurezza e ambiente. Lo sviluppo del «Vespucci» è ritenuto importante per Firenze. Tracciando il bilancio delle necessità per lo sviluppo della città il presidente degli industriali Giovanni Gentile ha ricordato il ruolo dell'aeroporto: «Uno scalo funzionale è fondamentale per la crescita di Firenze. Si scelga la pista giusta per le esigenze della città e si vada avanti».

Le due realtà maggiori per il trasporto aereo in Toscana possono benissimo convivere, ciascuna nel proprio ruolo, senza che gli interessi di Pisa debbano scontrarsi con quelli di Firenze. Anche perché nuovi «pericoli» si prospettano all'orizzonte come quello ventilato dal sindaco di Bologna Sergio Cofferati: «Sarà più comodo per un fiorentino volare a New York da Bologna che da Roma». Una frase che dovrebbe far riflettere visto che per ora non esistono collegamenti ferroviari tra Firenze e Pisa più veloci di un'ora e mezzo.

A parte Pisa, all'aeroporto fiorentino è stata dedicata quasi per intero una seduta straordinaria del consiglio regionale – tanto che qualcuno ha osservato che sembrava di essere al consiglio comunale di Firenze – esistono anche altre realtà come l'Elba, Grosseto e Siena, ognuna con le proprie necessità e istanze.

Il sistema aeroportuale toscano comprende altri scali. L'aeroporto di Lucca Tassignano è aperto al traffico commerciale e turistico. Dedicato all'attività sportiva l'aeroporto di Arezzo, anche se ogni tanto si chiede il suo ampliamento o addirittura la costruzione di una nuova struttura: tante voci a favore e altrettante discordi. Aperto all'attività aeroturistica anche l'aeroporto di Massa Cinquale. Può darsi che qualcuno le ritenga presenze secondarie, ma visto che ci sono è bene considerarle.

Su Peretola si continua a non decidere
«Per il potenziamento dell'aeroporto di Firenze si continua a non decidere» così il presidente del gruppo Udc in Consiglio regionale, Marco Carraresi, commenta l'esito della riunione straordinaria del Consiglio sul sistema aeroportuale toscano. «L'epilogo della riunione – osserva Carraresi – con la mozione approvata dalla maggioranza, è un risultato ancora insufficiente: l'unica apertura prospettata è quella di un invito, nemmeno esplicito, ad Adf a presentare studi per un diverso orientamento della pista. Ma la stessa affermazione di una ipotetica «pista parallela» continua ad essere un tabù insormontabile. Un tabù  che appartiene alla categoria dei pregiudizi ideologici che l'ex Pci frapponeva vegli anni '80 e '90 ad ogni proposta di sviluppo e di ammodernamento di Peretola. (...) Con il rischio non solo dell'affossamento di Peretola, ma dell'intero sistema aeroportuale toscano, un esito che non vorremmo mirasse ad avvantaggiare altre sedi in regioni amiche, ovvero l'aeroporto di Bologna». «L'unica prospettiva positiva, conclude Carraresi, potrebbe essere in futuro la rapida presentazione – da parte di Adf – di progetti di fattibilità per la nuova pista, in modo da riaprire – sulla base di dati certi e incontestabili – il dibattito su una vicenda tanto importante quanto paradossale, che da decenni si cerca di seppellire sotto una coltre di indifferenza o di bugie».

Il potenziamento dello scalo fiorentino irrompe anche nel dibattito per le primarie del Pd in vista delle prossime elezioni comunali fiorentine. È stato il presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi a farne un «cavallo di battaglia» assieme alla bretella autostradale Incisa-Barberino. Anche nel forum organizzato ai primi di novembre dal nostro settimanale con un altro possibile candidato alle primarie, Lapo Pistelli (la decisione sulla formula e su quanti potranno correre non è stata ancora presa), Renzi era stato categorico. «Non fare la pista parallela all'autostrada», aveva dichiarato, «mi sembra una follia». E sempre in un'intervista a Toscanaoggi del maggio 2008 aveva spiegato: «Noi abbiamo oggi 2 milioni di passeggeri che diventano 4 milioni nel masterplan già approvato. Questo areoporto, così com'è adesso cresce in un biennio di un milione di passeggeri e in prospettiva di un altro milione. Quindi va detto agli abitanti che sopportano oggi due milioni di passeggeri che – senza il Renzi di mezzo – passeranno presto a quattro. Io dico: se c'è un'ipotesi che consenta di eliminare i problemi di sicurezza per il vento in coda, di eliminare quelli acustici, perché andremmo ad atterrare tra gli uccelli di Focognano, che sposteremo da un'altra parte, e sulla zona industriale anziché sulle case... Se c'è un'ipotesi che consenta di migliorare qualitativamente la realtà di quel territorio, perché ci dobbiamo rinunciare per una decisione ideologica? Io tra i cristiani di Peretola e gli uccelli di Focognano, sto per i cristiani di Peretola». Posizione non condivisa dagli altri contendenti alle primarie. Lapo Pistelli, ad esempio, nel suo discorso di «apertura» della campagna, al «Puccini» si è limitato a dire: «Va messo in sicurezza l'aeroporto con uno sviluppo della pista che non faccia finire a Bologna in caso di nebbia, che restituisca tranquillità agli abitanti di Peretola, e con un'aerostazione più grande e confortevole per fare attendere i propri amici e per accogliere bene chi arriva». E tra i possibili alleati del Pd nella corsa per Palazzo Vecchio, Verdi, la Sinistra e Rifondazione sono fermamente contrari a qualsiasi «potenziamento» dello scalo.

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David Burigana 16/04/2009 00:00
Sarei voluto intervenire volentieri quando è uscito l'articolo perché visto il tema - un po' di nicchia anche se fondamentale come certo altri - che avete affrontato con un semplice interrogativo: chi dovrebbe usare questi aeroporti... oltre Pisa e Firenze, anche perché le due più importati low cost europee Ryanair e Easyjet non hanno mai sviluppato più aeroporti in una stessa regione, se non dalle basi inglesi per l'una, o dalla Svizzera per l'altra, in ogni caso Pisa per loro basta e avanza, e lo si può ben vedere se si prendono in esame i dati del rapporto annuale della DG Energy and Transport della Commissione europea sul trasporto aereo in Europa, e come mostra per es. il comunicato stampa del 15 aprile della Ryanair che esclude nuovi impegni in Italia oltre Pescara, Napoli, Crotone e Catania.
E' importante parlare degli aeroporti, e dell'impegno finanziario eventuale di Regione e enti locali - si dovrebbe spiegare chi sta dietro la spinta per nuovi aeroproti, chi li gestisce, e magari far vedere il ruolo delle Camere di Commercio - ma per una analisi occorre pensare anche al lato delle compagnie aeree, altrimenti si avvallano scelte prese su spinte locali ma che rischiano fortemente di non trovare riscontro nel mercato o anche nella nuova configuarazione dello spazio aereo europeo dopo l'avvio dal '92 dell'EU Air Deregulation.

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