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Aeroporto Firenze. Test a Quaracchi, «non c'è scampo a decibel»

Con la nuova pista dell'aeroporto di Peretola l'impatto del rumore medio si azzera su tutta l'area metropolitana. Lo ha ribadito oggi il sindaco di Firenze, Dario Nardella che, con il deputato Gabriele Toccafondi, ha effettuato un test sul rumore dal giardino di Quaracchi, dove oggi si registrano 65 decibel un centinaio di volte al giorno.

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La conferenza stampa a Quaracchi con Nardella e Toccafondi (Foto Dire)

«Siamo venuti» nei giardini di San Piero a Quaracchi «così che tutti si rendano conto, concretamente, di cosa significhi avere ogni giorno, dalle 6 del mattino fino alle 23, gli aerei in volo sopra le teste dei residenti dell'area». Il sindaco di Firenze Dario Nardella, accompagnato dal deputato Gabriele Toccafondi, convoca la stampa in uno dei punti caldi della partita politica sull'aeroporto, in quel quadrante delimitato da Brozzi, Quaracchi e Peretola dove la popolazione quotidianamente convive con le operazioni dello scalo.

«Non c'è scampo a questi decibel», sottolinea mentre un aereo, in fase di atterraggio, sorvola giardini e case: salvo problemi legati al meteo «ogni giorno è così. è così mentre dormi, sei pranzo o a cena. Se sei a scuola, con gli amici, oppure preghi». Qui, prosegue, «2.000 persone devono convivere con un rumore insopportabile, che tocca i 65 decibel un centinaio di volte al giorno». Con la pista parallela, invece, «nella fascia dei 65 decibel si passa da 2.000 a 70 persone, mentre l'impatto del rumore medio si azzera su tutta l'area metropolitana». Quindi, e qui si rivolge al collega Matteo Biffoni, sindaco con la stessa casacca del Pd, «anche per quel che riguarda Prato, diciamolo con chiarezza, il masterplan prevede che il sorvolo sull'area pratese interessi prevalentemente l'area industriale, a margine della città, e comunque avverrà a circa un chilometro di altezza. Niente di comparabile con un aereo che passa a 60 metri sopra la testa. Questo è il punto e noi dobbiamo dare un po' di giustizia e serenità alle 20.000 persone che abitano a Brozzi, Quaracchi e Peretola».

«Fare la nuova pista e chiudere l'attuale è una scelta strategica per consentire a Firenze e alla Toscana di avere un futuro economico, sociale e ambientale. In particolare significa far vivere e non più sopravvivere circa 20 mila persone che ogni giorno sono costrette a sopportare l'inquinamento acustico degli aerei in decollo e in atterraggio. Non sono cittadini di serie B e hanno i loro diritti», sottolinea Toccafondi. A M5s e Lega, aggiunge «chiediamo meno teoria e più realismo. Per questo li invitiamo a farsi una passeggiata in queste zone, così da capire bene cosa significhi qui».

Dopo la politica, prende la parola anche Paolo Gambaro, amministratore di «Viva la nuova pista di Peretola», gruppo Facebook con 3.500 aderenti, che spiega: «Chiediamo la nuova pista, perché le criticità legate a questi decibel ricadrebbero in zone non abitate. Perché qui il problema dei sorvoli è notevole, e aumenterà sempre di più visto che ogni anno aumentano ad un tasso del 5-10%». L'elenco delle criticità è lungo, continua: «Non riusciamo a sentire la televisione, la radio. Oppure interrompiamo le telefonate o le conversazioni con i vicini. Anche a scuola ci sono gli insegnanti che devo interrompere la lezione al passaggio degli aerei».

Certo, conclude, «comprendo che ci siano abitanti di quartieri o Comuni intorno a Firenze che non vogliono vedere gli aeroplani neppure con i binocoli, ma la pubblica amministrazioni e la politica devono fare delle scelte razionali, ovvero fare la pista meno impattante sulla popolazione».

 L'ultima parola spetta a Nardella che aggiunge: «È da anni che i cittadini ci chiedono delle risposte e ora, finalmente, siamo vicinissimi a darle. Dobbiamo fare di tutto per ottenere il via libera alla nuova pista». Di tutto, ovvero anche le vie legali? «Vorremo evitare di andare per vie legali, poi è chiaro che dovremo difenderci con tutti gli strumenti. Vedremo, intanto puntiamo a chiudere positivamente la conferenza dei servizi».

Poi Nardella lancia l'affondo: le decisioni sul futuro di Firenze spettano ai fiorentini. Non alla Lega né al Movimento 5 stelle. O meglio, non al sindaco di Cascina e coordinatrice della Lega in Toscana, Susanna Ceccardi, né al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli. «Non può essere una signora da Cascina, per quanto rispettabilissima, o un ministro che sta a Roma e non conosce Firenze neanche da lontano, a decidere il futuro della nostra città. Questo spetta ai fiorentini», sottolinea il primo cittadino. Il sindaco, quindi, si sofferma sulla conferenza dei servizi aperta al ministero e slittata al prossimo 29 gennaio. Sulla nuova pista dello scalo «mi auguro- dice- che la politica non entri più di tanto nel lavoro della conferenza dei servizi, che è uno strumento tecnico. Non si possono mescolare le mele e le pere, altrimenti ogni opera pubblica diventa solo una battaglia politica».

Fonte: Agenzia Dire
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