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Agricoltura: Salvadori, una «banca della terra» per i giovani

Secondo uno studio presentato nel corso di un convegno a Firenze sono quasi 360.000 gli ettari di superficie agricola utile abbandonati dal 1982 al 2010 in Toscana. L'assessore regionale: «Una tendenza all’abbandono delle terre agricole che vogliamo contrastare con interventi concreti». Cia: investire in agricoltura per evitare catastrofi

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Agricoltura: Salvadori, una «banca della terra» per i giovani

La Regione metterà a disposizione dei giovani agricoltori superfici agricole del suo demanio attraverso una vera e propria «banca della terra». Lo ha detto l’assessore regionale all’agricoltura, Gianni Salvadori, aprendo i lavori del Convegno «Uso versus Consumo del territorio rurale» in corso di svolgimento a Palazzo Strozzi Sacrati in piazza Duomo a Firenze. Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente della Cia Toscana Giordano Pascucci: «Per evitare le catastrofi naturali (alluvioni, frane e smottamenti) che hanno colpito anche la Toscana nei giorni scorsi bisogna sempre ricordarsi che la miglior prevenzione è investire in agricoltura».

Secondo uno studio presentato nel corso del convegno sono quasi 360.000 gli ettari di superficie agricola utile abbandonati dal 1982 al 2010 in Toscana. La SAU è scesa in Toscana da oltre 1 milione di ettari degli degli anni Ottanta ai poco più di 6.300.000 di oggi. «Eppure – ha detto l’assessore Salvadori – i giovani che intendono impiantare nuove aziende agricole non trovano terre dove sia possibile farlo. E’ per questo che la Regione metterà a loro disposizione quelle di sua proprietà e ci faremo ricettori di tutte le istanze di coloro che intendono investire in questo settore». La proposta è attualmente all’esame del Consiglio Regionale.

«Il consumo del suolo, in particolare del territorio rurale, - sottolinea Pascucci - va nella stessa direzione: non dimentichiamoci che negli ultimi 50 anni oltre 5 milioni di ettari agricoli sono scomparsi, e di questi oltre un terzo a causa della cementificazione. Mentre in Toscana negli ultimi dieci anni - secondo i dati del censimento Istat - abbiamo perso 100 mila ettari che non sono stati cementificati, bensì a causa dell’abbandono dell’attività agricola, in particolare nelle aree rurali "svantaggiate" e montane, dove l’agricoltura risulta meno competitiva».

«Dobbiamo chiederci – ha aggiunto l’assessore regionale – come possiamo fare in modo che le imprese agricole ricavino reddito sufficiente per proseguire nella loro attività. La Toscana sta già facendo il possibile per affrontare questo problema, come testimonia la possibilità che abbiamo regolamentato di installare impianti fotovoltaici sui terreni agricoli. Si tratta di un lavoro che abbiamo portato avanti coinvolgendo le competenze degli assessorati all’agricoltura, all’urbanistica e all’ambiente che hanno operato nell’interesse degli imprenditori agricoli, ma anche di tutti i cittadini e del nostro paesaggio».

Salvadori ha infine sottolineato come anche il territorio rurale con presenza olivicola, una delle note distintive del territorio toscano, si stia riducendo. «E’ il bosco – ha concluso – a riconquistare terreno, una tendenza all’abbandono delle terre agricole che vogliamo contrastare con interventi concreti».

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