Toscana
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Problemi nella riorganizzazione del sistema sanitario regionale

Allarme della Cisl: chi comanda nella sanità toscana?

In Regione si discutono le «bozze» di riorganizzazione. Ma nei territori ogni Asl va avanti per conto proprio, in modo scomposto e pericoloso. L’altolà del sindacato: la Regione rispetti tempi e trasparenza del confronto

Percorsi: Sanità - Toscana
Parole chiave: luigi marroni (50), spending review (40), enrico rossi (422), cisl (95)
Allarme della Cisl: chi comanda nella sanità toscana?

«Chi comanda nella sanità toscana? La Regione ha ancora il controllo del sistema o siamo in una situazione di anarchia da fine impero in cui ogni Direttore Generale di Asl si comporta come crede?». E' la domanda rivolta ai vertici della Regione da Cisl e Funzione Pubblica-Cisl della Toscana, che accusano: «Mentre la Regione ci sottopone bozze di documenti con ipotesi di riorganizzazione, alla luce della spending review imposta dal governo, nei territori le Asl procedono unilateralmente e in modo scomposto alla ricerca di immediati risparmi, con rivoluzioni organizzative, chiusure di reparti e fughe in avanti».

«Per fare una riforma seria ed efficace che vada oltre la strada accorciata e pericolosa dei tagli lineari – dice Rossella Bugiani, della Segreteria Cisl toscana - serve un approfondimento ed un confronto serio, regole condivise sulle priorità e una regia adeguata a livello regionale. Purtroppo, mentre a parole la Regione dice di voler garantire tutto questo, nei fatti le Asl procedono unilateralmente. Mentre abbiamo avuto da pochi giorni il documento dalla Regione, in bozza da discutere, sulle ipotesi riorganizzative, assistiamo a convocazioni informative dei Direttori Generali delle ASL in cui si mettono lavoratori e organizzazioni sindacali di fronte al fatto compiuto, dando il documento della Regione come un percorso già acquisito».

Marco Bucci, della Funzione Pubblica Cisl regionale offre alcuni esempi. «A Firenze il Direttore dell’ASL 10 convoca comparto e medici informando di decisioni già prese sulla rimodulazione del territorio e la chiusura di unità chirurgiche. A Careggi il Direttore decide che entro 2 mesi tutto il sistema convenzionato con le case di cura private in intramoenia ritorni nell’Azienda Ospedaliera senza porsi il problema di oltre 130 dipendenti che rischiano di rimanere per strada se alcune case di cura decideranno di chiudere».

«A Livorno – prosegue Bucci - la Direttrice ostenta decisioni già prese sulla riorganizzazione dei Dipartimenti e su pesanti interventi per i laboratori di analisi, mettendo i sindacati di fronte al fatto compiuto, senza attendere il tavolo regionale né un confronto adeguato di approfondimento».

«A Prato – aggiunge il segretario FP - si è deciso di bloccare totalmente il turn over assistenziale di oltre 60 unità fra infermieri e  OSS (Operatori Socio Sanitari), creando una situazione insostenibile nei reparti ospedalieri. Per non parlare di Grosseto, dove sul territorio si stanno chiudendo servizi a causa di carenza di personale, accentrando tutto sull’ospedale principale con conseguenti disservizi sulle prestazioni».

«Comprendiamo la necessità di attivare da subito linee di risparmio - sottolinea la Cisl - ma facciamo presente all’Assessore Marroni e al Presidente Rossi che le azioni da attivare impattano sulla pelle delle persone, cittadini e lavoratori, e sulla sostenibilità di attività lavorative che non hanno limiti infiniti»

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