Toscana
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Dal n. 27 dell'11 luglio 2004

Alloggi popolari, domanda in crescita

Puntare sulla diversificazione dell'offerta di edilizia protetta e avviare ogni possibile sinergia tra le nuove aziende per gestire meglio i patrimoni immobiliari, non solo pubblici. È questa in estrema sintesi la proposta di Cispel Confservizi Toscana – l'associazione che raggruppa 185 aziende di servizio pubblico della Toscana – emersa durante un convegno tenutosi a Prato e organizzato da Cispel e dalle cooperative di abitanti (Arcat Legacoop, Confcooperative abitazione, Agci Abitazione). Ecco quanti sono gli alloggi popolari in Toscana e quanti ne servirebbero.

Alloggi popolari, domanda in crescita

Puntare sulla diversificazione dell'offerta di edilizia protetta e avviare ogni possibile sinergia tra le nuove aziende per gestire meglio i patrimoni immobiliari, non solo pubblici. È questa in estrema sintesi la proposta di Cispel Confservizi Toscana – l'associazione che raggruppa 185 aziende di servizio pubblico della Toscana – emersa durante un convegno tenutosi a Prato e organizzato da Cispel e dalle cooperative di abitanti (Arcat Legacoop, Confcooperative abitazione, Agci Abitazione). «In Toscana – sottolinea Alfredo De Girolamo, presidente del Cispel – ci sono 50.000 alloggi di edilizia popolare e oltre 2.000 in costruzione. Questo patrimonio deve essere gestito al meglio dalle nuove società di capitali partecipate dai Comuni, che devono valorizzare il patrimonio di competenze e trasformarsi in soggetti economici capaci di intervenire nel campo della gestione di immobili pubblici in generale. Bisogna definire progetti di finanza innovativa, anche perché sono sempre più scarse le risorse pubbliche disponibili per questo settore». «Le nuove aziende pubbliche locali – conclude De Girolamo – possono svolgere un ruolo di sviluppo importante, puntando a diventare un soggetto regionale forte nel campo della gestione immobiliare e del facility management». Antonino Cardaci, presidente della Commissione Casa di Cispel, spiega le politiche di sostegno alle situazioni di richiesta abitativa. «Ci sono in Toscana 13.000 famiglie – osserva Cardaci – inserite nelle graduatorie Provinciali di assegnazione, e un'altissima percentuale di famiglie fuori bando il cui reddito supera il reddito di assegnazione e impossibilitate ad accedere al libero mercato. Per queste situazioni, che vanno attestandosi a 18.000 famiglie, occorre aumentare la quantità di alloggi in affitto attraverso un'offerta aggiuntiva a canoni sociali o a canoni moderati». «Le aziende che gestiscono il patrimonio abitativo pubblico – conclude Cardaci – hanno firmato qualche mese fa un protocollo con le cooperative di abitanti, che va in questa direzione, per collaborare concretamente e dare risposte di tutela ai più deboli, anche con l'obiettivo di calmierare il mercato nel suo complesso».
S.P.

La scheda
• Quanti alloggi «popolari» in toscana
In Toscana si sta completando la trasformazione delle ex Ater in società di capitali destinate alla gestione degli immobili di Edilizia Residenziale Pubblica, conferendo la proprietà degli immobili ai comuni e diventando di fatto gestori di patrimoni immobiliari. In Toscana ci sono circa 50.000 alloggi di edilizia economica popolare e altri 2.000 in corso di costruzione.

• Quanti ne servirebbero
In Italia il fabbisogno di costruzione di nuovi alloggi da destinare all'affitto è stimato in 200.000 unità. Nella nostra Regione il 72% delle famiglie possiede un'abitazione e l'11% ne occupa una a titolo gratuito, ma il problema della casa è attuale anche in Toscana.

• scarsità di fondi
Una quota crescente di popolazione si rivolge sempre più agli enti locali per la casa. Al tempo stesso si stanno riducendo le risorse disponibili per la costruzione di nuove abitazioni con caratteristiche pubbliche. Il flusso di finanziamenti per l'Erp (edilizia residenziale pubblica) provenienti dal prelievo Gescal nel periodo dal '78 al '98 è stato complessivamente di 39.000 miliardi di lire, che corrisponde, se attualizzato, a circa 1800 milioni di euro l'anno. Il flusso minimo annuo di risorse che sarebbe necessario è stimato in circa 1000 milioni di euro per l'ERP e circa 500 milioni di euro (oggi 250) per il Fondo di sostegno all'affitto.

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