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Ambiente. 5 mln per rinaturalizzare il Padule di Fucecchio

La Regione Toscana mette sul piatto 5 milioni di euro per la rinaturalizzazione idrica nel Padule di Fucecchio. L'opera, si spiega da palazzo Strozzi Sacrati, prevede una serie di interventi di riqualificazione idraulica per una gestione flessibile delle risorse idriche, così da mettere in sicurezza un territorio fondamentale per la conservazione e la tutela di un ambiente unico.

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Riserva naturale

Il progetto si riassume nella creazione di due invasi (uno a Castelmartini nel Comune di Larciano per l'alimentazione della Paduletta di Ramone e uno in località Il Coccio nel Comune di Ponte Buggianese) per la raccolta delle acque nel periodo di massimo livello idrico e il successivo rilascio nel periodo di siccità e in interventi di escavazione e riprofilatura del cratere palustre.

I lavori dovevano partire nella seconda parte del 2017, ma ci sono stati ritardi: «Grazie all'impegno dell'assessore regionale all'Ambiente Federica Fratoni, le problematiche, essenzialmente di carattere amministrativo, sono state sbloccate». Si comincia quindi dopo il 15 luglio con la realizzazione dell'invaso de Il Coccio, propedeutico, sia dal punto di vista funzionale che gestionale, ai successivi interventi nel cratere palustre. 

Una volta completati i lavori, dall'invaso (una sorta di vasca di stoccaggio ricavata in un terreno totalmente pianeggiante acquistato dalla Regione Toscana), durante i mesi estivi verrà fatta uscire l'acqua che, grazie alle corrette pendenze e ad un sistema di regolazione, raggiungerà le varie zone del padule, suddivise in sottobacini, garantendo il deflusso minimo vitale. Durante il periodo estivo inoltre, quando il depuratore della Valdinievole scaricherà nell'invaso, funzionerà da equalizzatore rilasciando gradualmente l'acqua verso i sottobacini.

Una volta realizzato (per un volume massimo di 78.800 metri cubi, di cui 55.000 utilizzabili, e profondo 11,8 metri), rappresenterà «il polmone» di alimentazione dei nuovi sottobacini. «Finalmente - sottolinea l'assessore all'Ambiente Federica Fratoni - dopo anni di duro lavoro arriviamo ad aprire il cantiere di un'opera assolutamente indispensabile sia per la riqualificazione naturalistica di un'area umida tra le più importanti d'Italia e d'Europa, sia dal punto di vista idraulico per garantire la piena efficienza del bacino. Ringrazio in particolare il commissario Fabio Zappalorti e la struttura del Consorzio perché in poche settimane hanno superato le difficoltà riuscendo a dare avvio ai lavori».

Fonte: Agenzia Dire
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