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Arezzo, “Rondine, in cammino per la Pace” con migliaia di giovani per dire no alla guerra

Sabato 19 marzo dalle 8.30 da  Arezzo fino al luogo simbolo dell’impegno contro l’indifferenza, inaugurato a Rondine da Liliana Segre, una giornata all’insegna dell’ascolto, del dialogo e delle testimonianze. Vaccari: “Ricucire le relazioni per evitare che l’odio divida i popoli e dilaghi”

Percorsi: Arezzo - Pace - Rondine
Programma iniziativa

Fare un gesto semplice e antico, segno della volontà di non essere indifferenti; segno della disponibilità a mettersi in gioco, a sacrificare qualcosa di sé: camminare insieme da Arezzo a Rondine Cittadella della Pace, nel luogo in cui Liliana Segre, il 9 ottobre 2020, ha consegnato la sua memoria di dolore e di pace, invitando i giovani e tutti a non essere indifferenti.

Da questa premessa nasce l’iniziativa che si svolgerà sabato 19 marzo “Rondine in cammino per la pace”, promossa da Rondine Cittadella della Pace e la Consulta Provinciale degli Studenti in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale di Arezzo, con il Patrocinio del Comune di Arezzo.

Una marcia per la pace che è fortemente radicata nei valori e nell’impegno dell’Associazione che da oltre venticinque anni sceglie e ospita i giovani delle due o più parti dei conflitti degenerati in varie forme di violenza e di guerra, e mantiene questa scelta: accogliere, con i giovani, i dolori ma anche le speranze, la forza dei popoli.

Una giornata di dialogo in un luogo aperto e protetto, un piccolo borgo aperto al mondo per esprimersi liberamente e condividere angoscia, speranza, convinzioni e dubbi, proposte concrete per individuare insieme possibili azioni che fermino la guerra. Un’occasione per praticare il dialogo e l’ascolto, rafforzare la coscienza civile delle giovani generazioni, educare alla cultura della pace che rende questa giornata a pieno titolo un giorno di scuola anche grazie al supporto dell’Ufficio scolastico provinciale che chiederà a tutte scuole della Toscana di fermarsi e collegarsi con Rondine.

“La guerra è una realtà, disumana e inaccettabile. – afferma Franco Vaccari, Fondatore e Presidente di Rondine Cittadella della Pace - L’esperienza, che da lunghi anni portiamo avanti a Rondine, ci insegna che tutti siamo “portatori sani” di nemico, anche prima che arrivino le armi, e che ogni guerra diventa possibile solo perché lentamente si è costruita l’idea del nemico. È una costruzione malata, perversa, che avvelena le società, cominciando dalle relazioni, e porta alla disumanizzazione, all’indifferenza. Per questo lavoriamo con i giovani provenienti da territori che hanno avuto o stanno vivendo situazioni di violenza e guerra, per decostruire il nemico e soprattutto prevenirne lo sviluppo. Scegliendo Rondine questi ragazzi e ragazze decidono di camminare per una strada nuova, che esce dalla logica del nemico e ricuce le relazioni a partire dalla condivisione del dolore”.

Eravamo tutti desiderosi di poterci esprimere in questo momento tragico per dare un segnale necessario che porti la voce degli studenti con la nostra forza giovanile”.  Afferma, Shasika Weerasinghe (“Sole”), Presidente dellaConsulta Provinciale degli Studenti di Arezzo. “Siamo felici di essere accanto a Rondine in questa manifestazione sperando di raccogliere, non solo la partecipazione degli studenti ma anche di tutta la cittadinanza”.

Accanto a questi giovani, a Rondine si sono accostati negli anni altri ragazzi e ragazze provenienti da società non in guerra e, in modo particolare, dalle varie parti d’Italia. Gli studenti delle scuole di Arezzo e della Provincia saranno i primi ad essere coinvolti in questo processo di crescita civile, accanto ai giovani di tutta Italia rappresentati degli studenti del Quarto Anno Liceale d’Eccellenza a Rondine. 

Ed è insieme a loro che sabato tutta la comunità di Rondine, nazionale e internazionale, chiamando tutta la società civile, sfilerà per le strade di Arezzo fino al piccolo borgo della pace.

Un appello alla pace forte e convinto che viene da una terra, la nostra, che oggi, con Rondine, conferma la scelta del dialogo e dell'accoglienza come gli unici principi di convivenza tra le genti”. Afferma il Sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli. “Una consapevole vocazione alla pace che ci appartiene da sempre e che si fa realtà nei luoghi sacri che da secoli sono punto di riferimento, di preghiera e di speranza per l'umanità. La stessa speranza per il mondo che rappresentano i giovani, i veri protagonisti di questo evento straordinario testimonianza sincera e partecipata della volontà di costruire un mondo libero dai conflitti e solidale. La città è orgogliosa di essere protagonista di un grido di speranza che possa essere ascoltato”.

Partenza alle 8.30 da Viale G. Amendola 15 (parcheggio dell’Ipercoop) per le migliaia di giovani e adulti che saranno coinvolti.  All’arrivo a Rondine li attenderà un momento di plenaria nell’Arena di Janine, per ascoltare la testimonianza di giovani della World House di Rondine che, non solo in questa guerra a noi vicina, ma anche in altre guerre s’impegnano ogni giorno a non cedere alla tentazione della cultura del nemico e lavorano insieme per la riconciliazione, la trasformazione del conflitto e la ricostruzione delle relazioni tra comunità divise nei loro paesi, dimostrando che è possibile percorrere vie nonviolente.

Al termine i giovani insieme agli adulti potranno praticare momenti liberi di dialogo e confronto per condividere speranze e preoccupazioni, dubbi e riflessioni e proporre passi concreti e possibili per la pace.

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming nei canali si Rondine (Facebook e Youtube) e in diretta tv grazie dalle emittenti Teletruria e TsdTv. Infine, un ringraziamento a tutti coloro che stanno contribuendo alla realizzazione della giornata: Croce Bianca, Misericordia, Croce Rossa, Associazione vigili del fuoco in congedo. A questo link è possibile leggere il documento programmatico dell’iniziativa https://rondine.org/progetti/rondine-in-cammino-per-la-pace/

Fonte: Comunicato stampa
Arezzo, “Rondine, in cammino per la Pace” con migliaia di giovani per dire no alla guerra
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