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Associazioni cattoliche toscane, un «manifesto» per l'Europa

In vista delle elezioni europee del 26 maggio un nutrito gruppo di associazioni e realtà cattoliche toscane (dalle Acli alla Fuci e al Meic, da Supplemento d'Anima al Forum toscano delle associazioni familiari, da Fondazione e Centro studenti la Pira a Rinascita cristiana e Acsjf) presenta un «Manifesto per l'Europa» che vuol essere di stimolo per «una riflessione da parte dei cittadini europei che ancora faticano a sentirsi tali».

Sede della Commissione europea (Foto Sir)

«La crisi che l’Unione attraversa è un’opportunità per ripensare su basi nuove un progetto politico che negli ultimi settant’anni ha garantito pace e sviluppo democratico per un continente segnato per secoli da guerre sanguinose e dalle lacerazioni prodotte dai totalitarismi». Lo scrivono un nutrito gruppo di associazioni e realtà cattoliche toscane (dalle Acli alla Fuci e al Meic, da Supplemento d'Anima al Forum toscano delle associazioni familiari, da Fondazione e Centro studenti la Pira a Rinascita cristiana e Acsjf) in un «Manifesto per l'Europa» che vuol essere di stimolo per «una riflessione da parte dei cittadini europei che ancora faticano a sentirsi tali».

Il «sogno europeo dei padri fondatori» - affermano - «può continuare riscoprendo la fraternità»: «E’ la Fraternità, questo “principio dimenticato”, questa indispensabile categoria politica, che, insieme alla Libertà e all’Uguaglianza, rende compiuta la Democrazia». Il contributo di «maturità politica» che queste realtà cattoliche toscane intendono dare «vuole essere un antidoto rispetto a pericolose tendenze opposte», come «la commistione fra il religioso e il politico che vorrebbe ridurre l'appartenenza cristiana a fattore di identità nazionale». O la mancanza di «un'anima», con «"progressismi" facili e senza volto, di impronta spesso centralista, tecnocratica e individualista». Ecco il testo integrale.

Manifesto per l'Europa

Il passaggio delle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo del prossimo maggio si compie in una fase della storia del progetto europeo che da più parti viene giudicata cruciale. Dentro l'opinione pubblica domina l'idea che l'attuale configurazione politica dell'Unione Europea viva una crisi terminale rispetto alla quale si delineano atteggiamenti fra loro diversi. Da un lato vengono proposti modelli che tendono a ridurre lo spazio europeo ad un semplice luogo economico, nel quale gli Stati nazionali dovrebbero riacquisire poteri e competenze. È la linea scelta da quelle forze politiche che parlano di un'Europa dei popoli intesa come Europa di nazioni, dove i singoli stati decidono in autonomia sulla politica estera e di sicurezza. Dall'altro lato il fronte «europeista» raccoglie i partiti che fino ad oggi hanno governato il Parlamento europeo. Si tratta di una prospettiva che, pur considerando e rispettando le diversità dei vari popoli dell'Unione, mira ad ampliare la serie di competenze in carico alle Istituzioni comunitarie, soprattutto per quanto riguarda la politica estera e di sicurezza, per rendere l'Europa un soggetto politico più autorevole nello scenario mondiale.

UNA CHIAMATA AI CITTADINI EUROPEI

Gli orizzonti politici che prendono forma sono tanto il segno di una crisi del progetto europeo quanto l'espressione di una incapacità di uscire da schemi culturali che nella loro sostanza restano legati ad un quadro storico ormai tramontato. La crisi che l'Unione attraversa è un'opportunità per ripensare su basi nuove un progetto politico che negli ultimi settant'anni ha garantito pace e sviluppo democratico per un continente segnato per secoli da guerre sanguinose e dalle lacerazioni prodotte dai totalitarismi. Di fronte a questo scenario è urgente una riflessione da parte dei cittadini europei che ancora faticano a sentirsi tali: è solo così che è possibile cogliere l'urgenza di dare un maggior spessore democratico alle istituzioni comunitarie e arrivare ad una democrazia europea che sia sostanziale oltre che istituzionale.

IL SOGNO PUÒ CONTINUARE RISCOPRENDO LA FRATERNITÀ

Nei tanti scenari di guerra che il mondo oggi conosce, a partire dal conflitto che dall'Asia Centrale e dalla Siria attraversa le regioni del Centro Africa, fino alle crisi di Ucraina e Venezuela e a quella fra India e Pakistan, è lampante l'assenza di un soggetto politico capace di essere portatore di modelli di integrazione e di gestione dei conflitti. Rispetto agli evidenti squilibri ambientali ed economici determinati da un modello economico ormai insostenibile, manca un attore capace di attivare processi di sviluppo che umanizzino i rapporti economici come quelli sociali. Proprio questo presente ci permette di far luce sugli elementi più qualificanti del sogno europeo dei padri fondatori. Una democrazia fondata sui diritti, sulla responsabilità e sulla dignità inalienabile della persona , che trova nel principio di sussidiarietà il necessario equilibrio tra poteri centrali e locali; uno spazio dove l'aspirazione alla giustizia e alla libertà trova compimento in una fraternità vissuta fra concittadini, nella consapevolezza che le relazioni e l'apertura all'altro sono i tratti di un futuro che è tutto da costruire, ma che è necessario costruire.

E' la Fraternità, questo «principio dimenticato», questa indispensabile categoria politica, che, insieme alla Libertà e all'Uguaglianza, rende compiuta la Democrazia. Questo è il patrimonio di cultura che è nel DNA dell'Europa: un'esperienza di vita da realizzare oggi prima di tutto al suo interno.

COSA FARE

E' necessario e urgente allora iniziare un percorso di consapevolezza civile che, nel rileggere il progetto europeo alla luce delle sfide di oggi, ne pensi e progetti i futuri possibili concreti sviluppi. Le nostre

realtà associative, che hanno una chiara matrice cristiana, sentono l'urgenza di dare un contributo di maturità politica e culturale dentro il quadro europeo. Siamo convinti che il patrimonio di esperienze e sensibilità di cui siamo portatori, non ultimo l'impegno alle problematiche sociali, familiari e della natalità, possa dare nuova linfa ad un dibattito pubblico nel quale è urgente che le grandi tradizioni di cultura politica tornino a pensare il domani comune. Questo nostro impegno vuole essere un antidoto rispetto a pericolose tendenze opposte.

Maturità politica significa infatti per noi, da un lato, evitare il rischio di un ritorno a tentazioni di possibile commistione fra il religioso e il politico che vorrebbero ridurre l'appartenenza cristiana a fattore di identità nazionale, producendo così pericolosi cortocircuiti storici, dall'altro lato significa riconoscere che anche l'Europa, come ogni Istituzione che voglia essere realmente democratica, può vivere e crescere solamente se ha un'anima; e che quest'anima si costruisce accettando la fatica di una ricerca umile, seria e coraggiosa del bene integrale dell'uomo e della società, al riparo dai «progressismi» facili e senza volto, di impronta spesso centralista, tecnocratica e individualista.

La nostra iniziativa è dunque aperta a tutti coloro che vogliono affrontare i nodi del nostro essere cittadini europei e che pensano al domani dell'Unione come ad un futuro di democrazia e di pace.

• ACISJF PROTEZIONE DELLA GIOVANE
• ACLI
• ASSOCIAZIONE MISSIONARIA MARIA IMMACOLATA (AMMI)
• ASSOCIAZIONE IGINO GIORDANI MONTECATINI,
• ASSOCIAZIONE NUOVA CAMALDOLI
• ASSOCIAZIONE POLIS
• AZIONE CATTOLICA FIRENZE
• CENTRO INT. STUDENTI G.LA PIRA
• CSC/ SUPPLEMENTO D’ANIMA
• FONDAZIONE G. LA PIRA
• FORUM TOSCANO DELLE ASSOCIAZIONI PER I DIRITTI DELLE FAMIGLIE
• FUCI
• ISTEL
• MOVIMENTO POLITICO PER L’UNITA’ (MPPU)
• MOVIMENTO RINASCITA CRISTIANA ITALIA ACI Francia, ACI Portogallo, ACI Belgio, ACAT Italia
• MEIC

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