Toscana
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BENI CULTURALI E ASSISTENZA RELIGIOSA NEGLI OSPEDALI, FIRMATA INTESA REGIONE-CET

Percorsi: Regione

Valorizzazione dei beni culturali di proprietà ecclesiastica e assistenza religiosa cattolica negli ospedali e nelle strutture di ricovero delle Aziende sanitarie. Sono l'oggetto di altrettanti accordi tra la Regione Toscana e la Conferenza episcopale toscana (C.E.T.) firmati ieri mattina dal presidente Claudio Martini e da monsignor Alessandro Plotti, Arcivescovo di Pisa e presidente della medesima Conferenza. L'occasione è stata offerta dalla sessione invernale della Conferenza dei vescovi della Toscana riuniti all'eremo di Lecceto (Malmantile).

L'accordo per la valorizzazione dei beni culturali definisce gli ambiti di collaborazione tra Regione e Cet alla luce delle nuove competenze derivanti dal Titolo V della Costituzione e dal Codice Urbani. L'accordo ha un valore triennale e prevede che gli impegni finanziari siano inseriti all'interno delle normali procedure di programmazione regionale. Proprio per questo saranno attivati appositi tavoli di lavoro. In questo contesto la Regione si impegna a favorire la collaborazione tra il sistema dei musei territoriali e quelli di proprietà ecclesiastica, a sostenere la catalogazione, il restauro e la conservazione del patrimonio librario e documentario, a favorire l'aggiornamento professionale del personale operante presso le strutture ecclesiastiche coinvolte, a mettere a disposizione strumenti per la catalogazione, supporti e sistemi informatici. Da parte loro, i Vescovi si impegnano a favorire l'apertura al pubblico delle biblioteche e degli archivi ecclesiastici, la collaborazione tra il sistema dei propri musei e quelli territoriali e la partecipazione del personale operante presso le strutture ecclesiastiche coinvolte, alle attività di aggiornamento professionale.

Per favorire la verifica dell'attuazione dell'intesa viene istituita una commissione paritetica composta da tre membri designati dalla Regione e tre designati dalla C.E.T.

La seconda intesa definisce gli indirizzi e le direttive per la disciplina del servizio di assistenza religiosa, che ha il compito di assicurare presso le strutture di ricovero l'esercizio della libertà religiosa e l'adempimento delle pratiche di culto nel rispetto della volontà e libertà di coscienza dei cittadini. Tale servizio deve avvenire attraverso intese specifiche tra le Asl e gli Ordinari diocesani competenti per il territorio. Da parte sua la Regione si impegna ad aprire, entro sei mesi dalla firma del protocollo, un tavolo di confronto tra i soggetti interessati per estendere il servizio di assistenza religiosa anche nelle strutture ospedaliere private. Spetterà alle Aziende sanitarie determinare il numero di assistenti religiosi cui affidare il servizio di assistenza sulla base del numero di ricoveri riferito all'anno precedente. Il servizio è svolto da assistenti religiosi assunti dalle Aziende su proposta dell'Ordinario diocesano.

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