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Banche, il credito negato e il rischio di cadere nell'usura

Convegno  sul «Icredito negato», giovedì 4 novembre nella sede della Provincia di Firenze. Alle accuse del Forum nazionale antiusura sull'operato degli istituti bancari italiani, che spingerebbero tanti cittadini verso gli usurai, ha risposto Giorgio Clementi, presidente della federazione delle Banche di Credito Cooperativo. In Toscana c'è anche l'azione della Fondazione per la prevenzione dell'usura nata nelle Misericordie. Secondo dati Fipe, il mondo dell'usura muove 30 miliardi di euro, e coinvolge 150 mila esercizi, dei quali 23.500 si sono rivolti a organizzazioni criminali.
DI FEDERICO FIORENTINI

Parole chiave: volontariato (316), povertà (68), usura (19), banche (94)
Banche, il credito negato e il rischio di cadere nell'usura

di Federico Fiorentini

Giovedì 4 novembre a Palazzo Medici Riccardi, sede della Provincia di Firenze, si è svolto il convegno «Il credito negato», durante il quale i rappresentanti del Forum Nazionale Antiusura bancaria hanno mosso aspre critiche al sistema creditizio italiano: Silvestro Dell'Arte, coordinatore regionale per la Toscana, ha affermato che «la gravità delle situazioni di mancato accesso al credito si scontrano con i dettami costituzionali e con i più basilari diritti umani alla vita, alla proprietà e al lavoro.

L'Italia è l'unico paese europeo dal quale sono esclusi dalla operatività bancaria oltre 25 milioni di cittadini». Gli istituti di credito adoperebbero le centrali di rischio come mezzo di pressione «per ottenere somme spesso non dovute», iscrivendo arbitrariamente nelle banche dati degli insolventi soggetti colpevoli di ritardi irrisori nei pagamenti, e minacciando di espropriare la casa a circa 1 milione e 300 mila nuclei famigliari. «La valutazione giuridica – prosegue Dell'Arte – degli abusi delle banche dovrebbe essere equiparata a quella degli usurai comuni, dato che tassi d'interesse applicati e comportamenti in caso di mancato pagamento frequentemente risultano assimilabili».

Sulla stessa lunghezza d'onda l'avvocato Roberto Di Napoli, della sezione romana del Forum: «Anche prima della crisi gli imprenditori hanno affrontato lotte quotidiane con gli istituti i credito, destinate comunque alla sconfitta, dal momento che, anche quando queste ultime vengono portate in tribunale, riescono immancabilmente a “mangiarsi” il privato cittadino». Le banche dovrebbero acquisire non solo una maggiore professionalità, ma anche una sensibilità differente, dato che «devono capire che non si tratta solamente di denaro, ma dell'esistenza di esseri umani».

A fare da contraltare a queste accuse Giorgio Clementi, presidente della Federazione toscana delle Banche di Credito Cooperativo (BCC), che ha ricordato come esistano differenze rilevanti fra i grandi istituti di credito, che basano la propria attività in primis sulle operazioni finanziarie, e queste realtà bancarie locali, che per statuto svolgono soprattutto una funzione intermediaria. La Federazione regionale (che associa 31 istituti) rappresenta solo una parte di un'organizzazione che, su scala nazionale, riunisce 418 banche che, nel loro complesso, rappresentano la quarta realtà creditizia italiana. Clementi ha rimarcato il diverso atteggiamento delle BCC, il cui obiettivo è «il profitto a esclusivo vantaggio dei soci», e che dunque mantengono un rapporto stretto con famiglie e piccoli imprenditori «guardati spesso con sospetto dalle altre banche, che in periodi di incertezza economica preferiscono finanziare categorie, come la grande imprenditoria, in grado di offrire maggiori garanzie». Le BCC, viceversa, che nascono con scopi mutualistici, «rimangono ancorate al territorio e ai suoi abitanti, e sono pronte a scommettere insieme loro senza tirarsi indietro».

Fra le associazioni più impegnate nell'agevolazione dell'accesso al credito si segnala la Fondazione Toscana per la Prevenzionedell'Usura: nata su iniziativa della Misericordia di Siena, è oggi diffusa su tutto il territorio regionale, con l'adesione di 41 Misericordie che hanno dato vita ad altrettanti «centri di ascolto». Il vice presidente Leandro Chiarelli ha esposto le modalità tramite le quali agisce la Fondazione: «Chi si rivolge ai nostri centri d'ascolto viene sottoposto a uno screening bancario e psicologico. Il nostro servizio si rivolge esclusivamente a soggetti “meritevoli”: famiglie che hanno subito un lutto, situazioni di malattia o di perdita di posto di lavoro». La Fondazione funge da garante presso gli istituti bancari (essendo nata a Siena, gode di un rapporto privilegiato con il Monte dei Paschi), che accordano un prestito al richiedente: durante i suoi primi dieci anni di attività (1999-2009), la Fondazione si è adoperata nell'affido dei crediti per un totale di quasi 51 milioni di euro. A fine settembre 2010 la cifra complessiva è già arrivata a 59 milioni (8 milioni in nove mesi contro una media annua di poco superiore a 5) a dimostrazione di una situazione di particolare disagio economico. Per quanto riguarda la Provincia di Firenze, nell'anno in corso sono stati erogati finanziamenti per 2 milioni e 665 mila euro.

Altra realtà con obiettivi analoghi – per quanto si muova in ambito più circoscritto – il Fondo «Essere», la cui attività è stata illustrata da Antonio Bandino (presidente della onlus a esso collegata, «Amici di Essere»): «Il Fondo – “associazione di associazioni” che raccoglie 29 fra parrocchie, società sportive, Caritas e Case del Popolo del Quartiere 4 di Firenze – nasce nel 2002 con il fine di costruire una comunità solidale i cui membri si aiutino reciprocamente, tramite versamenti, anche minimi, da parte di privati cittadini cui possono accedere persone in momentanea difficoltà. Si tratta di “prestiti di solidarietà”, senza interessi, il cui tetto massimo è 2500 euro. Modalità e tempi della restituzione vengono concordati caso per caso, ma generalmente si parla di una cifra che va dai 20 ai 50 euro al mese, che il beneficiario si impegna a restituire senza obblighi formali sotto forma di donazione». A fine 2009 Essere aveva erogato circa 400 crediti per un totale superiore ai 400 mila euro, con un recupero che si attesta intorno al 60%.

Oltre 23 mila in mano agli usurai
Durante il convegno «Il credito negato» è stato affrontato anche il tema dell'usura, conseguenza diretta del difficile accesso ai finanziamenti bancari. Antonella Coniglio, assessore alle Politiche Sociali e coordinatrice dell'incontro, ha denunciato la mancanza di sostegno adeguato delle banche alla cittadinanza in questa congiuntura economica critica: «Numerose famiglie toscane versano in gravi difficoltà: in questo momento corriamo il rischio di non essere in grado di garantire il “benessere”, valore alla base di ogni politica sociale, con conseguenti ripercussioni sulle condizioni psico-fisiche di larghe fasce della popolazione».

Il procuratore generale sostituto di Firenze Aldo Giubilaro ha riportato i dati Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) 2009 relativi alle dinamiche dell'usura, che «fotografano un fenomeno che ha mosso 30 miliardi di euro, con 150 mila esercizi interessati, dei quali 23.500 si sono rivolti a organizzazioni criminali». Il procuratore, ricollegandosi alla propria esperienza personale, ha notato come il numero dei processi per usura sia estremamente esiguo, concludendo necessariamente che «sono le denunce a essere poche: chi subisce l'usura, sia per ragioni psicologiche, dato che l'usuraio diventa un “amico”, una persona che gli ha dato una mano, sia perché lo teme, preferisce non rivolgersi alla giustizia. Occorre che le istituzioni - che comunque già fanno molto - acquistino una affidabilità ancora maggiore agli occhi delle vittime, che devono vederle come uniche reali fonti di protezione».

Il tenente colonnello Domenico Rizzo della Guardia di Finanza di Firenze si è ricollegato all'analisi di Giubilaro, sottolineando che l'usura è un fenomeno diffuso in tutto il paese, per quanto non in maniera omogenea: «A differenza che in altre regioni, in Toscana le associazioni mafiose, pur presenti, sono impegnate soprattutto nel riciclaggio di denaro sporco, lasciando il racket dello strozzinaggio alle figure degli “usurai della porta accanto”. Il nostro duplice compito consiste nel combattere la crescente attività della criminalità organizzata in questo ambito e cercare di tenere sotto controllo i canali dell'usura tradizionale».

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