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Bekaert, incontro deludente al Mise a Roma: assente l'azienda

Stamani era in programma al Ministero dello sviluppo economico un tavolo sulla crisi della Bekaert. la multinazionale che ha improvvisamente deciso di chiudere lo stabilimento di Figline Valdarno, licenziando i 318 dipendenti. Presenti i rappresentanti sindacali e le istituzioni toscane, al tavolo mancava l'azienda che aveva annunciato al Mise una totale chiusura alle trattative. Duro il commento di sindacati e di Rossi.

Lo stabilimento Bekaert di Figline Valdarno

«Siamo molto scontenti dell'esito dell'incontro di stamani. L'azienda non si è presentata e ieri al ministero ha ribadito una linea di totale chiusura, confermando una grave mancanza di rispetto verso i lavoratori e verso lo stesso governo italiano.» E' il commento di Fabio Franchi, segretario generale aggiunto Cisl Firenze-Prato e Alessandro Beccastrini, segretario Fim-Cisl Toscana, dopo l'incontro di questa mattina al ministero dello Sviluppo economico, a Roma sulla vertenza Bekaert, la multinazionale belga che venerdì scorso ha annunciato la chiusura entro 75 giorni dello stabilimento di Figline Valdarno (Fi) e il licenziamento di tutti i 318 dipendenti.

«I funzionari del ministero - continuano Franchi e Beccastrini - che ci hanno ricevuto oggi hanno annunciato che riconvocheranno le parti per la prossima settimana: ci aspettiamo che a quel tavolo ci siano anche i vertici politici del ministero, il ministro e il viceministro. Devono essere loro ad occuparsi in prima persona di una vicenda come questa che è troppo importante per la comunità valdarnese per essere sottovalutata.»

Al tavolo convocato oggi a Roma per affrontare la crisi della Bekaert (ex Pirelli) dopo il licenziamento di 318 lavoratori, c'erano il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il consigliere per il lavoro Gianfranco Simoncini, le organizzazioni sindacali, la sindaca del Comune di Incisa-Figline Giulia Mugnai, alcuni parlamentari del territorio, i funzionari del ministero dello Sviluppo economico, ma non c'erano i rappresentanti dell'azienda e nemmeno quelli del Governo.

«Capisco che siamo in una fase di avvio istituzionale - ha detto Enrico Rossi sedendosi al tavolo - ma poter avere confronto politico anche con ministro o con viceministro da lui delegato, sarebbe stato importante. Ci siamo seduti al tavolo per rispetto verso i funzionari del ministero e dei sindacati, perché altrimenti avremmo dovuto alzarci e andare via».

«L'azienda - ha proseguito Rossi - ha confermato il suo atteggiamento di arroganza, lo stesso che ha usato verso i lavoratori consegnando loro le lettere di licenziamento mentre erano ancora al lavoro. Adesso ci sarà un incontro in sede sindacale e poi saremo nuovamente riconvocati dal ministero. Ci auguriamo che alla prossima riunione ci sia il viceministro in rappresentanza del governo. Al governo chiederemo un pronunciamento pubblico, che richiami alla responsabilità la multinazionale. Non solo. Bisogna chiamare in causa anche Pirelli, che era la proprietaria dello stabilimento fino a tre anni fa e che deve assolutamente essere coinvolta in questa partita. A Bekaert chiediamo il ritiro immediato dei licenziamenti e l'apertura di un tavolo con l'obiettivo di continuare a produrre. Con questi obiettivi raccolgo l'appello del sindaco di Incisa e Figline e sarò presente, con il gonfalone della Regione, alla manifestazione organizzata a Figline per venerdì sera. Manifesteremo perché non vogliamo perdere un importante sito produttivo per gli interessi della multinazionale e di una liberalizzazione che penalizza i lavoratori, usando l'Europa come grande mercato che contrappone fra loro i lavoratori. Siamo di fronte all'ennesimo caso di delocalizzazione motivato non da una crisi del mercato ma dalla esclusiva volontà di fare più soldi sulla pelle dei lavoratori. E questo non si può accettare. Siamo qui e saremo venerdì in piazza anche per dire no a tutto questo».

Fonte: Comunicato stampa
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