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CAPONNETTO, ALLA SS. ANNUNZIATA L'ULTIMO SALUTO

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«Ciao nonno Nino, uomo giusto come Mosè e Simeone, profeta dell'aurora», il cui impegno non sarà dimenticato. Anzi continuare nella promessa di lotta contro mafia e ingiustizia fatta da Caponnetto ai funerali di Borsellino sarà il «vero modo di dimostrare la nostra riconoscenza e affetto». Don Luigi Ciotti ha salutato così nella sua lunga omelia il giudice Antonino Caponnetto, i cui funerali si sono tenuti domenica pomeriggio nella basilica di Ss. Annunziata a Firenze.

Migliaia i partecipanti alle esequie, tantissimi i cittadini venuti anche da altre città per l'ultimo saluto al giudice. Tra le personalità il vice presidente del Csm Virginio Rognoni, il capo della polizia Gianni De Gennaro, Pino Arlacchi, la vedova di Pertini, Carla Voltolina, Rita e Salvatore Borsellino, Massimo Brutti, Vannino Chiti, Nando Dalla Chiesa, il sindaco di Firenze Domenici, il presidente della Regione Martini e il prefetto Serra.

Tanti i colleghi di Caponnetto, da Caselli a Colombo, da Ingroia a Silvia Della Monica, che toga addosso - come altri magistrati dell'Anm – hanno portato poi fuori il feretro a spalla insieme agli agenti della scorta del giudice che fondò il pool antimafia di Palermo. Tanti anche i gonfaloni delle città, fra cui Firenze e Palermo. Numerosi gli interventi durante la messa e al rito di commiato. Silvia Della Monica ha giurato «che continueremo negli stessi valori e impegno. Per non dimenticare bisogna solo andare avanti e dare speranza ai giovani». La stessa promessa solenne l'ha fatta Rita Borsellino: «Non mi fermerò», ricordando l'impegno con Caponnetto nell'insegnamento della legalità ai giovani. Caselli ha rivolto una preghiera al Signore perché «ci conceda di riuscire ad essere almeno un poco simili a Nino» e ha rivolto un «immenso grazie ad un uomo che ha sempre dato, senza mai niente pretendere in cambio». Ingroia ha detto che Caponnetto è stato un «faro nelle tenebre» dopo le morti di Falcone e Borsellino, la cui memoria è stata richiamata più volte: «Oggi quel faro si è spento e ci sentiamo più soli, però siamo anche più ricchi del patrimonio che Caponnetto ci ha lasciato e che abbiamo l'obbligo morale di non disperdere». Rognoni ha detto che bisogna «inchinarsi» alla memoria di Caponnetto, «cittadino esemplare» e magistrato tenace. «Grazie per ciò che ci hai insegnato e dato» ha detto un poliziotto a nome di tutti i ragazzi delle scorte.

L'ultimo saluto è della figlia Antonella, a nome anche dei fratelli Riccardo e Massimo e della madre Betta: «Ciao babbo, buon viaggio e se puoì cerca anche di divertirti e di dare leggerezza a questa tua nuova vità». Caponnetto, salutato all'uscita dalla chiesa da un lunghissimo applauso che lo aveva già accolto all'entrata, riposerà nella tomba di famiglia a Pistoia. (ANSA).

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