Toscana

CIAMPI A SIENA INAUGURA ANNO ACCADEMICO

«Oggi ci battiamo per lasopravvivenza degli atenei», ha detto il rettore dell’università di Siena Piero Tosi, che è anche presidente della Conferenza italiana dei rettori, inaugurando il 762° anno accademico dell’università di Siena alla presenza del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e del ministro dell’Istruzione Letizia Moratti. Un grido di dolore ampiamente motivato quello di Tosi. «Le sorti dell’istituzione universitaria in quanto tale – ha detto – sono indiscutibilmente legate alle risorse finanziarie ed anche al futuro della ricerca e dell’insegnamento superiore. Attendiamo ancora un segnale forte della volontà politica dei governi di sostenere l’università che, dal canto suo, è pronta a essere valutata in modo severo sul versante della formazione, della ricerca e della conduzione amministrativa». «Se la ricerca, come credo fermamente, è un cardine insostituibile della docenza universitaria – ha aggiunto Tosi – oltre che una leva fondamentale per lo sviluppo del paese, è prioritario un piano di forte potenziamento di essa anche concentrando gli interventi in centri di eccellenza per settori strategici di sviluppo comprendenti i Parchi scientifici». Tosi ha chiesto che il semestre di presidenza italiana dell’Ue l’anno prossimo, sia caratterizzato da un’iniziativa per il rafforzamento dell’università e della cooperazione internazionale, con iniziative anche a favore di una «reale formazione internazionale degli studenti».

Sulla riforma Moratti, Tosi ha detto: «Dobbiamo ripeterlo con insistenza: la riforma è in corso di attuazione e sarà la sperimentazione a giudicarne pregi e difetti». Nello sviluppo del federalismo solidale, c’è un capitolo in cui l’università vuole avere voce, a cominciare dal diritto allo studio, che ci vede in ritardo, ha detto il Rettore, rispetto ad altri paesi: ad esempio, rispetto a 400 mila borse di studio concesse in Francia, «noi siamo fermi a 100 mila. Anche per quanto riguarda l’investimento in ricerca e educazione superiore l’Italia risultava già sei anni fa a livello più basso nella scala europea ed oggi – ha concluso Tosi – i parametri segnalano un ulteriore peggioramento». (ANSA)