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CONFERITA DAL CONSIGLIO REGIONALE UNA MEDAGLIA A PINO ARPIONI

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"Siamo qui a ricordare Pino Arpioni, figlio della città capoluogo di Regione, perché il salvadanaio della memoria possa non asciugarsi mai". Lo ha detto il Presidente del Consiglio regionale, Riccardo Nencini, dando il la alla cerimonia di conferimento della medaglia d'argento alla memoria di Pino Arpioni. Questo pomeriggio, presso la Sala Gonfalone del Consiglio, gremita come non mai, il Presidente ha salutato le autorità civili e religiose (tra le quali il vescovo di Prato, mons. Gastone Simoni), insieme ai familiari ed ai tanti ragazzi di Pino, soffermandosi sulla dedizione alla città e alla educazione dei giovani. "La figura di Pino Arpioni sia di esempio per tutti noi - ha esortato Nencini - perché l'impegno politico e sociale possa caratterizzare la quotidianità".

A ricordare le linee di forza della figura di Pino Arpioni, a tre mesi dalla scomparsa, ci ha pensato il consigliere Franco Banchi (Unione dei democratici cristiani e di centro), segretario questore dell'Ufficio di Presidenza. "La spiritualità, la formazione religiosa sono state per lui, senza dubbio, lapirianamente - ha detto Banchi - l'architrave della persona". Una persona che ha sempre unito la fede profonda ad una laicità compiuta e intransigente, per ricerare sempre e comunque il bene comune, puntando all'educazione integrale dei giovani. E' impossibile infatti disgiungere la vita di Pino dalla storia della sua Opera, che lo ha visto impegnato nei villaggi di Castiglion della Pescaia, Pian degli Ontani e Rhemes Notre Dame e in tante altre esperienze formative, che hanno coinvolto circa quaranta mila giovani provenienti da tutta la Toscana.

Come ha spiegato Banchi nella sua prolusione, l'educazione dei giovani passava per la via maestra, ovvero da una formazione a tutto tondo, finalizzata alla vocazione e quindi al si genersoso alla chiamata, ma anche alla responsabilità di operare nella e per la Polis. Pino Arpioni lo ha fatto accanto a Giorgio La Pira, ricoprendo cariche istituzionali e riuscendo sempre a guardare oltre, fino alla "vocazione più universale di tutte" quindi alla "costruzione di ponti": verso Mosca, la chiesa anglicana, i giovani cattolici del Portogallo, la Terra Santa. Tutte esperienze per camminare insieme, per costruire ponti verso il mondo e verso le persone, con lo sguardo fisso sui giovani. "La nostra vuole essere un'opera di sensibilizzazione e di presa di coscienza affinché i giovani - scriveva Pino Arpioni - oggi in gran parte passivi ed assenti dalla vita politica e sociale, si sentano impegnati a partecipare attivamente per abolire lo sfruttamento, il sottosviluppo, la povertà e la guerra e per costruire la pace, la giustizia sociale e la libertà". "Parole scritte da Pino nel 1968 - ha commentato Banchi - ed oggi più incisive ed attuali che mai. Come dimostra la partecipazione di oggi - ha concluso - chi costruisce sulla roccia non costruisce invano".

Un applauso forte e particolarmente sentito ha accompagnato la consegna della medaglia d'argento - dalle mani del Presidente Riccardo Nencini all'Opera per la Gioventù Giorgio La Pira, nella persona del Presidente dell'Opera Gabriele Pecchioli, insieme ai familiari di Pino Arpioni.

"Il riconoscimento del Consiglio regionale ha uno speciale significato - ha detto Pecchioli - onora la memoria di chi ha vissuto e testimoniato fino in fondo il servizio al prossimo ed è per tutti noi sprone a continuare la missione, con l'impegno e la dedizione di chi lavora per il dialogo e per la libertà".
(cs-PS)

Pino Arpioni, un maestro di vita per generazioni di Toscani

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