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Casa, entro inizi 2019 ok Regione a legge Erp. 10,6% stranieri in alloggi Erp

Il settore delle abitazioni sembra in ripresa in Toscana con aumento di compravendite (+6,1%) e mutui (+8,8%) e calo degli sfratti richiesti (-12%). Solo il 3% della popolazione vive in alloggi popolari, ma per la Regione il tema è prioritario (previsti 100 milioni di investimenti nel 2019) e presto arriverà una nuova legge.

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«Andremo ad approvare, finalmente, entro la fine dell'anno o all'inizio del prossimo, il nuovo testo della legge sulla casa partendo anche da una prima applicazione della legge del 2015 che sta dando i suoi frutti in termini di maggior rigore e di controlli anche per quanto riguarda l'ingresso in graduatoria». Lo fa sapere l'assessore regionale con delega alla Casa, Vincenzo Ceccarelli, parlando coi giornalisti a margine della presentazione, ieri a Firenze, del settimo rapporto sulla condizione abitativa in Toscana. Il testo unico sull'Erp, ricorda, «è in gestazione da molto tempo. Darà maggiore flessibilità e velocità per incidere ai sindaci e la possibilità alla Regione di esercitare un miglior controllo. Al tempo stesso- aggiunge- aumenterà la nostra capacità di indirizzo dei soggetti gestori per l'attuazione delle politiche in materia». L'iter prevede «un nuovo passaggio in commissione, dove presenteremo un maxi emendamento- rende noto l'esponente di Giunta-. Dopodiché il testo arriverà in Consiglio» per l'approvazione. In Toscana il 3% della popolazione vive in alloggi popolari. All'incirca 53 mila famiglie si trovano al di sotto della soglia di povertà. Persone per le quali avere un tetto è prioritario per alleviare, anzitutto, una condizione di disagio, precisa l'assessore. Secondo il quale non mancano gli aspetti positivi.

Il settore sta conoscendo una ripresa: le compravendite immobiliari in Toscana sono aumentate del 6,1%, le erogazioni di mutui sono cresciute dell'8,8% a fronte di un trend ancora discendente dei prezzi, che hanno fatto segnare un -2,3%. Significativa anche la contrazione del numero degli sfratti sia richiesti (-12% circa), che eseguiti (-6,9%). Alla dinamica del settore privato si aggiunge l'impegno della Regione. Un intervento che è mirato ad alleviare la condizione di chi non è in grado di permettersi un appartamento.

«La Toscana considera prioritaria la politica per l'abitazione e l'Erp- chiarisce Ceccarelli-. Le risorse che abbiamo avuto dallo Stato sono 28 milioni per il quadriennio 2015-2019 e sono finalizzati alla ristrutturazione degli immobili. Nelle settimane scorse abbiamo ricevuto un'ulteriore assegnazione di 18 milioni di fondi stanziati sempre dal precedente governo». In questi ultimi due anni, la Regione ha messo ulteriori 46,5 milioni per la costruzione di nuovi alloggi. Altri 10-15 milioni giungeranno entro la fine dell'anno. L'obiettivo è di chiudere il 2019 centrando l'obiettivo di 100 milioni per la realizzazione di nuove case Erp.

In Toscana la presenza degli stranieri nelle case popolari è il 10,6%, meno per esempio, del 28% che invece si riscontra in Emilia-Romagna. È uno dei dati che emerge dal settimo rapporto sulla condizione abitativa presentato, dalla Regione Toscana. La legge Saccardi del 2015, in effetti, ha stretto le maglie dei controlli su due fronti: l'Isee e la certificazione di non possesso di altri immobili. Questo ha determinato durante il 2017 una riduzione complessiva (tenendo conto sia dei cittadini italiani che dei migranti) del 16,1% delle domande presentate per ottenere un nuovo alloggio pubblico e del 18,9% delle richieste ammesse in graduatorie. Con la disciplina di tre anni fa è diventato possibile verificare i dati che l'agenzia delle entrate riceve dagli intermediari finanziari sulla condizione patrimoniale di chi presenta istanza per ricevere un'abitazione Erp. E anche gli stranieri sono tenuti a dimostrare di non avere una casa di proprietà nel Paese d'origine. Dal 2015, dunque, le dichiarazioni sostitutive uniche con patrimonio nullo hanno visto un calo dal 66,8% del 2014 a meno del 6% nel 2016. Questo spiega come mai il dato sulla riduzione dell'accesso alla casa pubblica sia omogeneo fra italiani e migranti. D'altro canto, afferma l'assessore regionale all'Urbanistica, Vincenzo Ceccarelli, «abbiamo una presenza degli stranieri nelle case che è del 10,6% contro il 28% dell'Emilia-Romagna. Nelle nuove graduatorie quelli che vincono un'assegnazione sono il 22,6% contro il 77,4% degli italiani».

Edilizia pubblica in Toscana

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