Toscana

Che tempo farà nel 2004: estate a rischio nubifragi

di Simone PitossiVariazioni improvvise di temperatura, estate umida con possibilità di nubifragi. Sono queste le previsioni del tempo per il 2004. Poco positive per chi si aspettava una boccata d’aria fresca dopo l’estate torrida del 2003. Che, tra l’altro, ha portato un notevole innalzamento della mortalità tra gli anziani. I dati sul clima sono stati elaborati dall’Istituto di Biometeorologia del Cnr che ha sede a Firenze e quelli sulla mortalità dall’Agenzia regionale sanità, in collaborazione con Arpat.E allora, cosa dobbiamo aspettarci per il 2004?

In base ai dati, per fino a marzo compreso si prevedono «forti variazioni di temperatura da un giorno all’altro». L’estate poi dovrebbe essere più umida rispetto a quella del 2003. Ma, il possibile aumento delle piogge estive, si legge nella relazione, «se per un verso potrà portare sollievo dalla precedente siccità, sarà verosimilmente caratterizzato da intensi nubifragi, favoriti dalle alte temperature».

Se il 2004 non promette bene, l’anno che si è appena chiuso è stato caratterizzato da temperature alte e siccità. Infatti la Toscana si sta «riscaldando» e il 2003 risulta essere il più «bollente» degli ultimi cinquant’anni. Rispetto alla media degli anni fra il 1980 e il 2002, nel 2003 la temperatura è aumentata quasi di un grado centigrado, toccando i +3 gradi nel periodo giugno–agosto. In base ai dati dell’Istituto di Biometeorologia del Cnr, il 2003 «è stato l’anno più caldo dal 1980, e anche dal 1948», con un’innalzamento della temperatura – rispetto al 2002 – di 0,9 gradi. In più ha registrato «un deficit di pioggia particolarmente intenso, essendo piovuto meno della media (dal 1986 al 2002), e spesso meno della metà, in tutti i mesi da febbraio ad agosto».

In Casentino, dal 1930 a oggi, la portata dell’Arno è calata del 40%. Una diminuzione «iniziata alla fine degli anni Sessanta, soprattutto in inverno (dimezzandosi) e in primavera (–30%), ma mostrando una diminuzione considerevole anche in autunno (–20%) e estate (–30%)». Se questa tendenza dovesse continuare, continua la relazione, «l’equilibrio dello sviluppo agricolo, industriale e civile di una parte importante della Toscana risulterebbe gravemente compromesso».

Tutto ciò ha avuto effetti negativi sulla salute delle persone. Infatti, rispetto al 2002, è cresciuta del 14% la mortalità degli anziani nei mesi estivi. L’analisi dell’Arpat ha esaminato i decessi nei mesi estivi dal 1988 al 2003, evidenziando un incremento del 14% del tasso di mortalità nella popolazione di età superiore ai 74 anni, «statisticamente significativo», dal 2002 al 2003. «Nell’estate del 2003 – si legge nella relazione – si sono registrati circa 500 decessi in eccesso. Di questi, oltre il 90% a carico della fascia di età oltre i 74 anni». In tutto, nel 2003 i decessi sono stati 3.977 (pari a 2.014 ogni 100 mila abitanti), rispetto ai 3.390 del 2002 (pari a 1.765 ogni 100 mila abitanti). «Tassi di mortalità della stessa entità – si legge nella relazione – si sono rilevanti anche in precedenza, in particolare nel 1988, 1992, 1994 e 1995», anni definiti «critici» sul fronte dei fenomeni climatici.