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Collesalvetti, un Centro di eccellenza regionale

In principio era un collegio gestito dai salesiani: qui generazioni di giovani hanno imparato a leggere e scrivere e l'italiano, il francese, il latino e il greco e sono stati educati ad essere buoni cittadini e buoni cristiani. Ceduto al Centro italiano femminile (Cif) di Pisa, era divenuto un istituto intitolato alla grande santa senese testimone della carità e dove, dal 1973 al 1999, sono stati accolti disabili mentali, fisici e sensoriali gravi e gravissimi provenienti un po' da tutta Italia. L'Istituto «Santa Caterina» a Collesalvetti, dal 2003 accreditato come Centro di riabilitazione e residenza sanitaria assistenziale per disabili, è oggi gestito dalla Fondazione Casa Cardinal Maffi.
DI ANDREA BERNARDINI

Parole chiave: casa cardinal maffi (1), sanità (77), riabilitazione (3)
Collesalvetti, un Centro di eccellenza regionale

di Andrea Bernardini

In principio, dal 1893 ai primi anni Settanta del '900, era un collegio gestito dai salesiani: qui generazioni di giovani hanno imparato a leggere e scrivere e l'italiano, il francese, il latino e il greco e sono stati educati ad essere buoni cittadini e buoni cristiani; due ex allievi per tutti: lo scrittore Mario Tobino e il romanziere Riccardo Marchi. Ceduto al Centro italiano femminile (Cif) di Pisa, era divenuto un istituto intitolato alla grande santa senese testimone della carità e dove, dal 1973 al 1999, sono stati accolti disabili mentali, fisici e sensoriali gravi e gravissimi provenienti un po' da tutta Italia. L'Istituto «Santa Caterina» a Collesalvetti, dal 2003 accreditato come Centro di riabilitazione e residenza sanitaria assistenziale per disabili, è oggi gestito dalla Fondazione Casa Cardinal Maffi. Proprio quando il destino dell'istituto pareva incerto, Regione, Comune, Azienda Usl 6 e Fondazione hanno deciso di rilanciare questo servizio: tutti hanno mantenuto il posto di lavoro (sono cento i dipendenti del Santa Caterina, che ne fanno uno dei luoghi di lavoro più frequentati dopo l'Intia – 800 occupati – e la raffineria Eni – 400 occupati diretti e altrettanti all'esterno); gli operatori che già vi lavoravano hanno seguito corsi di aggiornamento ed adesso dispongono tutti di una qualifica riconosciuta dalla Regione, mentre sono state assunte nuove figure professionali come i terapisti occupazionali, gli psicomotricisti o gli educatori professionali; significativa la storia di alcune infermiere professionali di origine straniera e che oggi prestano servizio al «Santa Caterina»: la Fondazione ha messo loro a disposizione una insegnante di italiano ed ha offerto loro di abitare – almeno per un certo periodo – nella residenza; col tempo (e qualche risorsa in più a disposizione) le immigrate, perfettamente integrate con le colleghe italiane, hanno trovato una nuova sistemazione ed hanno potuto ricongiungersi, a Collesalvetti e dintorni, con la loro famiglia.

In attesa di restaurare l'ex convitto salesiano, la Fondazione ha fatto costruire una nuova residenza, dove saranno trasferiti alcuni degli ospiti (venti su un totale di cento) dell'ex istituto. Nuova residenza e nuovi ambulatori per la riabilitazione saranno inaugurati il prossimo sabato 1 marzo. Significativo il titolo scelto per la manifestazione inaugurale: «le opere di una comunità solidale». La giornata di festa inizierà alle ore 10, quando al palazzo civico di Collesalvetti, il sindaco Nicola Nista riceverà le autorità. Poi trasferimento nella nuova residenza e interventi del presidente della Fondazione Luigi Marchetti, dell'amministratore apostolico Alessandro Plotti, dello stesso sindaco, del direttore della Asl 6 Fausto Mariotti e dell'assessore regionale al diritto alla salute Enrico Rossi. E visita ai nuovi locali. Qui nascerà, tra l'altro, la sede unica del distretto sanitario ed una unità di cure primarie, una sorta di pronto soccorso per codici bianchi, aperto 7 giorni su 7 e 24 ore su 24.

Con la nuova viabilità si accederà al Santa Caterina da valle. Così la struttura sarà una casa tra le case – commenta il sindaco di Collesalvetti Nicola Nista – nel bel mezzo del centro del paese. «Quello di sabato 1 marzo non sarà il semplice taglio di un nastro – dice Luigi Marchetti, presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione Casa Cardinal Maffi – ma la prova di quanto si può riuscire a fare, per soddisfare i bisogni autentici della popolazione, quando si incontrano volontà positive di collaborazione che cercano di lavorare insieme per il bene comune».

Ma ci sono anche altre sette strutture
Il Centro di riabilitazione e residenza sanitaria assistenziale per disabili a Collesalvetti è solo una delle sette strutture gestite dalla Fondazione Maffi. A San Pietro in Palazzi e a Mezzana, all'interno delle Rsa, gli anziani vengono seguiti in laboratori utili a tenere in allenamento la memoria e a migliorare il comportamento. A Cecina, nella Rsa, c'è un modulo destinato a quanti sono in stato vegetativo e un centro diurno per anziani. A Rosignano Solvay, oltre alla residenza sanitaria assistita, c'è un centro diurno per malati di Alzheimer. A Collesalvetti, la Residenza sanitaria per disabili in regime residenziale, il Centro diurno per disabili e il centro di riabilitazione in regime ambulatoriale. A Fivizzano (Massa), ecco la Residenza sanitaria assistenziale «San Giuseppe». Fin qui le strutture in Toscana. Significativa, però, anche l'esperienza della Residenza sanitaria assistenziale psichiatrica dell'Olmarello, sorta in località Olmarello (La Spezia) e che è gestita dalla stessa Fondazione Casa Cardinal Maffi.

Il sito della Fondazione Casa Cardinal Maffi

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