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Comunali, Parrini (Pd) disagio per scissione, ma è un voto locale

Il segretario regionale del Pd analizza la sconfitta subita nei ballottaggi a Pistoia e Carrara.

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Comunali, Parrini (Pd) disagio per scissione, ma è un voto locale

«È innegabile che i risultati di ieri e dell'11 giugno presentano anche alcuni tratti omogenei sul piano nazionale (ripresa del centrodestra, difficoltà del centrosinistra, pesante arretramento del M5S), e che hanno avuto un peso, sia sulla dimensione del non voto che sulla distribuzione dei consensi, fattori tipicamente nazionali». Lo afferma, analizzando il voto delle elezioni amministrative, il segretario regionale del Partito democratico Dario Parrini. «Ne indico uno in particolare - chiarisce -: il livello eccessivo delle frizioni e dei contrasti a sinistra. La polemica e il conflitto continuo disorientano e spingono una parte di cittadini lontano da noi».

Secondo Parrini, «la scissione e la incessante opera di demonizzazione del Pd portata avanti da alcuni settori della sinistra che formalmente fanno parte insieme a noi della stessa maggioranza di governo hanno disorientato e creato un disagio che sarà riassorbibile solo dando meno spazio alle questioni astratte». Per il segretario dei democratici dovrà esserci più spazio «alla costruzione di un rapporto di maggiore sintonia coi cittadini e per un forte e credibile progetto concreto di trasformazione moderna dell'economia e della società nel segno dell'equità e della lotta alle diseguaglianze, dello sviluppo, della legalità, dell'equilibrio fra diritti e doveri di cittadinanza». Parrini rimanda ulteriori considerazioni a un'analisi del voto approfondita, ma fin d'ora ammette che «ormai non c'è niente di scontato in nessun posto nelle elezioni comunali. Non ci sono fortezze inespugnabili- afferma-, e tutti i comuni risultano contendibili».

Decisivi, ad ogni modo, sono i fattori locali. «Nelle comunali si vota al 90% su queste cose, altrimenti non si capisce, per fare degli esempi tratti dalla Toscana, come mai si perde a Pistoia che ha tradizioni di sinistra e si vince a Lucca che ha una storia molto diversa- chiarisce-, come mai si vince a Camaiore e si perde a Forte dei Marmi che gli sta accanto, come mai si perde a Serravalle Pistoiese e si vince a Quarrata che gli sta accanto, come mai si vince a San Marcello Piteglio e si perde ad Abetone Cutigliano che gli sta accanto».

Nelle elezioni comunali non si vota neppure per le coalizioni, è il punto di vista del leader toscano del Pd. «In Toscana si è votato in 6 comuni con più di 15 mila abitanti. Abbiamo vinto in quattro (tre al primo turno e uno al ballottaggio) e perso in due. Non nelle vicende nazionali ed extra-comunali si trova la ragione principale e sostanziale delle vittorie che ci danno grande gioia- evidenzia Parrini-: Tambellini a Lucca, Del Dotto a Camaiore, Mazzanti a Quarrata, Benucci a Reggello». Ugualmente, le sconfitte a Pistoia e Carrara, «che ovviamente amareggiano non poco» non sono da ricondurre alle vicende nazionali.

Fonte: Agenzia Dire
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