Toscana
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Seduta straordinaria dell'assemblea regionale

Consiglio regionale: respinta la mozione di sfiducia al presidente Rossi

La mozione, incentrata sul tema della sanità e in particolare sulla vicenda dell'Asl di Massa che vede Rossi tra gli indagati, ha visto il voto contrario dell'intera maggioranza. L'Udc non ha invece partecipato al voto. Respinta anche una mozione di «censura» presentata sempre dall'Udc

Consiglio regionale: respinta la mozione di sfiducia al presidente Rossi

Respinta dal Consiglio regionale della Toscana la mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Regione Enrico Rossi, presentata da Pdl, Più Toscana e dai consiglieri del Gruppo misto Dario Locci e Marina Staccioli. La mozione, incentrata sul tema della sanità e in particolare sulla vicenda dell'Asl di Massa che vede Rossi tra gli indagati, ha visto il voto contrario dell'intera maggioranza. L'Udc non ha invece partecipato al voto. Respinta anche una mozione di «censura» presentata dall'Udc che ha ottenuto il solo voto favorevole degli esponenti centristi, mentre il resto dell'aula ha votato contro o non ha affatto partecipato al voto.

«Siamo consapevoli di presentare un atto politicamente eccezionale, rivolto ad un Governatore che ha il più alto gradimento in Italia». Lo ha detto il capogruppo del Pdl al Consiglio regionale della Toscana Alberto Magnolfi, presentando in aula la mozione di sfiducia nei confronti del presidente Enrico Rossi. «La politica non può essere solo calcolo e tattica, ma deve essere anche testimonianza, testimonianza di una serie di riflessioni che intendiamo proporre con la nostra mozione», ha spiegato Magnolfi, portando il ragionamento su tre punti. «Avevamo preso sul serio il Rossi innovatore, uomo della discontinuità politica e del dialogo, facendo grandi e concrete aperture di credito - ha sottolineato Magnolfi - offrendo disponibilità per riforme istituzionali vere e per una rilettura delle priorità, ma la Giunta ha incassato queste nostre aperture arrivando ad una sorta di arrogante autoreferenzialità del proprio operare e andando a indebolire il ruolo del Consiglio, come nel corso del dibattito sulle Province, vero fotogramma che consacra la distorsione dei rapporti istituzionali». In tema di dimensione prettamente politica della sfiducia, il presidente del Pdl ha elencato una serie di filoni chiedendo cosa concretamente è stato fatto, in quasi tre anni di governo: «Unici segni evidenti sulla Toscana sono stati l'inasprimento fiscale e il taglio dei servizi», ha affermato. Magnolfi ha poi ricordato «l'ingombrante imbarazzo per la vicenda dell'Asl 1 di Massa. Come può legarsi col continuare a vantare la sanità toscana, con la pretesa di tranquillizzare l'opinione pubblica negando l'evidenza?».

Giuseppe Del Carlo (Udc) ha ricordato che «l’Udc aveva sollecitato Rossi a intervenire in Consiglio e lo stesso aveva fatto la commissione d’inchiesta, ma il presidente non si è presentato». Nello specifico della vicenda Massa, ha sottolineato che «Rossi ha sempre negato responsabilità dei dirigenti della Giunta, forse per difendere se stesso» ma giunti a questo punto «è necessario che la magistratura e il Consiglio regionale vadano fino in fondo, anche perché il problema si pone in un momento di tagli e di inasprimenti fiscali per i cittadini».

Paolo Bambagioni (Pd) ha definito la mozione del centrodestra «un atto legittimo ma grave, che nasce da una presunta cattiva gestione del sistema sanitario ma che poi affronta altri temi». Bambagioni ha definito la mozione «un atto di debolezza dell’opposizione, che nasconde una mancanza di proposte» e «un atto di retroguardia e di poca prospettiva».

«E' un passo avventato ed è anche scorretto dal punto di vista istituzionale. Le opposizioni fanno la loro parte ma stavolta hanno un po' superato la misura». Lo ha detto il presidente della Regione Enrico Rossi a margine della seduta straordinaria del Consiglio toscano. «Abbiamo ascoltato - ha aggiunto - e ci faremo carico anche delle lamentele dell'opposizione ma soprattutto continueremo a governare la Toscana con impegno e serietà come abbiamo sempre fatto». La discussione di questa mozione di sfiducia, ha sottolineato, «giunge il giorno dopo l'uscita della classifica del Sole 24 ore sul gradimento dei presidenti di Regione. Abbiamo un'opposizione un po' sguaiata e un po' sfortunata e questo per la Toscana è un guaio. Nei prossimi giorni torneremo a discutere con il massimo rispetto da parte mia».

Esercitare il «controllo» sull'operato della giunta è un «diritto» dell'assemblea regionale e il Consiglio toscano troverà sempre «in questa presidenza» una strenua difesa delle sue prerogative, a cominciare dalle funzioni costituzionalmente riconosciute: legislativa, di indirizzo e di controllo. Lo ha detto Alberto Monaci, presidente del Consiglio regionale della Toscana, aprendo la seduta straordinaria. Monaci ha detto di aver sentito il «dovere» di intervenire preliminarmente per via delle considerazioni nei due testi «sullo svilimento del ruolo di indirizzo e controllo del Consiglio, particolarmente nella presente legislatura». Quel ruolo, ribadisce Monaci, «questa presidenza l'ha sempre rivendicato» tanto da aprire «una stagione di revisione dei rapporti Giunta e Consiglio».

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