Toscana

Cooperazione, Chiese e Regione in aiuto dei popoli

Le Chiese della Toscana e la Regione si incontrano, si scambiano informazioni e si danno appuntamento almeno una volta l’anno. Lo fanno in nome della cooperazione internazionale, ovvero dei progetti di aiuto ai Paesi in via di sviluppo o a quelli travagliati da guerre o conflitti interni. Martedì scorso, per la prima volta, rappresentanti della Regione, tra cui il presidente Claudio Martini e il suo consigliere per la cooperazione Massimo Toschi, si sono seduti allo stesso tavolo, in Palazzo Bastogi a Firenze, con il vescovo delegato della Conferenza episcopale toscana per le missioni Rodolfo Cetoloni, i delegati degli Uffici missionari, della Caritas, i rappresentanti degli istituti religiosi e il direttore dell’Osservatorio giuridico-legislativo della Cet Antonio Cecconi.

«È la prima volta – ha sottolineato Martini – che le Chiese e le istituzioni toscane mettono in comune le loro esperienze e le loro iniziative nel campo della cooperazione internazionale. Pur nella autonomia di ciascun ente, tutti noi abbiamo in comune una radicata cultura del dialogo e valori profondi come pace, solidarietà, apertura al mondo e alla mondialità».Il presidente della Regione ha ammesso che «dalle Chiese si può imparare molto per dare molto di più, cioè possiamo darci obiettivi qualitativamente superiori. A noi, comunque, non interessa mettere “il cappello” su nessuna iniziativa – ha concluso Martini – né cercare di assimilare le varie iniziative ed appiattire le singole identità, al contrario vorremmo costruire un sistema regionale che valorizzi le sensibilità, i rapporti e l’autonomia di ciascuno».Sono numerosi i progetti di cooperazione internazionale portati avanti dalla Regione Toscana. Sono attivi i rapporti con 68 Paesi (21 in Africa, 16 nell’America Latina, 11 nell’Europa centro-orientale, 9 in Asia, 6 nell’Europa sud-orientale, 5 tra Mediterraneo e Medio Oriente). In totale sono state destinate alla cooperazione risorse per 4.833.515 euro. Ovviamente, sono tanti anche i progetti del mondo cattolico. Monsignor Cetoloni ha illustrato, come esempio, quello di cooperazione delle Chiese toscane con la Terra Santa. «Ha radici molto antiche il rapporto con la terra dove sono accaduti i fatti fondamentali della fede cristiana – ha spiegato il vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza –, ma in questi ultimi decenni l’attenzione è aumentata per la difficile situazione in cui vivono le popolazioni e i frati francescani a cui è affidata la custodia».Una situazione che ha coinvolto le Chiese toscane in un impegno più diretto dal punto di vista della cooperazione. Non è facile fare una mappa, dato che le iniziative sono veramente tante. La stessa Conferenza episcopale toscana sostiene interventi su strutture a favore della popolazione palestinese come il St. Francis Millennium Centre e il Centro di documentazione storica a Betlemme, ma anche la costruzione di appartamenti a Betfage. Negli ultimi tempi sono state inoltre avviate iniziative di importazione e di vendita dei prodotti dell’artigianato palestinese coinvolgendo Comuni, Province, Coop, Cisl, Confcommercio…. Ultima in ordine di tempo la cooperativa Wipala di Arezzo, che si occupa di commercio equo e solidale e che destina i proventi a progetti di cooperazione internazionale in collaborazione con la onlus Ucodep. Monsignor Cetoloni ha infine ricordato «un’iniziativa particolare»: un pellegrinaggio a Betlemme per la Giornata mondiale della pace il 1° gennaio prossimo.A.F.Altri servizi:Volontariato diviso per… beneIl volontariato e il malessere del consumo — di Bruno FredianiVolontariato, attenti a non fare confusione — di Antonio CecconiCaritas, arrivano i volontariCome cambia il volontariatoMissioni, quattro cuori e una capanna