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Coronavirus, Caritas Grosseto: impennata di alimenti distribuiti da gennaio a ottobre

L’emergenza sanitaria legata alla pandemia sta sempre più diventando emergenza sociale. Lo dicono tanti indicatori, fra i quali l’impegno straordinario con cui la Chiesa sta cercando di rispondere ai bisogni più immediati delle famiglie.

Povertà

Tuttavia i dati che in questi giorni sono stati definitivamente sistematizzati, offrono una fotografia ancor più preoccupante della situazione. Li ha resi noti il settimanale diocesano Toscana Oggi.

Il più eclatante è quello relativo alla Bottega della solidarietà, il centro alimentare che Caritas ha in via Pisa e che nei mesi dell’emergenza covid, soprattutto durante il lockdown, è diventato il punto nevralgico del quotidiano, silenzioso e ininterrotto servizio che la Chiesa di Grosseto ha fatto per venire incontro ai bisogni primari delle famiglie. Il quantitativo di generi alimentari distribuito sotto forma di spesa dai volontari di Caritas nel periodo 1 gennaio-23 ottobre 2020 è stato pari a 166.702 chili. Nello stesso periodo dell’anno precedente era stato di 19.235 chili. Il balzo in avanti è eclatante: +766%.

– commenta Luca Grandi, vice direttore di Caritas, che nei mesi del lockdown ha coordinato gli oltre 60 volontari che, accogliendo l’appello del Vescovo, si sono messi a disposizione – questo dato fa davvero impressione a chi, come noi, vive quotidianamente la relazione con tante forme di povertà. Dice che l’emergenza sanitaria vissuta ha cambiato nel profondo il tessuto del nostro territorio, portando purtroppo alla ribalta un quantitativo alto di nuovi poveri, che hanno subito sulla loro pelle le conseguenze durissime del lockdown”.

Se si volesse quantificare in termini economici l’impegno sostenuto per venire incontro a queste necessità, nel 2019 il controvalore della spesa resa disponibile per famiglie in stato di bisogno fu di 31.241 euro; nel 2020 è salita a 97.797 euro (+213%). Altri due dati, in tal senso, fanno il paio con questo. Il primo è relativo al numero di famiglie che la Chiesa locale, attraverso Caritas, ha servito durante la pandemia garantendo la spesa gratuita: sono state oltre 440 durante il lockdown, su tutto il territorio diocesano, dal capoluogo fino ai centri più piccoli e periferici.

L’altro riguarda il servizio di distribuzione pasti. Se è vero che la Mensa di via Alfieri è stata chiusa, tuttavia il servizio non è mai venuto meno grazie ai volontari che si sono prestati per l’attività dell’unità di strada, con la distribuzione di sacchetti di cibo pronto in alcuni punti della città. I pasti della “mensa itinerante” uniti a quelli della struttura di via Alfieri, nel 2020 hanno già raggiunto quota 12.132, a fronte degli 8733 dello stesso periodo del 2019, con un incremento del 39%. In forte aumento anche il lavoro del centro di ascolto. Nonostante la chiusura forzata da marzo a maggio, nel solo periodo giugno-ottobre le persone incontrate dagli operatori della Caritas diocesana e da quelli delle Caritas parrocchiali sono stati 1966 contro i 1429 dello stesso periodo dell’anno precedente (+38%).

  • LA FASE DUE DEGLI AIUTI STRAORDINARI CEI

Proprio per offrire ulteriori risposte, in questi giorni la Diocesi ha avviato la “fase due” per la distribuzione degli aiuti straordinari grazie allo stanziamento messo a disposizione dalla Cei attraverso l’8xmille.

Questi interventi arrivano in un momento delicatissimo – sottolinea don Paolo Gentili, vicario generale della DiocesiLe misure restrittive introdotte con l’ultimo dpcm stanno inevitabilmente avendo ripercussioni durissime su molte famiglie ed attività produttive. Per questo la Chiesa è di nuovo pronta a fare la sua piccola parte con questo fondo straordinario, il cui fine è proprio quello di far fronte alle conseguenze economiche e sociali provocate dal covid-19. La linea adottata dalla Diocesi è di destinare tali risorse a persone e famiglie in situazioni di povertà o difficoltà. Saranno le parrocchie ad raccogliere ed individuare le situazioni che possono essere aiutate. E’ bene precisare che questo fondo non può sostenere il reddito d’impresa, ma può invece essere una boccata d’ossigeno per famiglie o persone che fino a pochi mesi fa conducevano una vita dignitosa e che oggi invece incorrono in inedite situazioni di povertà o precarietà”.

Ad ogni Parrocchia è stato inviato un modulo che dovrà essere compilato per descrivere la situazione per la quale si chiede l’aiuto. La documentazione verrà inviata all’ufficio economato della Diocesi entro il 27 novembre, che vaglierà ogni richiesta e provvederà a rispondere in tempi più brevi possibili.

  • BOTTEGA DELLA SOLIDARIETA’ IN SOFFERENZA

Nel frattempo, però, anche la Bottega della solidarietà di Caritas sta andando in sofferenza. Gli aiuti, le forniture e quanto raccolto anche attraverso la Raccolta di San Lorenzo non bastano più e le scorte iniziano ad assottigliarsi in modo preoccupante.

Lanciamo un appello – dicono il vescovo Rodolfo e don Enzo Capitani, direttore di Caritas diocesana – alle persone di buona volontà e alle aziende che in questo momento difficile per tutti si trovano nella condizione di poterci aiutare. C’è bisogno di alimenti base come legumi, passate di pomodoro, zucchero, farina, ma anche di omogeneizzati, pannolini, prodotti per l’igiene personale e domestica. Chi può aiutarci contatti Caritas: 0564 28344 oppure caritasgrosseto@caritasgrosseto.org. Grazie fin da adesso a coloro che potranno aiutarci ad aiutare”.

Fonte: Tog
Coronavirus, Caritas Grosseto: impennata di alimenti distribuiti da gennaio a ottobre
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