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Coronavirus: Don Ciotti premia gli infermieri grossetani con una targa a Festambiente

Nella serata di apertura di Festambiente la consegna di una targa all'Opi Grosseto: il premio speciale Salute e Ambiente. <<Un riconoscimento importante, che ho ritirato per i 1700 professionisti che lavorano sul territorio. Non siamo eroi, ma ‘scudi’ al servizio della comunità>>, dice il presidente Nicola Draoli, che durante la consegna del riconoscimento richiama un verso di De Gregori, protagonista del tributo musicale di ieri sera.

Coronavirus: Don Ciotti premia gli infermieri grossetani con una targa a Festambiente

E’ stato Don Luigi Ciotti e consegnare al presidente di Opi Grosseto, Nicola Draoli, il premio speciale Salute e Ambiente. Un riconoscimento che arriva da Festambiente Legambiente che ieri, in occasione dell'apertura del festival dell'ecologia in programma a Rispescia, ha premiato l'impegno delle professioni infermieristiche e dei medici. E sono queste le parole con cui il presidente Draoli ha accolto il riconoscimento, facendo un richiamo a una celebre canzone italiana: <<E qualcosa rimane… Scorrendo il programma di questa prima serata di Festambiente, con l’omaggio a Francesco De Gregori, mi è venuto in mente questo suo indimenticabile verso di ‘Rimmel’ e ho pensato che sì, qualcosa rimane sempre, tra le pagine chiare e le pagine scure, per parafrasare il cantautore. Noi infermieri di Grosseto siamo orgogliosi e lusingati del riconoscimento che gli organizzatori della manifestazione hanno voluto consegnare a quei professionisti che si sono spesi e che continuano a spendersi per fronteggiare l'emergenza sanitaria, purtroppo, ancora in atto. Avrebbero dovuto esserci 1700 persone a ricevere il riconoscimento e quindi 1700 targhe. E io ho sentito tutto l'onore e l'onere della rappresentanza, consapevole di essere un minuscolo pezzo di una comunità civile, sociale, sanitaria. Noi infermieri non siamo eroi: perché di problemi da fronteggiare ne abbiamo avuti e ne abbiamo tanti. Gli operatori sanitari, come i cittadini, invece sono anzitutto esseri umani che soffrono, combattono, vincono e perdono assieme ai propri pazienti, non separati da una divisa, da un titolo di studio o da una specializzazione>>. <<Ma sicuramente una targa è qualcosa che rimane, non è la solita pacca sulle spalle. La parola targa – continua Draoli - trae origine dal latino ‘tergum’: il dorso di un essere vivente, il suo scudo primitivo in caso di necessità. E quindi, noi non siamo eroi, ma siamo certamente degli ‘scudi’ al servizio della comunità, negli ospedali e sul territorio, e, anche per questo motivo, ricevere questo riconoscimento ha un significato particolare: è qualcosa che rimane nella memoria...tra le pagine chiare e le pagine scure di questo particolare momento storico. E’ uno stimolo ulteriore per guardare agli errori del passato con oggettività e raziocinio, e lavorare tutti insieme per non ripeterli più. Questi sentimenti, questa consapevolezza ci uniscono anche oggi e ci danno la forza per affrontare le sfide future>>.

Fonte: Comunicato stampa
Coronavirus: Don Ciotti premia gli infermieri grossetani con una targa a Festambiente
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