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Coronavirus: farmacisti in prima linea, ma col contratto scaduto. Il bonus? «Avrei preferito il rinnovo»

Maria Tallarico lavora in una farmacia fiorentina: «A livello psicologico per noi è e continua ad essere un periodo difficile. il bonus in busta paga non mi interessa, lo devolverò. Avrei preferito che si parlasse del rinnovo contrattuale atteso dal 2013»

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Maria Tallarico

In queste settimane di emergenza i farmacisti hanno continuato a svolgere il loro lavoro, diventato ancora più faticoso e rischioso, per garantire un servizio fondamentale ai cittadini. Ma nulla è ancora stato fatto per il rinnovo del contratto dei dipendenti delle farmacie private, scaduto ormai da 7 anni.
Maria Tallarico da vent’anni lavora come dipendente in una farmacia fiorentina. Nonostante questo periodo difficile ha  continuato a lavorare con entusiasmo. E spera che si inizi a parlare del rinnovo del contratto.
Dottoressa Tallarico, come avete vissuto queste settimane di emergenza?
«A livello psicologico per noi è e continua ad essere un periodo difficile. Lo stress non è facile. Il lavoro è stato diverso, è cambiato da tutti i punti di vista: le mascherine, le telefonate in continuazione. Poi adesso i medici mandano i codici delle ricette ai pazienti elettronicamente, ma gli anziani hanno spesso difficoltà in questo: ad esempio c’è chi non trova il codice sul cellulare. Noi li aiutiamo, cerchiamo di tranquillizzarli e di avere pazienza, molto volentieri, come abbiamo sempre fatto. Io ho sempre voluto fare la farmacista e l’ho sempre fatto con entusiasmo, quindi per me tutto questo non è un peso: anche ora in questa fase non mi sono mai sentita affaticata. Non siamo eroi: ognuno ha fatto il suo, serenamente e tranquillamente».
Comunque i rischi per voi ci sono.
«I rischi ci sono, sì: per l’Inail siamo una delle categorie ad alto rischio. Molti clienti ad esempio entrano con la mascherina sotto il naso. È un periodo difficile per tutti, noi cerchiamo di tranquillizzare i clienti il più possibile. Ho notato che in particolare le persone anziane sono spaventate da questa situazione».
Avete ricevuto il bonus in busta paga, come riconoscimento per il lavoro svolto durante l’emergenza. Ma ancora non si accenna al rinnovo del contratto.
«Personalmente, a me del premio non interessa, penso che lo devolverò. Mi interessa di più che si ponga l’attenzione sul rinnovo del contratto, che è scaduto da gennaio 2013: sono passati sette anni e non è poco. Avrei preferito non un premio, ma che si mettesse sul tavolo il rinnovo del nostro contratto».
Il rinnovo del contratto per farmacisti è un argomento di cui non si parla molto, ma sperate che con l’emergenza possa cambiare qualcosa?
«Non se ne parla mai, si ha sempre l’impressione che l’argomento caschi nel vuoto. Una speranza in più c’è, visto che per qualche motivo siamo venuti a galla, e finora non ci aveva mai considerato nessuno. Ma se ne parla giusto nei canali specifici, sui giornali se si parla dei farmacisti è per parlare di chi lucra sulle mascherine, escono solo queste notizie. Non si parla dei problemi concreti. A me piace fare la farmacista, ma fosse per la paga… prediamo 10,40 euro lordi l’ora, con i rischi e le responsabilità che abbiamo. Ora si sta smuovendo qualcosa, i giornali del settore hanno ritirato fuori il discorso del contatto. La speranza è questa, che si arrivi a una soluzione».

Coronavirus: farmacisti in prima linea, ma col contratto scaduto. Il bonus? «Avrei preferito il rinnovo»
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