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Coronavirus, i sindaci toscani scrivono a Conte e Rossi: "Chiudere tutto ciò che non è essenziale"

Dario Nardella e un gruppo di sindaci toscani chiedono la "chiusura, sull’intero territorio nazionale, di tutte le attività che non facciano parte del settore alimentare, medicale o sanitario e delle relative filiere di produzione e di distribuzione o dell’informazione e degli altri settori essenziali, finché non sia passato il momento più critico"

Parole chiave: coronavirus (153)
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Nella lettera scritta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al presidente della regione Enrico Rossi i sindaci dicono di stare mettendo "in campo tutte le misure che ci auguriamo possano prima contenere e poi battere il Virus. Le strutture sanitarie, i cittadini, le famiglie, le associazioni, i sindacati, le imprese: tutti sono in campo e ognuno sta facendo il massimo per vincere questa battaglia".

"Ora, però, - continua la lettera - stiamo entrando nella settimana più complicata. A quanto ci dicono gli scienziati, i prossimi giorni saranno decisivi per combattere il virus e per verificare l’efficacia delle misure che stiamo mettendo in campo. Niente potrà essere lasciato al caso".
I sindaci sottolineano di essere "impegnati a far rispettare le misure previste dal Governo e dalla Regione Toscana". 
"Prendiamo atto delle misure sin qui adottate - continua la lettera - che abbiamo difese e spiegate oltre che applicate, ma ora siamo convinti che ci voglia uno sforzo in più. Ci chiediamo: ha senso limitare gli spostamenti delle persone, oppure chiudere le scuole, se poi ogni mattina migliaia di lavoratori si recano ai posti di lavoro nelle fabbriche affollando i mezzi di trasporto? Inevitabilmente, per quanto giustificati formalmente e con tutte le protezioni disponibili, entrano in contatto con altre persone, per strada e nei luoghi di lavoro. In molti contesti lavorativi, inoltre, le misure di sicurezza per la salute e la tutela dei lavoratori, non sono di fatto applicabili o lo sono parzialmente".

Per questo "chiediamo che sia fatto uno sforzo ulteriore: quello della chiusura, sull’intero territorio nazionale, di tutte le attività che non facciano parte del settore alimentare, medicale o sanitario e delle relative filiere di produzione e di distribuzione o dell’informazione e degli altri settori essenziali, finché non sia passato il momento più critico. Questo con le modalità e per il periodo che riterrete più opportuni".

E "pensiamo che si debbano mettere in campo tutte, ma proprio tutte le misure che ci consentano di vincere questa battaglia. Lo sappiamo: è un sacrificio importante che si chiede al mondo delle imprese. Ma in questi giorni, in queste settimane non bisogna lasciare niente di intentato".
"La nostra reazione è un esempio per tutto il mondo. Siamo un esempio perché sappiamo essere uniti nella difficoltà. Siamo convinti che, tutti insieme, sapremo rialzarci più forti di prima. Ma, tutti insieme dobbiamo anche sapere quand’è il momento di fermarci. Noi crediamo - concludono i sindaci - che questo momento sia adesso".

Seguono le firme e e le adesioni di molti sindaci toscani che si stanno aggiungendo via via.

Fonte: Comunicato stampa
Coronavirus, i sindaci toscani scrivono a Conte e Rossi: "Chiudere tutto ciò che non è essenziale"
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