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Difensore civico, attività in crescita. In testa contenziosi per bollo e auto

Presentata l'attività svolta nel 2017: pratiche incrementate nonostante il ritardo nella nomina. Tra i settori in crescita, contenziosi per il bollo auto e tutto il settore dei servizi pubblici. Voce calda anche quella relativa alla sanità. Quello fiorentino è l'unico ufficio in Italia che affronta il tema della potenziale responsabilità professionale.

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Sandro Vannini

Cresce l'attività del Difensore civico della Toscana. Cresce nonostante la vacatio negli ultimi tre mesi del 2017 (la nomina di Sandro Vannini è infatti arrivata solo a gennaio di quest'anno) e tra i settori in aumento, quello dei tributi regionali (175 pratiche nel 2016, 536 nel 2017) con il podio più alto assegnato a contenziosi per il bollo auto. Praticamente stabile il settore dei servizi pubblici e quindi acqua, luce, gas, trasporti e telefonia (per quest'ultima voce il Difensore svolge un'attività di tutela, laddove vi siano degli spazi, prima della conciliazione gratuita che svolge il Corecom, Comitato regionale per le comunicazioni) con 208 pratiche (erano 213 nel 2017). Il servizio idrico in particolare ha subito gli effetti del ritardo nella nomina del Difensore. L'attività di conciliazione è stata infatti interrotta registrando un calo (239 pratiche nel 2016, 117 nel 2017). Il contenzioso gestito, tuttavia, ammonta a circa 500mila euro.

I numeri della Difesa civica in Toscana, presentati questa mattina in palazzo del Pegaso dal presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, fotografano una regione «da sempre attenta alla tutela dei cittadini».

«Oltre 2mila persone in Toscana hanno nell'ombudsman regionale un riferimento efficace e gratuito. Lo vediamo dai numeri e dal ritmo che il Difensore Vannini ha impresso all'ufficio». «L'aumento di pratiche - continua Giani - è dimostrazione che i cittadini avvertono l'utilità della tutela non giurisdizionale e qui si inserisce la nuova sperimentazione di Vannini per aprire a funzioni che non sono solo quelle di sollecitazione, ma anche di risoluzione delle controversie». «Dare risposte attraverso lo strumento della conciliazione, già sperimentato positivamente dal Corecom, è la strategia che si sta dimostrando vincente e che può arrivare su questioni come acqua, gas, sanità e servizi» conclude.

Il presidente Vannini anticipa le linee programmatiche che intende tracciare e che si concentrano sull'esigenza di sviluppare una campagna di comunicazione per «far conoscere meglio, e in maniera più capillare, questo istituto che ha una storia importante in Italia e in Toscana». «I margini di crescita sono molto ampi soprattutto in tema di conciliazione idrica, sociale e sulla sanità».

Il presidente ricorda anche la risoluzione approvata all'unanimità dal Consiglio lo scorso 8 maggio con i cinque punti sui quali l'assemblea legislativa intende impegnarsi a fondo e tra questi la conferma delle funzioni in sanità. L'ufficio toscano è infatti l'unico in Italia ad affrontare il tema della potenziale responsabilità professionale. «Il Consiglio - dichiara Vannini - conferma il nostro impegno in questo delicato settore e sarà un sostegno prezioso nello svolgimento delle funzioni di tutela dei cittadini». Funzioni che peraltro sono richiamate nella legge istitutiva 19/2009, in particolare agli articoli 16, 17 e 18, e nelle disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, laddove si prevede di affidare al difensore civico le funzioni di Garante del diritto della salute. «Questo settore - continua Vannini - è destinato a espandersi ancora e ancora. Oltre alla nostra peculiarità a livello nazionale, gestiamo casi relativi a disfunzioni organizzative e quindi liste di attesa, ticket, percorsi assistenziali». Le pratiche aperte nel 2017 sono state 184 in totale, ma dal 1991 le casistiche gestite sono state «oltre 2mila». «Da noi si rivolgono cittadini, rappresentanti di comitati, famiglie, associazioni soprattutto dell'area metropolitana. Occorre arrivare alle zone più periferiche della Toscana» conclude il presidente Vannini.

Il Difensore civico interviene quando un atto dovuto sia stato omesso o immotivatamente ritardato; un atto sia stato formato o emanato oppure un'attività sia stata esercitata in modo irregolare o illegittimo; si sia verificata la violazione dei principi in materia di erogazione di servizi pubblici dettati dalle disposizioni per la tutela degli utenti; vi sia stata mancanza di risposta o rifiuto di informazione; in ogni altro caso in cui non siano stati rispettati i principi di buona amministrazione.

L'ufficio è in palazzo Bastogi a Firenze (via Cavour, 18). È aperto al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 17.30. È, inoltre, attivo il numero verde, gratuito anche da rete mobile, 800018488. L'intervento del difensore civico è sempre gratuito.

Difensore civico, attività in crescita. In testa contenziosi per bollo e auto
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