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Diocesi Grosseto: Caritas; i numeri di un anno di emergenza

Nel 2020 aiutate 600 famiglie e consegnati quasi 180mila chili di cibo. A questi dati va sommato il servizio dei centri di ascolto parrocchiali

Diocesi Grosseto: Caritas; i numeri di un anno di emergenza

L'anno della pandemia. L'anno del lockdown. L'anno in cui la povertà ha dato “morsi” imprevisti e si è affacciata anche all’orizzonte di esistenze che mai prima ne erano state colpite. Il lavoro fermato per mesi, gli stipendi per molti mai arrivati, hanno allargato in modo esponenziale la fascia di chi, anche sul nostro territorio, si è scoperto fragile, in difficoltà, bisognoso di aiuto. E per Caritas è stato quindi un anno di particolare impegno. Su tanti fronti.

I centri di ascolto parrocchiali, seppur chiusi nelle settimane del «tutti a casa», hanno comunque continuato a operare anche a distanza, col supporto fondamentale di Caritas diocesana che, presso la Bottega della solidarietà di via Pisa, ha compiuto un lavoro articolato di coordinamento e di distribuzione di servizi. In particolare cibo. In questi giorni Caritas ha stilato il bilancio del 2020, che fotografa l’eccezionalità di un anno che è già passato alla storia.

La Bottega della solidarietà, che normalmente funge da «market» dove una settantina di famiglie in difficoltà vanno a fare gratuitamente la spesa, ha in realtà distribuito ben 177.517 chili di generi alimentari per un valore commerciale che sfiora i 117mila euro. Le famiglie beneficiarie di una tessera spesa sono passate dalle 70 abituali alle 213 dell’anno della pandemia, pari a 571 persone (che significa altrettanti volti, nomi, storie), di cui 124 minori. Ma durante tutta la fase del lockdown le famiglie sostenute per fronteggiare l'emergenza economica sono state molte di più: ben 564, pari a più di mille persone (259 i minori). Numeri importanti anche per il centro di ascolto diocesano di via Alfieri, che nel 2020 ha sostenuto 5754 colloqui (in presenza e on line), che hanno interessato 1780 famiglie e oltre 2mila persone.

Non meno impegnativo il lavoro della mensa, che fra l'altro è divenuta itinerante, grazie all'unità di strada, che ha distribuito e continua a distribuire i pasti in due punti della città (piazzalone e piazza Barsanti) o a domicilio. I pasti distribuiti nel 2020 superano i 15800. C'è poi il servizio legato all'igiene personale. Anche questo si è dovuto reinventare e per diverse settimane è «traslocato» al campo Zauli presso gli impianti messi a disposizione dal Comune. Nell'ultimo anno le docce effettuate sono state 9512 con oltre 19500 indumenti distribuiti. Numeri importanti, che testimoniano il grande sforzo compiuto dalla Chiesa diocesana, dalle singole parrocchie e da tutti i volontari in un anno davvero straordinariamente doloroso per tutti.

Fonte: Comunicato stampa
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