Toscana

ELECTROLUX: IN 2000 IN CORTEO A FIRENZE CONTRO CHIUSURA

Circa 2.000 lavoratori del gruppo Electrolux sono scesi in piazza questa mattina a Firenze, per protestare contro la ristrutturazione decisa dall’azienda. I manifestanti, i 450 dipendenti dello stabilimento di Scandicci a cui si sono aggiunti altri circa 1.500 provenienti dalle fabbriche del gruppo nel Nord Est, hanno attraversato il centro cittadino, scandendo slogan e mostrando striscioni. Al comizio finale in piazza Strozzi erano presenti i gonfaloni di Regione Toscana, Provincia e Comune di Firenze, e, tra gli altri, l’assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini e il sindaco di Firenze Leonardo Domenici, che ha indossato una maglietta rossa, vestita anche dagli operai, con la scritta ‘Electrolux ci vuole chiudere? E io mi incazzo’. Per lunedì è fissato un incontro tra sindacati e azienda a Pordenone, mentre mercoledì potrebbe essere convocato un tavolo al Ministero dello Sviluppo economico. “L’Italia – ha spiegato Antonino Regazzi, segretario generale della Uilm – ha una grande tradizione per gli elettrodomestici. Se Electrolux chiudesse noi perderemmo un grande patrimonio, ma loro non avrebbero prospettive”. “Chiediamo che lo stabilimento di Firenze non sia chiuso e che non si proceda alla ristrutturazione di Susegana – ha detto Gianni Castellan, della Fim Cisl -. Non condividiamo la scelta di tagliare quando in Italia la Electrolux fa profitti”. “La logica del puro contenimento dei costi non porta da nessuna parte”, ha aggiunto Maurizio Landini, segretario nazionale della Fiom Cgil che assicura la volontà di continuare le iniziative di lotta: “Se dagli incontri dei prossimi giorni non verranno elementi di novità – ha spiegato – siamo pronti a proseguire le nostre iniziative”. Il presidente della commissione speciale regionale Lavoro Eduardo Bruno ha partecipato, questa mattina, al presidio organizzato dai lavoratori per le vie del centro di Firenze come gesto concreto per esprimere solidarietà ai lavoratori, preoccupati di una possibile ristrutturazione che coinvolgerebbe non solo gli operai dello stabilimento di Scandicci ma anche i lavoratori di altre aziende del gruppo. Il presidente, informa una nota, ha sottolineato che la paventata chiusura dell’azienda di Scandicci, nella quale sono occupate 450 persone, avrebbe pesanti ripercussioni anche nell’intero indotto. Il presidente ha inoltre ricordato la mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale per impegnare la Giunta a sollecitare il Governo centrale per un “tavolo di trattativa” che riguardi l’intero gruppo Electrolux. Un invito, infine, dal Presidente a trovare una soluzione anche attraverso l’individuazione di lavorazioni diverse da quelle attuali e quindi alla riconversione industriale dello stabilimento, purché ciò non pregiudichi gli attuali livelli occupazionali e le professionalità.(ANSA)