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Ecco i nuovi poveri

In tutta la regione sono 15.442 le persone che si sono rivolte ai centri di ascolto Caritas nel 2005. Fra queste 8.140 (52,7%) sono donne e 7302 uomini (47,3%). Sono questi i numeri del Dossier Caritas 2006, realizzato dalla delegazione regionale della Caritas Italiana con il contributo della Regione Toscana e presentato sabato 7 ottobre a Firenze, presso la foresteria di Palazzo Bastogi, sede della Giunta Regionale Toscana.
DI GIOVANNI SEMINO

Ecco i nuovi poveri

DI GIOVANNI SEMINO
In tutta la regione sono 15.442 le persone che si sono rivolte ai centri di ascolto Caritas nel 2005. Fra queste 8.140 (52,7%) sono donne e 7302 uomini (47,3%). Sono questi i numeri del Dossier Caritas 2006, realizzato dalla delegazione regionale della Caritas Italiana con il contributo della Regione Toscana e presentato sabato 7 ottobre a Firenze, presso la foresteria di Palazzo Bastogi, sede della Giunta Regionale Toscana.

Attraverso dati statistici e testimonianze, il rapporto cerca di fornire un quadro il più possibile esauriente delle persone che si sono rivolte nel 2005 presso i Centri di Ascolto della Caritas, indicando i loro disagi e le loro richieste. All'incontro sono intervenuti oltre all'assessore regionale alle politiche sociali Gianni Salvadori, don Emanuele Morelli, delegato regionale Caritas, Stefano Simoni, coordinatore toscano Osservatori Povertà e Nicola Sciclone dell'IRPET.

«Questo rapporto - ha detto l'assessore Salvadori - rappresenta uno spaccato della nostra realtà sociale al quale dare valore e su cui riflettere, ma anche dal quale ripartire per dare risposte concrete ai problemi che vengono manifestati. Ai dati si sommano le interviste che rendono più completa l'analisi della situazione di difficoltà che incontriamo. Le forme di marginalità che stanno aumentando, sia di cittadini italiani che di migranti, sono una realtà che non ci lascia indifferenti. Dovremo occuparci di tutta una serie di problematiche che riguardano i migranti, che sono l'80% dei frequentatori di centri Caritas, a partire dall'abitare; il problema dell'alloggio è di primaria importanza per queste persone. Vorrei concludere dicendo che il rapporto che abbiamo con Caritas è molto importante, ci soddisfa molto, perché Caritas non si limita a registrare il bisogno, interviene sul bisogno».

«È il terzo rapporto che presentiamo - ha spiegato don Morelli - e mi sento di affermare che il prodotto è cresciuto, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo: non abbiamo la pretesa di fotografare la povertà in Toscana in assoluto, ma sicuramente raccontiamo una povertà autentica; è giusto che la Chiesa si occupi di welfare, con l'umiltà di chi si mette in fondo alla fila, per stare accanto agli ultimi. I grafici e le tabelle contenute nel dossier infatti, non sono solo grafici e tabelle, ma sono storie di vite, percorsi di povertà, che servono a dare l'imput che in Toscana ci sono tante risorse capaci di far ridiventare testate d'angolo quelle che, a volte, la società considera come pietre di scarto. Storie, volti, persone sulle quali fondare le politiche future di un welfare solidale».

Dietro ai numeri della povertà, alle statistiche, alla valutazione sociologica delle tendenze in atto nella società, ci sono sostanzialmente delle storie di vita, dei volti segnati dalla sofferenza, dal disagio ma anche dalla speranza. E proprio quella cercano di alimentare con il proprio lavoro i volontari della Caritas, affrontando quotidianamente problemi come la solitudine degli anziani, la mancanza di lavoro di molti giovani (specie stranieri), la necessità di un alloggio decoroso per le famiglie disagiate. La Toscana non è solo le istituzioni ma anche il mondo del volontariato che dà tanto, offrendo grandi risposte ai bisogni dei più deboli.

Il Rapporto
Il Dossier Caritas 2006 costituisce il risultato di un percorso d'indagine sulle situazioni di povertà, disagio ed emarginazione sociale rilevate dalle Caritas della Regione Ecclesiale Toscana, attraverso i propri Centri d'Ascolto.

Questo dossier fa parte delle attività promosse dal Progetto Rete Nazionale della Caritas Italiana, varato nell'aprile 2003 con l'obiettivo di collegare organicamente a livello diocesano il lavoro dei Centri d'Ascolto, degli Osservatori delle Povertà e delle Risorse e dei Laboratori per la promozione delle Caritas parrocchiali, nella prospettiva di promuovere la testimonianza della carità dei singoli e delle comunità ecclesiali “in forma consona ai tempi e ai bisogni” (come recita lo Statuto della Caritas italiana), e comunità civili più solidali e attente alle situazioni di difficoltà.

Ogni Caritas diocesana si è dotata, ormai da tempo, di uno o più Centri d'Ascolto, ed è a partire dall'esperienza diretta di ascolto e promozione umana delle persone in difficoltà, effettuata dagli operatori e dai volontari dei Centri, che ha preso corpo il complesso dei dati alla base di questo lavoro di ricerca.

Come nei precedenti dossier (“In ascolto dei bisogni del territorio, prima rilevazione dati dei Centri d'Ascolto Caritas Toscana”, CET, 2004 e “Dossier 2004 sulle povertà in Toscana, rilevazione dati Centri d'Ascolto Caritas della Toscana, anno 2004”, CET, 2005), la descrizione dei dati delle persone accolte nei Centri d'Ascolto costituisce il capitolo centrale del rapporto.

Il periodo preso in considerazione per la raccolta dei dati è stato l'intero anno solare 2005. I dati sono stati raccolti da operatori e volontari tramite una scheda cartacea di rilevazione. Le informazioni provenienti dai Centri, trattate nel rispetto della normativa vigente, sono confluite successivamente in un database informatico regionale, il Mirod (Messa In Rete degli Osservatori Diocesani), costruito secondo lo schema del “client-server”.

I dati informatici così ottenuti sono stati elaborati dall'Osservatorio, cercando di evidenziare i tratti generali dei fenomeni di povertà e di disagio rilevati, evidenziando, laddove possibile, alcuni elementi peculiari e significativi della realtà toscana.

Delle 15.442 le persone che si sono rivolte ai centri di ascolto Caritas nel 2005, per l'80% stranieri sono stranieri; oltre il 50% ha un' età compresa tra i 25 e i 45 anni e circa la metà delle persone che cercano aiuto possiede un diploma. Oltre il 32% degli stranieri è in Italia da meno di un anno e il 52% non possiede il permesso di soggiorno. La provenienza principale è la Romania (29% del totale), seguita da Marocco, Perù, Albania e Ucraina (fra il 9,5% e il 6,5%). Rispetto al 2004 è forte l' incremento delle donne provenienti dall' Est Europa. Italiani: il 60% circa ha un titolo uguale o inferiore alla licenza media. Il 33% ha dichiarato di vivere da solo, in particolare a seguito di separazioni o divorzi. Oltre il 13% delle persone accolte è senza un alloggio e solo il 4,5% vive in alloggi di edilizia popolare o in casa di proprietà. Lavoro: la disoccupazione colpisce il 67% delle persone che si sono rivolte ai centri Caritas. Per gli italiani la mancanza di lavoro si attesta al 29% e tra gli stranieri è al 37%. Principali problematiche: i disagi maggiori sono legati alle questioni del lavoro, della casa e, per gli stranieri, problemi legati allo status di immigrato. Fra gli italiani emerge la mancanza di risorse economiche (37% dei casi), seguita dalla disoccupazione, dalla povertà (22%) e problemi legati alla casa (18%). Persone che hanno fatto visita ai centri di ascolto: Arezzo-Cortona 221, Fiesole 1443, Firenze 4324, Grosseto 668, Livorno 1725, Lucca 841, Massa Marittima-Piombino 233, Pescia 299, Pisa 494, Pistoia 1005, Pitigliano-Sovana-Orbetello 46, Prato 3580, San Miniato 124, Siena 449.

Caritas, ecco l'identikit delle nuove povertà

MIROD

Visualizza il Dossier 2006 sulle povertà in Toscana (formato .pdf)

Ecco i nuovi poveri
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