Toscana
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Elezioni amministrative, il centrodestra punta ad altri tre capoluoghi toscani

Verso il voto del 26 maggio. Dopo aver perso Arezzo (2015), Grosseto (2016), Pistoia e Carrara (2017), Pisa, Siena e Massa (2018) il centrosinistra ora rischia anche a Prato e Firenze, stando ai risultati delle politiche di un anno fa. A Livorno l’uscente Filippo Nogarin (M5s) preferisce correre per le Europee.

Elezioni comunali

Quello del 26 maggio sarà un test importante per la politica toscana. Oltre al voto per il rinnovo del Parlamento europeo, che certificherà i nuovi rapporti di forza tra Lega e M5s, destinati ad avere conseguenze anche sul governo giallo-verde, si rinnoveranno 189 amministrazioni comunali, tra cui quelle delle tre città più grandi: Firenze, Prato e Livorno.

Le elezioni politiche di un anno fa furono uno shock per il centrosinistra che, privo dei fuoriusciti di Leu (che raccolsero il 4,6%), si riconfermò prima forza solo per pochi voti sul centrodestra (33,7% contro il 32,1%), insidiato anche dai pentastellati (24,7)%. E la controprova arrivò di lì a poco, con il turno di amministrative del 10 e 24 giugno, proprio mentre nasceva il governo Conte. Ai ballottaggi il centrodestra si portò a casa Pisa, Siena e Massa, oltre a Pietrasanta che governava già. Il centrosinistra vinse solo a Campi Bisenzio tra i Comuni sopra i 15 mila abitanti. L’anno prima il centrosinistra aveva perso Pistoia e Carrara; nel 2016 Grosseto; nel 2015 Arezzo.

È passato quasi un anno dalle politiche e il centrodestra – stando ai sondaggi – sembra addirittura rafforzarsi a danno soprattutto dei Cinquestelle, mentre il Pd non ha capitalizzato neanche il cambio di segreteria.

Dei tre capoluoghi di Provincia che tornano alle urne, due – Firenze e Prato – erano saldamente in mano al centrosinistra che nel 2014 vinse facilmente al primo turno. Entrambi i sindaci uscenti, Dario Nardella e Matteo Biffoni, si ripresentano con buone possibilità di riconferma, specie per Nardella.

Il centrodestra, dopo molti indugi e qualche divisione, si è poi ricompattato individuando tutti i candidati da lanciare nelle sfide. A Firenze sarà Ubaldo Bocci, 61 anni, consigliere di amministrazione della finanziaria Azimut capital management e molto conosciuto per il suo impegno nell’Unitalsi, a puntare per il centrodestra al ballottaggio. Magari contando su una erosione di voti dell’area di centrosinistra ad opera di alcune liste, come «Punto a Capo», messa su da due ex-vicesindaci – Graziano Cioni (già Pds) e Nicola Cariglia (Psdi) – e che candida Mustafa Watte, un farmacista di 33 anni. Manca ancora l’ufficialità, invece, sul candidato pentastellato i cui voti potrebbero essere decisivi nell’eventuale ballottaggio.

Più complessa la riconferma a Prato per Matteo Biffoni che 5 anni fa era riuscito a compattare tutto il centrosinistra, strappando il Comune ad un centrodestra diviso. Adesso, se facessero fede i risultati delle politiche di un anno fa, il centrodestra, che candida il funzionario di Confcommercio Daniele Spada, 46 anni, ex consigliere comunale di Forza Italia, sarebbe in leggero vantaggio (34,8% contro il 33,1%). Ma le amministrative sono sempre un’altra cosa e il vero rischio è piuttosto il ballottaggio, con la possibilità che i voti di Carmine Maiorello, 53 anni, del Movimento 5 stelle, possano in buona parte andare al candidato del centrodestra.

Caso tutto a sé è Livorno, dove cinque anni fa vi fu la grossa sorpresa della vittoria al ballottaggio del pentastellato Filippo Nogarin. Al primo turno aveva raccolto solo il 19,6% contro il 39,9% del candidato del centrosinistra Marco Ruggeri. Eppure riuscì a ribaltare i risultati vincendo con il 53,06%. Segno evidente che buona parte dell’elettorato tradizionalmente di sinistra lo aveva preferito nel nome di una profonda discontinuità con il passato. Questa volta Nogarin non si ripresenta, preferendo un possibile seggio all’europarlamento. Al suo posto Stella Sorgente, 35 anni, musicista e docente, attivista del movimento dal 2010 e attuale vicesindaco.

Il centrosinistra punta sul giornalista di Granducato Tv Luca Salvetti, 52 anni per riprendersi la «roccaforte rossa». Il centrodestra gli oppone Andrea Romiti, 44 anni, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, ispettore di polizia.

Altri confronti interessanti si preannunciano nei Comuni più grandi. Tra le 189 amministrazioni al voto, ben 35 hanno più di 15 mila abitanti e nel caso che al primo turno nessuno raggiunga la maggioranza assoluta, si andrà al ballottaggio il 9 giugno. Tra questi i più popolosi sono: Scandicci (50.645 abitanti), Empoli (48.626), Piombino (33.855), San Giuliano Terme (31.447), Rosignano Marittimo (31.039) e Pontedera (29.168). Nei 154 Comuni sotto i 15 mila abitanti – il più piccolo è Careggine (Lucca) con 539 abitanti – la sera stessa del 26 maggio si conoscerà il nome del Sindaco. Nella maggior parte dei casi si confronteranno liste civiche locali.

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