Toscana
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Dal n. 22 del 6 giugno 2004

Emergenza casa, la Regione ha un piano

Oltre 310 milioni di euro. È questa la risposta della Regione Toscana all'emergenza casa. A tanto ammontano infatti le risorse disponibili di qui al 2005 secondo il piano per l'edilizia sociale approvato dal Consiglio regionale. Ma vediamo quali sono le principali componenti del piano.
DI SIMONE PITOSSI

Emergenza casa, la Regione ha un piano

di Simone Pitossi
Oltre 310 milioni di euro. È questa la risposta della Regione Toscana all'emergenza casa. A tanto ammontano infatti le risorse disponibili di qui al 2005 secondo il piano per l'edilizia sociale approvato dal Consiglio regionale. Ma vediamo quali sono le principali componenti del piano.

Innanzitutto il bando per affitti a costo intermedio. È lo strumento che dà concretezza al concetto di politica sociale della casa. Interessa infatti fasce sociali notevoli, ma sin qui escluse da ogni provvedimento, perché collocate appena al di sopra delle soglie minime per l'accesso agli alloggi popolari, eppure impossibilitate a muoversi, visti i prezzi, nel libero mercato. È il caso di giovani coppie, single, immigrati, studenti. I 50 milioni di euro previsti da questo programma sono destinati alla realizzazione di immobili in edilizia agevolata (cioè con contributo pubblico) che dovranno però essere immessi sul mercato a canone controllato (con riduzioni di almeno il 25–30 per cento rispetto ai canoni fissati dai patti territoriali Enti locali, proprietà edilizia e sindacati). Gli interventi saranno in gran parte di riqualificazione o recupero: saranno quindi privilegiate aree dismesse. Interi tasselli inutilizzati di città saranno quindi recuperati e valorizzati e vi saranno anche realizzati, sempre con i fondi regionali, spazi collettivi e aree verdi. Il bando per l'accesso a questi fondi sarà pubblicato entro l'estate. Lo gestiranno i comuni. E saranno gli enti locali, area per area, a definire l'entità dell'affitto: comunque ridotto di almeno il 25% rispetto ai canoni fissati dai patti territoriali.

In secondo luogo è stata predisposta la sperimentazione di forme di autorecupero. Si tratta di una forma innovativa di intervento che vede la partecipazione sinergica di domanda e offerta. Immaginiamo che un ente (un comune, la chiesa, la locale Misericordia) abbia la disponibilità di un immobile dismesso e non sia in grado, autonomamente, di ristrutturarlo. In virtù del contributo regionale, e dell'intervento del Comune interessato il proprietario accetta di far attuare l'intervento di recupero ad una cooperativa di soggetti autoorganizzati che diviene locataria dell'immobile pagando però un canone ribassato. È questa in sintesi la forma di autorecupero che viene finanziata dal piano regionale: in sostanza si permette al futuro inquilino, o meglio alla cooperativa di inquilini, in accordo con la proprietà, di intervenire direttamente sull'immobile per ristrutturarlo, e quindi per renderlo rapidamente abitabile. Si tratta di una operazione vantaggiosa sia per il proprietario, che può rendere utilizzabile un immobile altrimenti abbandonato, sia per gli affittuari, che possono garantirsi l'alloggio a prezzi ribassati. L'intervento regionale (15 milioni di euro stanziati) è finalizzato a sostenere sia il proprietario, negli interventi di recupero, sia le cooperative di affittuari.

C'è poi la possibilità di acquisto di nude proprietà. Esempio. Un anziano ha la casa di proprietà, ma con la pensione fatica moltissimo a sbarcare il lunario. Il provvedimento regionale, previsto nel piano, autorizza il Comune, attraverso un apposito bando, a acquistare la nuda proprietà della casa: l'anziano può così utilizzare i proventi della vendita, ma restare nell'abitazione per il resto della sua vita. Solo alla sua morte l'immobile entra a far parte del patrimonio di edilizia pubblica. L'acquisto della nuda proprietà è vantaggioso sia per l'anziano (che può utilizzare i subito i soldi della vendita) sia per la parte pubblica (la nuda proprietà ha costi già bassi).
E poi è stato previsto l'uso di fondi non utilizzati. Infatti, la Regione ha effettuato una ricognizione di risorse già destinate a edilizia sovvenzionata (cioè l'assegnazione a canone sociale) che sono rimaste inutilizzate. Tali risorse, che ammontano a 148 milioni di euro sono state rilocalizzate sulla base di criteri di cantierabilità. Se le opere previste non partiranno nei tempi previsti le risorse saranno ritirate e riassegnate. In questo modo si garantirà una accelerazione nell'utilizzo di questi fondi. L'attuazione dei «programmi integrati» (bando regionale già espletato) e del programma ministeriale «20mila abitazioni in affitto».

Gli interventi
Entro il 2004 saranno avviati i lavori relativi ai programmi integrati varati come primissima attuazione delle nuove competenze regionali e che, in linea di principio, anticipano i programmi per la riduzione dei costi dell'affitto. Tali progetti ammontano a complessivi 74milioni di euro.

Affitti a costo intermedio
50 milioni di euro destinati alla realizzazione di immobili in edilizia agevolata immessi sul mercato a canone controllato (con riduzioni di almeno il 25–30 per cento). Gli interventi saranno in gran parte di riqualificazione o recupero: saranno quindi privilegiate aree dismesse.

Autorecupero
Se un ente (un comune, la chiesa, la locale Misericordia) ha la disponibilità di un immobile dismesso e non è in grado di ristrutturarlo grazie al contributo regionale e all'intervento del Comune interessato il proprietario accetta di far attuare l'intervento di recupero ad una cooperativa di soggetti autoorganizzati che diviene locataria dell'immobile pagando però un canone ribassato.

Acquisto di nude proprietà
Se un anziano ha la casa di proprietà ma con la pensione fatica moltissimo a sbarcare il lunario il provvedimento regionale autorizza il Comune a acquistare la nuda proprietà della casa: l'anziano può così utilizzare i proventi della vendita, ma restare nell'abitazione per il resto della sua vita. Solo alla sua morte l'immobile entra a far parte del patrimonio di edilizia pubblica.

Fondi non utilizzati
La Regione ha effettuato una ricognizione di risorse già destinate a edilizia sovvenzionata che sono rimaste inutilizzate. Tali risorse, che ammontano a 148 milioni di euro sono state rilocalizzate sulla base di criteri di cantierabilità. Se le opere previste non partiranno nei tempi previsti le risorse saranno ritirate e riassegnate.

Se il sogno di un tetto diventa un miraggio

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Lorenzo Della Corte 04/06/2004 00:00
L'articolo di Pitossi, nasconde il rovescio della medaglia: i fondi messi a disposizione dalla Regione sono il residuo dei fondi Gescal, cioè soldi dei lavoratori, destinati alla costruzione di vere case popolari da affittare ai sensi della legge regionale 96/96. Questi fondi vengono messi a disposizione di imprese costruttrici a fondo perduto fino al 45% del costo con il limite si porre in affitto una quota minoritaria di appartamenti al 25% di sconto sul canone di mercato. Oltre a questo "regalo" l'impresa costruttrice ottiene gratis la conversione del terreno da agricolo o industriale ad edificabile (altro regalo da 1000/2000 euro al m2) e l'esenzione dall'ICI per dieci anni: una speculazione edilizia incredibile!! Per quanto riguarda l'acquisto agli anziani indigenti della casa in nuda proprietà, anche questa è una tipica operazione dove approfittando delle difficoltà. anziche garantire una pensione adeguata si spoglia la gente dei beni accumulati in anni di lavoro e sottraendoli alla famiglia vengono incamerati dalla CASA SPA: sistemi già visti nell'800! Per l'autorecupero poi, solo imprese mascherate da liberi cittadini potrà accedere all'autorecupero: come potrà farlo una normale famiglia che tira avanti con fatica! E questa sarebbe una Regione di sinistra! alla faccia!

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