Toscana

Emergenza siccità, le proposte della Coldiretti

di Ennio CicaliCambia il clima? Se ne discute da decine di anni, poi arriva un’estate che provoca una siccità come quella che stiamo vivendo e in un attimo dall’accademia si passa all’emergenza. Un evento prevedibile, la grande sete che ha bruciato le campagne toscane, dopo le temperature anomale di giugno e il gran caldo in assenza di pioggia della prima metà di luglio, con precipitazioni inferiori del 50-60 per cento, rispetto alla media dello stesso periodo. La siccità è l’ultimo dei grandi nemici che l’agricoltura toscana ha dovuto affrontare quest’anno, dopo le gelate fuori stagione e le grandinate che hanno danneggiato pesantemente i raccolti in alcune province. Dopo l’estate di fuoco che ha stravolto l’agricoltura toscana, la Coldiretti passa all’attacco e chiede misure serie e precise per evitare che la siccità, dopo le alluvioni, diventi un nuovo minaccioso nemico per le produzioni toscane, sempre in agguato e pronto a colpire. «Ci auguriamo che da questo nuovo grave problema che affligge le aziende toscane si tragga un giusto insegnamento. Non bisogna attendere l’emergenza. Bisogna prevenirla – dice Alessandra Lucci, presidente della Coldiretti – Con uno strumento sicuro: la programmazione di interventi concreti. Per questo chiediamo alla Regione di istituire una commissione permanente, formata da esperti, rappresentanti di enti locali e organizzazioni di rappresentanza, per mettere a punto una strategia semplice ma preziosa: risparmiare la risorsa quando c’è, ossia in inverno, per usarla quando manca». «Il problema non è di ottenere qualche contributo finanziario (che si apprezza, per quanto è capitato), ma di fare progetti guardando avanti – prosegue Lucci –, per dare alla Toscana quelle opere (laghi e invasi) e quelle infrastrutture che servono per garantire alla regione un futuro meno “secco”». Le produzioni distrutte servono da monito. L’annata 2003 è sicuramente un’annata nera e a salvarla, purtroppo, non basteranno pochi temporali: qualche rapido e improvviso rovescio infatti non può invertire la tendenza. Al contrario: rischia di allungare l’elenco dei danni collezionati in dodici mesi difficili, segnati da grandinate, gelate fuori stagione e da una siccità pesante e prolungata che tutti si augurano, possa essere anche l’ultima.Un primo passo per limitare i danni della siccità è rappresentato dalla recente entrata in vigore del decreto per uso a fini irrigui delle acque reflue che permette di affrontare in modo strutturale il problema della gestione dell’acqua in Italia dove, secondo l’ultima relazione del Comitato per la vigilanza delle risorse idriche, le perdite degli acquedotti raggiungono mediamente il 42 % anche a causa di un’età media delle opere di 32 anni mentre il servizio di depurazione, che potrebbe rendere riutilizzabile l’acqua per l’agricoltura, presenta gravi ritardi.

Correre ai ripari per evitare altri dannosi e insopportabili bis per l’agricoltura toscana chiede la Coldiretti che propone una strategia per ridimensionare gli sprechi e abbattere i consumi di una risorsa preziosa e, purtroppo, sempre più rara come l’acqua: completare e potenziare gli acquedotti; accumulare risorse idriche, attraverso il completamento e il risanamento di invasi, dighe, vasche di accumulo; creare reti di adduzione per le aziende, interconnessione e di collegamento tra i bacini idrici per il trasferimento di risorse anche a livello interregionale; avviare un programma straordinario di manutenzione delle reti potabili, delle opere connesse nei bacini idrici e degli impianti irrigui, per ridurre le perdite; creare un catasto delle opere e delle infrastrutture dei servizi idrici; razionalizzare le competenze; sostenere la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo come gli impianti a goccia.

Situazione grave nelle aree montane ed in VersiliaLa lunga siccità estiva ha messo a dura prova le risorse idriche toscane. Le prime piogge autunnali sembrano annunciare un miglioramento della situazione. Ma per il momento il quadro delineato dal rapporto sulla disponibilità idrica della Toscana parla di situazioni di emergenza diffuse su tutto il territorio, in particolare nelle aree montane ed in Versilia. Le situazioni di crisi idrica più gravi riguardano al momento attuale Pistoia, Montecatini Terme, Volterra, Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina, Montecatini Val di Cecina e Radicondoli e la zona costiera compresa tra Viareggio e Forte dei Marmi, dove si delinea la prospettiva dell’approvvigionamento di acqua potabile tramite autobotti. Razionamenti e rifornimenti con autobotti sono, però, già in corso in alcune aree collinari della Val di Chiana (precisamente nei comuni di Foiano Val di Chiana, Marciano della Chiana, Castiglion Fiorentino, Sinalunga, Montepulciano, Torrita di Siena), nel Chianti (Impruneta e Greve), nel Valdarno superiore, nelle aree collinari del Pistoiese, della Lucchesia e del Grossetano.