Toscana
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Dal n. 29 del 28 luglio 2002

Estate, in strada come in guerra

Sembra proprio un bollettino di guerra: da venerdì 28 a domenica 30 giugno gli incidenti sono stati 1.894 con 48 morti e 1.568 feriti. Una settimana dopo (5-7 luglio) stesso numero di incidenti ma con 80 morti e 1.551 feriti. La settimana dopo ancora (12-14 luglio) gli incidenti sono saliti a 2.046 con 60 morti e 1.714 feriti. Appello di Roberto Monciatti (Aci): guidate con la testa, non solo con le mani. Ecco le strade più pericolose della Toscana.
DI MARIO PELLEGRINI

Estate, in strada come in guerra

DI MARIO PELLEGRINI
Le smanie della villeggiatura, di goldoniana memoria, una volta si risolvevano sempre nel migliore dei modi. Oggi, purtroppo, spesso – molto spesso – si trasformano in tragedia. Infatti, se durante i fine settimana l'elenco degli incidenti stradali è più che altro un bollettino di guerra, con i morti che si contano a decine ed i feriti a centinaia, all'inizio ed al termine del grande esodo estivo (seppure scaglionato nel tempo), il bollettino diventa addirittura di una catastrofe (quasi sempre annunciata). Ebbene, di fronte allo stillicidio di vite umane che sembra non finire mai, l'Aci fa sentire nuovamente la sua voce per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla sicurezza stradale, che poi non è altro che il rispetto del Codice della Strada. «Restate sani: guidate con la testa e non solo con le mani»: ecco infatti l'invito che rivolge a tutti i 145 milioni di automobilisti che – stando alle previsioni della Società Autostrade – si sposteranno verso le località di vacanza e di villeggiatura fino alla metà del prossimo settembre.

A ben guardare, comunque, i suggerimenti proposti sono molto semplici e non costituiscono affatto una novità. Ce li illustra il consigliere nazionale dell'Aci Roberto Monciatti, che del problema dell'educazione alla sicurezza stradale – soprattutto nei confronti dei giovani – ne hatto addirittura una bandiera: «Prima di tutto, come suol dirsi, mai partire al buio, ma informarsi sia sulle condizioni atmosferiche che della viabilità nella direzione che si intende prendere. Poi controllare in modo scrupoloso lo stato del veicolo in cui si intende viaggiare, come i livelli dell'acqua e dell'olio, i pneumatici (battistrada e pressione), i freni e le luci. «Un accorgimento da non sottovalutare è poi quello di regolare al meglio sia la posizione che l'inclinazione del sedile, senza dimenticarsi poi di controllare che nell'abitacolo non vi siano oggetti liberi che in casi eccezionali, ma non infrequenti, possono diventare anche dei proiettili».

Ma le condizioni del mezzo non sono tutto, anche se molto importanti. Determinante per un viaggio tranquillo e sereno ci sembra infatti lo stato psico-fisico di chi sta alla guida. Che suggerisce in proposito? «Indispensabile è partire riposati, evitare le ore calde e ricordarsi che di notte la capacità visiva diminuisce di quasi due diottrie», ci risponde Monciatti. «Inutile – continua – poi stare a ripetere di non assumere farmaci che possono causare sonnolenza, e quindi diminuzione dei riflessi, e tanto meno prodotti alcolici, anche in modestissima quantità. Anche un leggerissimo stato di euforia, infatti, è causa di abbassamento della soglia di attenzione e quindi provoca un prolungamento dei tempi di reazione. Allacciarsi poi, sempre e comunque, le cinture di sicurezza, anche e soprattutto in considerazione del fatto che, soprattutto per chi sta davanti, il loro mancato uso può risultare pericolosissimo in presenza dell'airbag. (Ovviamente in caso di incidente). Se poi ci sono dei bambini, mai tenerli in braccio, ma assicurarli bene negli appositi seggiolini».

E per quanto riguarda i comportamenti di guida? «Qui – risponde – è veramente il caso di ripetersi sino alla noia, visto che la stragrande maggioranza degli incidenti è causata proprio dal mancato rispetto delle più elementari norme del Codice della Strada. Quindi rispettare i limiti di velocità, ma rimanerne anche notevolmente al di sotto in caso di scarsa visibilità, di strada accidentata, di traffico intenso e di condizioni atmosferiche avverse. In autostrada, poi, non occupare o viaggiare nella corsia di emergenza e rispettare la distanza di sicurezza, che comunque non può essere stabilita in termini assoluti, ma dedotta in base alla velocità. Credo sia sufficiente dire che alla velocità di 130 Kmh, occorrono all'incirca 200 metri per fermarsi. Quindi regolarsi di conseguenza».

«Infine un'ultima raccomandazione – conclude Monciatti – in assenza di cellulare a viva voce o munito di auricolare, fermarsi prima di chiamare e non rispondere se chiamati, a meno di non trovarsi nei pressi di un'area di sosta. In ogni caso è comunque bene ricordare che anche parlando e ascoltando con un cellulare perfettamente in regola, i riflessi risultano notevolmente rallentati. Tanto per fare un esempio la frenata si allunga da un minimo di 15 metri ad un massimo di 50. E spesso può essere fatale».

Le strade più pericolose in Toscana
INCIDENTI MORTI FERITI
autostrade e superstrade
A1 Autostrada del Sole 2303 135 3877
A11 Firenze Mare 416 14 709
Sgc Firenze-Pisa-Livorno* 388 13** 145**
A12 Genova-Rosignano 277 11 457
A15 Autostrada della Cisa 131 8 196
Raccordo Bettolle-Perugia 50 - 82
Raccordo Siena-Firenze 16 3 21
strade statali
Ss 1 Aurelia (litorale) 457 26 720
Ss 12 dell'Abetone e del Brennero 270 16 390
Ss 2 Cassia (Siena-Firenze) 149 18 228
Ss 3 bis Tiberina (Sansepolcro) 158 9 258
Ss 67 Tosco Romagnola 150 9 236
Ss 62 della Cisa (Lunigiana) 115 5 178
Ss 63 Valico del Cerreto (Lunigiana) 81 4 131
Ss 64 Porrettana (montagne pistoiesi) 68 2 109
Ss 203 di Paganico (Siena-Grosseto) 52 3 85
Ss 73 Senese Aretina 49 2 67
Dati Aci 2000 * Dati Polstrada 2001 ** Numero di incidenti con morti o feriti
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