Toscana

Estate, pericolo incendi Toscana pronta a difendersi

div class=firma>di Rebecca RomoliCon l’arrivo del caldo estivo, puntualmente si ripresenta anche il pericolo incendi, la nostra regione però si dimostra sempre più attrezzata per far fronte nelle prossime settimane e nei mesi che verranno a gestire questo tipo di emergenza con un servizio efficace e tempestivo. Un’organizzazione che ha dato risultati positivi anche durante un’estate terribile come è stata quella del 2003. Questa estate 2004 per la Regione Toscana si presenta un’altra stagione di grande impegno e importanti sforzi nel rafforzamento e nella riqualificazione delle attività di prevenzione e pronto intervento. «Un impegno obbligato – spiega l’assessore all’agricoltura e alle foreste Tito Barbini – perché la Toscana vanta la più ampia superficie di bosco in Italia, una ricchezza straordinaria sia per i suoi aspetti economici che ambientali. E’ un patrimonio che sta a noi salvaguardare e valorizzare, consapevoli che siamo indubbiamente una regione a rischio, ma anche che lottare contro gli incendi significa tutelare i valori ambientali, culturali e storici del nostro territorio. Anno dopo anno abbiamo consolidato un’esperienza organizzativa alla quale le altre regioni guardano come un modello».

Un modello operativo che si basa su due principi: l’integrazione delle forze e un utilizzo delle risorse destinate al settore in modo tale che nessun soggetto possa avere benefici dal verificarsi di incendi boschivi. L’efficacia dell’organizzazione dei servizi antincendi boschivi non sta nel numero più o meno grande degli incidenti, ma nella gravità dei danni registrati. Infatti, se nel 2003 sono stati registrati in Toscana ben 1.200 incendi, il quadruplo rispetto al 2002 e la punta più alta negli ultimi dieci anni, la superficie boschiva bruciata è stata di 3 ettari ad incendio contro i 5,49 ettari del 1997 o addirittura i 6,38 ettari del 1998.

Questo sta a significare che gli incendi sono aumentati in questi anni, però è aumentato di pari passo anche la tempestività e l’efficacia dei servizi antincendi. Questi numeri diventano ancora più importanti, ed in qualche modo confermano il salto di qualità del servizio antincendi della nostra regione, se confrontati su scala decennale. Dal 1974 al 1983 gli incendi in Toscana sono stati 6882 e la superficie interessata è stata di 74.846 ettari. Ogni incendio ha percorso ben 7,58 ettari. Sono, invece, 7.205 gli incendi registrati nel decennio 1984–1993 con un superficie totale di 49.302 e 4,46 ettari per incendio. Nel 1994–2003 gli incendi sono stati 4.988 con una superficie totale di 25.495 ettari e una superficie media di 3,68 ettari.

Da tutto ciò la conclusione da tirare è semplice. Anche se in alcuni anni il numero degli incendi è aumentato, negli ultimi 30 anni circa sono diminuiti gli ettari bruciati. Dai 20 -25 mila ettari bruciati degli annui Settanta siamo passati a 1500-2000 del 2003. Tutto questo acquista ancor più significato se i dati regionali vengono paragonati a quelli nazionali. Negli ultimi dieci anni in Italia si sono verificati quasi 88 mila incendi, di cui 4382 in Toscana, circa il 5.5% del totale nazionale. La superficie investita dalle fiamme è il 2.8% di quella bruciata a livello nazionale. Sono 4,75 ettari, la superficie bruciata media negli ultimi anni a livello nazionale contro 3,77 ettari a livello regionale. Inoltre, nel decennio 1994-2003 il 52% degli incendi avvenuti in Toscana ha interessato una superficie inferiore all’ettaro, il 33% una superficie tra 1 e 5 ettari e solo il 15% una superficie superiore ai 5 ettari e il 76% degli incendi sono stati domati entro le prime 6 ore.

La schedaCome si difende la Toscana del pericolo incendi? Molte sono le novità che la Regione ha preparato per fronteggiare le prossime emergenze. Innanzitutto, sono state fissate le sanzioni per chi trasgredisce ai divieti di accensione di fuochi, da un minimo di 1003 euro ad un massimo di 10.330 euro. Al fine di evitare azioni dolose, la nuova normativa prevede anche rigidi vincoli di utilizzo delle aree bruciate. È vietata l’edificabilità ed il pascolo per 10 anni.

C’è poi l’approvazione del nuovo piano operativo regionale antincendi boschivi 2004–2006. In questo quadro di cooperazione generale la Regione assume i compiti di programmazione e ripartizione dei finanziamenti nonché di gestione dei mezzi aerei, della rete radio e dell’acquisto di nuovi mezzi. Gli altri enti locali, province, comuni e comunità montane hanno a disposizione 600 operai forestali per i servizi di prevenzione e repressione, le autobotti ed i mezzi leggeri.

Tutto questo verrà realizzato mediante l’attivazione di una sala operativa unificata antincendi regionale. Vi lavoreranno, congiuntamente, personale della Regione, del Corpo forestale, dei Vigili del fuoco e del volontariato. Sarà aperta 24 ore su 24, con la collaborazione di tutte le strutture coinvolte e con un numero di persone impiegate massimo nei periodi a rischio elevato.