Toscana
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Dal n. 36 del 13 ottobre 2002

Figlio mio... quanto mi costi

Denatalità italiana, un bel problema per politici, economisti, sociologi, demografi, che si interrogano sui motivi. Molte sono le analisi sulla famiglia, istituzione che si sta ormai trasformando – dai single alle unioni «allargate» – ma poca attenzione è riservata al suo eventuale «prodotto»: il figlio da vedere come un bene collettivo e non come un fatto privato.
DI ENNIO CICALI

Figlio mio... quanto mi costi

di Ennio Cicali
Denatalità italiana, un bel problema per politici, economisti, sociologi, demografi, che si interrogano sui motivi. Vari ministeri sono al capezzale delle coppie italiane: Lavoro e politiche sociali ( chiamato del welfare, ma in inglese vuol dire la stessa cosa), che mette a disposizione assegni per mamme indigenti e famiglie numerose, delle Pari opportunità, che spinge per un'equa ripartizione degli oneri fra genitori, Sanità, tutti preoccupati a risolvere il rebus materno-infantile. Molte sono le analisi sulla famiglia, istituzione che si sta ormai trasformando – dai single alle unioni «allargate» – ma poca attenzione è riservata al suo eventuale «prodotto»: il figlio da vedere come un bene collettivo e non come un fatto privato. È intorno al bambino che si deve costruire una rete di servizi, detrazioni fiscali, facilitazioni sul lavoro – dal part-time agli orari flessibili – ma anche asili nido più fruibili, aiuti nel puerperio, banche del tempo, volontariato.

Una coppia che intenda avere un figlio è costretta a programmare l'evento fin nel minimo dettaglio, dalla casa al lavoro, all'aiuto domestico e spesso rimane sola in questa scelta. Spesso senza soldi, senza facilitazioni sui tempi assurdi delle città, con il lavoro sempre più fluttuante, è difficile il ricambio generazionale, obiettivo già mancato da una ventina d'anni.

Regioni e Comuni rivestono un ruolo forte per fornire aiuti e rimedi alle famiglie che decidono di avere figli. Nel 2000 in Toscana la spesa corrente dei Comuni in campo socioassistenziale è stata di circa 471 milioni di euro (poco più di 913 miliardi 565 milioni di lire) per fornire assistenza scolastica, refezione e altri servizi; asili nido, servizi per l'infanzia e per i minori, strutture residenziali e di ricovero per anziani; assistenza, beneficenza pubblica e servizi diversi alla persona. Tanto, ma i problemi restano.

Ora ci prova la Regione con il Piano integrato sociale 2002-2004 che prevede, tra gli altri, il sostegno alle responsabilità familiari, per valorizzare e sostenere la famiglia come risorsa. In concreto, si propone di mettere in atto tutti i supporti che facilitino l'assunzione di responsabilità da parte delle giovani generazioni, mirati alla scelta di avere dei figli.
«Nel Piano integrato sociale c'è una scelta precisa in favore della famiglia, intesa come risorsa da valorizzare, e c'è una novità: un deciso sostegno per le responsabilità genitoriali – spiega Angelo Passaleva, vice presidente della Regione Toscana e assessore alle politiche sociali –. È dunque volontà precisa della Regione venire incontro alle tante famiglie che ogni giorno si scontrano con le molte incertezze derivanti dalla società contemporanea: vogliamo sostenere la formazione di nuclei familiari e vogliamo aiutare la natalità, aspetto tra i più emblematici in una Toscana che preoccupa tutti per la sua evidente tendenza all'invecchiamento».

«Accanto ai provvedimenti fiscali – continua – si prevedono interventi per migliorare ed estendere i servizi a favore delle famiglie, una presenza sempre più diffusa di asili nido e forme alternative, specie in prossimità degli ambienti di residenza e lavoro dei genitori, l'assistenza domiciliare per la prima infanzia, la flessibilità negli orari e nei tempi di lavoro e di cura, i prestiti d'onore per giovani coppie e nuclei familiari destinati ad acquistare la prima casa o a sostenere gli affitti».

«Obiettivi e indirizzi del Piano sociale – è la conclusione di Passaleva – attendono, ora, proposte concrete dai singoli piani di zona che le varie aree territoriali sono chiamate a presentare. È dunque il momento delle istituzioni locali ma anche delle forze sociali che operano sul territorio. Una parte delle risorse assegnate dovrà essere indirizzato verso le politiche a sostegno della famiglia (per il 2002 ciò dovrebbe rappresentare circa tre milioni e mezzo di euro). La Regione attiverà specifiche azioni di monitoraggio per verificare il rispetto di tali indicazioni».

tutte le cifre dei «nidi» toscani
Province Capienza
potenziale
Numero
iscritti
Immigrati Port. di handicap Numero frequentanti In lista d'attesa
Arezzo 1.143 1.109 56 10 912 410
Firenze 5.073 5.873 233 52 3.862 5.510
Grosseto 194 411 5 3 345 295
Livorno 1.204 1.146 28 14 942 300
Lucca 775 739 16 10 607 480
Massa 574 474 17 5 373 112
Pisa 1.486 1.328 63 9 899 733
Prato 970 1.013 44 12 800 489
Pistoia 1.382 1.420 42 19 1.107 562
Siena 851 746 26 3 556 223
TOTALE 13.652 14.259 530 137 10.403 9.114
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