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Firenze, all’Istituto Don Bosco il primo campus estivo post covid per ragazzi non vedenti

Sono adolescenti non vedenti ed ipovedenti che, dopo aver particolarmente sofferto durante il lockdown, stanno facendo un’esperienza insieme di socializzazione e di accrescimento della propria autonomia e delle proprie competenze informatiche e non solo. 

Percorsi: Disabilità - Firenze
Campus per ragazzi non vedenti

È in corso all’Istituto Don Bosco dei Salesiani di Firenze il campus estivo ‘Il filo di Arianna’, organizzato dall’Unione italiana ciechi ed ipovedenti della Toscana con il determinante contributo di Fondazione CR Firenze e dell’Istituto per la ricerca la formazione e la riabilitazione, Irifor. Undici i ragazzi che, fino a domenica prossima, stanno partecipando al centro estivo residenziale. Nove sono ipovedenti e due non vedenti: provengono per la maggior parte da Firenze e, poi, da Pistoia, Siena, Massa e Carrara. L’Unione ciechi ha potuto svolgere per il quarto anno consecutivo questo progetto di inclusione sociale grazie al bando della Fondazione Cr Firenze ‘Estate insieme’. 

Undici gli operatori, quindi uno per ciascun giovane, al fianco dei ragazzi in quest’esperienza all’insegna dello stare insieme, naturalmente nel pieno rispetto della normativa anti-Covid. Appena arrivati, ad ognuno di loro è stato consegnato uno zainetto con all’interno venti mascherine e gel igienizzante. Un prezioso compagno di viaggio, lo zaino, per queste giornate tra escursioni all’aperto, laboratori di informatica e visite a musei. In ogni luogo frequentato dai giovani al Don Bosco ci sono dispenser per sanificare le mani. E, quando non possono essere garantite le distanze di sicurezza, la mascherina è d’obbligo. Quest’anno ogni partecipante ha una stanza singola con bagno. Gli anni passati i ragazzi si erano divertiti a condividere gli spazi più privati, ma adesso non era proprio possibile. Poco male, perchè i momenti per stare insieme sono tantissimi. La giornata tipo? Sveglia alle 7,30, sistemazione della camera in modo che possa essere agilmente sanificata, colazione tutti insieme e poi via con le attività. Poi, un breve break per pranzo e si ricomincia per tutto il pomeriggio. In programma attività di orientamento, laboratori di informatica, di autonomia personale e di teatro, spazio cinema. Che divertimento poi le escursioni al parco avventura di Pratolino ed all’Acqua Village di Cecina. 

“Si tratta di un importante momento di interazione coi coetanei in vista della ripresa della scuola - dice la coordinatrice del progetto, Elena Ferroni -. Questi ragazzi hanno sofferto in modo particolare il periodo del lockdown, perchè per loro il rapporto con l’insegnante è quantomai fondamentale. Hanno tutti una gran voglia di tornare in classe con gli amici e adesso sono felicissimi di vivere una settimana all’insegna del gruppo e dell’apprendimento”. In questi giorni i ragazzi stanno pure vestendo i panni dei giornalisti: dopo essersi intervistati l’un l’altro sulle sensazioni provate durante il lockdown, si cimenteranno nel montaggio audio video. Alla fine, il risultato del loro lavoro entrerà in un cd conclusivo che ripercorrerà i passaggi più belli di questa settimana da ricordare. “Chi ha problemi di vista - dice il presidente dell’Uic Toscana, Antonio Quatraro, - è purtroppo abituato a ‘fare a meno’. Il Covid 19, purtroppo, riguarda ciascuno di noi e in un certo senso richiama tutti all’ordine. Questo, paradossalmente, potrebbe ‘aprire gli occhi’ anche a chi non vuol vedere. Siamo felici di essere riusciti anche in questo anno così difficile ad offrire una così bella opportunità a questi giovani, che stanno dando il massimo per dare il meglio di sé in ogni attività”.

‘’Riteniamo molto importante – dichiara il Direttore di Fondazione CR Firenze Gabriele Gori – sostenere una iniziativa come questa, e abbiamo progettato e lanciato il bando ‘Estate Insieme’ proprio per favorire queste forme di aggregazione e di socializzazione. La Fondazione ha molto a cuore coloro che vivono una condizione di disabilità ed è sempre disponibile ogni volta che viene richiesta la collaborazione per attuare programmi che hanno lo scopo di farli sentire pienamente inseriti nella comunità’’. 

Fonte: Comunicato stampa
Firenze, all’Istituto Don Bosco il primo campus estivo post covid per ragazzi non vedenti
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