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I medici hanno l'obbligo di indicare sulla «ricetta rossa» solo il principio attivo del medicinale e non più il suo nome commerciale

Generici e ricetta elettronica, ecco le novità

I toscani spendono 40 milioni l'anno per l'acquisto di farmaci di marca. Ma da settembre i medici di base avranno l'obbligo di scrivere sulla ricetta solo il principio attivo. Spetterà poi al farmacista chiedere se si vuole acquistare il farmaco famoso oppure il generico.

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Farmacia

Difficile rinunciare alle «pillole colorate»: molti pazienti accettano a malincuore le ricette che portano l’indicazione di farmaci dal nome strano, ai più sconosciuto, anziché quello della medicina «griffata» per molti abituale. È uno degli effetti della «rivoluzione» che ha colpito il sistema sanitario che impone ai medici di indicare sulla «ricetta rossa» solo il principio attivo del medicinale e non più il suo nome commerciale. Significa, per esempio, che invece del conosciutissimo «Aulin» comparirà la dicitura «Nimesulide», spetterà al farmacista elencare poi al paziente le varie opzioni tra il preparato di marca e quelli generici: prodotti, una volta scaduto il brevetto, da aziende che non ne hanno sostenuto la ricerca.

Solo alla fine di settembre si saprà se le nuove disposizioni sono state seguite dai toscani che spendono circa 40 milioni di euro l’anno per l’acquisto di medicinali di marca che è possibile sostituire con un prodotto generico. Tuttavia, la Toscana è la seconda regione italiana, dopo l’Umbria, che ha registrato il consumo maggiore di medicinali generici con una spesa media del 38,5 sul totale dei farmaci di classe A quelli a carico del servizio sanitario nazionale, secondo l’ultimo rapporto Osmed (luglio 2012).

L’obiettivo delle nuove norme, infatti, è quello di incentivare l’uso di farmaci più economici che costano meno al paziente: il risparmio è di pochi euro, ma dovendone acquistare più confezioni, la differenza lievita. Il nuovo obbligo non vale per i malati cronici, autorizzati ad assumere la terapia ormai consolidata. Un’unica scappatoia è consentita ai medici: scrivere «non sostituibile» sulla ricetta, ma dietro rigorosa motivazione della scelta.

Quanto è valido il farmaco generico? È la domanda più ricorrente dei pazienti, specie i più anziani abituati da anni a un certo tipo di cura. Tutto sotto controllo assicura il servizio sanitario nazionale: sono medicinali in tutto e per tutto uguali agli originali, solo che il principio attivo ha perduto la copertura del brevetto, questo permette di mettere in commercio dei farmaci senza dover pagare forti somme di denaro alla azienda che deteneva il brevetto. Per legge hanno un costo inferiore di almeno il 20% a quello della specialità medicinale di origine.

Da più parti sono arrivati critiche. Il  segretario della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg) Giacomo Milillo, ha sottolineato come, in questo modo, «non sarà più il medico a decidere quale farmaco il paziente dovrà prendere, bensì tale indicazione arriverà dal farmacista. Questo provvedimento comporta, inoltre, un carico burocratico ulteriore che distrae dall’attività di assistenza e nega al professionista la possibilità di prescrivere liberamente il farmaco che ritiene più idoneo per la cura dei propri pazienti». Farmindustria, l’associazione degli industriali farmaceutici, denuncia il provvedimento come «un duro colpo al cuore dell’industria farmaceutica» che non apporterà benefici economici al Servizio sanitario nazionale: «il servizio sanitario già oggi rimborsa solo il farmaco generico equivalente al più basso costo, dunque non vi sarà nessun tipo di risparmio».

Un’altra novità è destinata a rivoluzionare la sanità toscana: dopo vari annunci partirà  la ricetta telematica che manda in soffitta la vecchia ricetta cartacea. Il «pensionamento» della vecchia ricetta avverrà in due fasi: in un primo momento  sistema elettronico e cartaceo convivranno, poi resterà solo il telematico. I medici saranno collegati in rete con il sistema delle farmacie e degli istituti convenzionati. Il paziente riceverà solo un codice che gli permetterà di ritirare le medicine o eseguire le analisi, previa esibizione della propria tessera sanitaria. Tutto avverrà tramite computer: al farmacista o all’istituto di analisi basterà digitare il numero di codice e quello della carta sanitaria per leggere le prescrizioni.

Di ricetta elettronica si parla già da tempo. Avrebbe dovuto essere attivata nei primi mesi di quest’anno, poi tutto sembrava essersi fermato. Solo una prima parte della sperimentazione è  partita un anno fa a Empoli per poi essere estesa ad altre parti della Toscana. Un primo passo sarà la firma del nuovo accordo con i medici di famiglia, poi il via. I tempi stringono anche perché ci sono in ballo i 200 milioni di finanziamento statale destinati alle Regioni che applicheranno la novità della ricetta elettronica, chi non riuscirà a far partire il sistema entro l’ estate perderà i soldi.

Sarà anche l’occasione per molti di riprendere in mano la «Carta sanitaria elettronica» che a due anni dall’invio agli interessati è stata attivata da circa 1.150.000 utenti, ovvero il 31% della popolazione toscana, che hanno dato così il consenso alla creazione del proprio Fascicolo sanitario elettronico (Fse), che rappresenta una raccolta in formato digitale delle informazioni e dei documenti clinici relativi alle prestazioni sanitarie fornite dal Servizio sanitario regionale. L’attivazione della carta può essere effettuata presso uno degli sportelli allestiti dalle aziende sanitarie toscane e nelle farmacie che hanno sottoscritto la convenzione.

La scheda: Isee: i conti in tasca
Dal 1° gennaio 2013  sarà obbligatorio per tutti l’Isee (l’Indicatore della situazione economica equivalente), Chi non lo farà pagherà il massimo del ticket. L’Isee è considerato il sistema più veritiero per misurare l’effettiva ricchezza di una famiglia e, dopo l’accordo dell’anno scorso fra Regione, Anci, Università e sindacati, servirà a calcolare le tariffe relative a tutti i servizi pubblici, dalla sanità alla scuola ai servizi sociali. Una misurazione che piace al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi perché è considerata la più equa per fare le tariffe, in prospettiva, anche degli abbonamenti per i trasporti regionali. La foto scattata dall’Isee, infatti, supera l’equazione «più reddito uguale più ricchezza» perché mette in conto non solo lo stipendio, ma anche l’eventuale possesso di proprietà immobiliari, mutui, conti in banca e figli a carico. Ci può essere chi guadagna tanto ma ha anche due o più figli e dei mutui da pagare oppure chi non ha un lavoro molto remunerativo, ma possiede uno o più appartamenti di proprietà magari messi in affitto. L’Isee cerca di tenere conto di tutte queste sfaccettature. Gli interessati alle prestazioni sociali agevolate legate al reddito possono rivolgersi ai Caaf (Centri di assistenza fiscale) dei vari sindacati o patronati per compilare la dichiarazione sostitutiva unica. Non esiste un termine generalizzato, la scadenza dipende dalle delibere e dai regolamenti degli enti che erogano le prestazioni.

Curarsi costa di più con i nuovi ticket
Pagheranno gli stessi, ma pagheranno di più: quello che si risparmia con i medicinali generici, se ne va con i nuovi ticket. La revisione della compartecipazione alla spesa sanitaria è una delle strategie messe in atto dal governo regionale per far fronte ai tagli imposti dal decreto governativo sulla revisione della spesa: tagli che per la sanità toscana significheranno 400 milioni di euro in meno all´anno.

«Per chi ha un reddito Isee o Irpef fino a 36mila euro – ha detto recentemente il presidente della giunta regionale Enrico Rossi – non cambierà nulla perché vogliamo tutelare le fasce più deboli della popolazione. In pratica gli aumenti dovrebbero intaccare solo 600mila cittadini toscani su un totale di circa 3,7 milioni».

Continueranno a non pagare il ticket i cittadini con reddito inferiore a 36.151,98 euro l’anno. Raddoppia, infatti, da 1 a 2 euro a confezione, per la fascia tra 36.151,99 e 70.000 euro, con esenzione per i pazienti cronici e quelli affetti da malattie rare. Il ticket passa da 2 a 3 euro a confezione per la fascia tra 70.001 e 100.000 euro, e da 3 a 4 per quella oltre i 100.000 euro. Nelle fasce 70.001-100.000 e oltre 100.000 è prevista la compartecipazione anche per i malati cronici e i pazienti affetti da malattie rare con le stesse modalità previste per gli altri utenti.

Sono e restano totalmente esenti dal pagamento del ticket le categorie più disagiate: dagli invalidi ai lavoratori disoccupati o in cassa integrazione. Per il ticket sulla farmaceutica è stabilita una compartecipazione massima annua (anno solare) pari a 400 euro per ogni utente.

Le esenzioni riguardano anche la specialistica ambulatoriale, niente ticket aggiuntivo per la fascia sotto i 36.151,98 euro. Per le altre fasce, il contributo aggiuntivo raddoppia: si passa da 5 a 10 euro a ricetta per la fascia 36.151,99- 70.000 euro; da 10 a 20 euro per la fascia 70.001-100.000 euro; da 15 a 30 per la fascia oltre i 100.000 euro. La modifica riguarda solo le ricette che hanno un importo complessivo superiore a 10 euro.

Per le altre voci (Rm e Tc, Pet e scintigrafie, prestazione a cicli, pacchetti ambulatoriali complessi di medicina fisica e riabilitazione, chirurgia ambulatoriale, libera professione) i ticket aggiuntivi restano invariati.

Si pagherà un contributo fisso di 10 euro per la digitalizzazione (produzione, archiviazione, trasmissione dell´immagine) delle procedure diagnostiche per immagini, cioè Rm, Tc, scintigrafie, rx ecografie. Anche da questa tassa sono esentate alcune categorie di poveri e malati. Ticket differenziato in base alla tariffa della prestazione per la procreazione medicalmente assistita. Si applica a tutti gli utenti, indipendentemente dalla fascia di reddito. Per tutto il 2012 continua a valere il doppio canale: reddito fiscale familiare e Isee. Dal 1° gennaio 2013 è previsto esclusivamente lo strumento Isee.

Per tutte le informazioni, è in funzione il numero verde regionale 800-556060, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 15. Funziona anche un indirizzo mail dedicato, ticket.sanita@regione.toscana.it, al quale si potrà scrivere per porre domande e chiarire dubbi, ottenendo risposta nel più breve tempo possibile.

Generici e ricetta elettronica, ecco le novità
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