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Gorno della Memoria, settemila studenti toscani al Mandela Forum: le testimonianze degli ex deportati

Settemila giovani da tutta la Toscana hanno riempito oggi il Mandela Forum di Firenze per il tradizionale meeting del Giorno della Memoria promosso dalla Regione Toscana. Tra gli interventi, le testimonianze di ex deportati nei lager. Ricordato anche il massacro di Srebrenica del 1995, qyuando le milizie serbe nel 1995 massacrarono 8.372 musulmani bosniaci.

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"Invito le ragazze e ragazzi che sono venuti da tutta la Toscana a mettere davanti a casa propria sulla porta la scritta 'qui c'è unantifascista'". Lo ha affermato Dario Nardella, sindaco di Firenze, aprendo il meeting. Nardella ha invitato a fare "come ha fatto il mio amico e collega sindaco di Milano, in risposta a quella vergognosa scritta che è stata apposta davanti alla casa del figlio di un ex deportato a Mondovì. Anche queste sono risposte efficaci, simboli che ci servono ad avere una memoria collettiva, e a coltivarla".
Tutte le forme di discriminazione, per il sindaco, "possono essere combattute grazie alla memoria, e quello che si fa oggi è fondamentale: incontrare i giovani, pensiamo ai viaggi che noi organizziamo in Polonia, in Austria e in Italia nei campi di concentramento e di lavoro. Anche quello è un antidoto, bisogna essere perseveranti: goccia dopo goccia, passo dopo passo, soltanto mantenendo la memoria e compiendo questi atti forti con i giovani noi possiamo cambiare quello che avviene".

Il senso della memoria è questo, incidere nel presente per costruire relazioni di pace e di giustizia: a voi ragazzi perciò dico, rendete vivo questo messaggio, è possibile, ogni giorno con tante piccole azioni". Così Monica Barni, vicepresidente della Regione Toscana, ha salutato i giovani presento. "Ascolterete non odio nelle parole dei testimoni oggi ma una scelta precisa, quella di raccontare, non odio ma la volontà di costruire", ha detto Barni ai ragazzi, invitando a riflettere sul fatto che dopo la seconda Guerra mondiale non ci sono stati più conflitti in Europa, ma nel mondo sì: "E' in corso la terza guerra mondiale come ha ricordato Papa Francesco - ha spiegato - e oggi invito a riflettere su tutte le vite spezzate.
Riflettiamo sui processi che portano a questi orrori, su quali siano i meccanismi che li generano. Essere qui ad ascoltare oggi non ci permetterà più di rifugiarsi nell'indifferenza".

Durante il meeting i ragazzi hanno ascoltato le storie di deportati militari, rievocate attraverso la lettura di alcune pagine dal diario di Elio Materassi, cittadino delle Sieci scomparso nel 2011. La persecuzione degli ebrei è stata raccontata dalle testimonianze di Kitty Braun e Tatiana Bucci, deportate nei lager, e di Vera Vigevani Jarach, esiliata in Argentina. Irvin Mujcic ha invece ricordato il massacro di Srebrenica, dove le milizie serbe nel 1995 massacrarono 8.372 musulmani bosniaci: un modo per ricordare che l'orrore può ripetersi nella storia, anche in tempi più vicini a noi.

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