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I cattolici chiedono ai politici un fronte comune sulla famiglia

Promosso a Firenze da Scienza & Vita e dal Forum toscano delle associazioni per i diritti della famiglia si è tenuto a Firenze un incontro con alcuni candidati di vari schieramenti che si sono impegnati su natalità, equità fiscale e libera scelta educativa.

Famiglia

Denatalità, fisco, educazione. Tre temi per richiamare l’attenzione sulla famiglia e chiedere che sia riportata al centro della società. Tre temi sui quali Scienza & Vita e il Forum toscano delle associazioni per i diritti della famiglia hanno chiesto l’impegno di alcuni candidati di ispirazione cristiana in corsa in vari schieramenti nel voto di questa domenica: Nicola Cecchi, candidato al Senato per il Movimento 5 stelle; Giovanni Donzelli, candidato alla Camera per Fratelli d’Italia; Gabriele Toccafondi, candidato alla Camera per Civica popolare; Pierandrea Vanni, candidato alla Camera per Noi con l’Italia - Udc.

«La famiglia sembra oggi fuori moda per una serie di motivi che vanno dal mutamento antropologico della vita e dei costumi ai valori morali diversi dal passato – ha detto Marcello Masotti, presidente di Scienza & Vita Firenze, introducendo il dibattito ospitato al Cenacolo delle Mantellate a Firenze–. Ma anche la politica quando si occupa di famiglia lo fa senza provvedimenti organici sul piano economico e fiscale. In questo clima anche chi desidera avere figli viene dissuaso dall’assumere impegni familiari forti. E questo nonostante i meriti sociali delle famiglie che anche in occasione della crisi economica hanno assicurato livelli di solidarietà e di redistribuzione dei redditi tra le generazioni evitando disagi sociali più gravi».

«Il “Forum” – ha aggiunto il presidente regionale Francesco Zini – ha piena titolarità per rilanciare sul territorio temi nazionali promossi con il “Patto per la natalità”, il fisco a misura di famiglia con l’introduzione del Fattore famiglia, l’educazione con la responsabilità e il primato dei genitori e la libertà di scelta educativa nel rispetto della pluralità dell’offerta, della piena parità scolastica e qualità del servizio offerto».

Su questo è stato chiesto ai politici un fronte comune, anche perché non importa far parte di associazioni che si occupano di famiglia per ammettere che i tre temi sono decisivi. Il primo, la denatalità, è una questione di vita e di morte nel vero senso della parola. Sembra che lentamente lo si capisca, si comincia ad avvertire una certa preoccupazione. Il problema è il poco tempo che ci rimane per invertire la tendenza. Nel 2017 abbiamo avuto un saldo naturale negativo per 183 mila unità. Il terzo valore mai registrato nella storia d’Italia dopo il 1917 e il 1918 (in piena guerra mondiale e in piena epidemia di influenza Spagnola). In soli 3 anni abbiamo perso 300 mila abitanti: un’intera città e nemmeno piccola. Per non parlare dell’invecchiamento della popolazione con tutto quello che ne consegue. Insomma, siamo nel bel mezzo di una crisi demografica senza precedenti. Perlomeno pari, se non di più, a quella economica. È ovvio che i motivi non sono solo politici, sono anche culturali, valoriali. I valori sono cambiati. Avere dei figli non appare più tra le scelte che colleghiamo all’idea di felicità. Manca la propensione al sacrificio, i figli sono un peso, ben che vada sono un diritto e non un dono, però mancano anche il lavoro, la casa, le politiche familiari…

«In effetti – commenta Cecchi –, come si fa oggi a decidere di far nascere un bambino con tutti i problemi che abbiamo. È il sistema che di fatto è contro la famiglia». «Ma i figli – interviene Donzelli – non possono essere considerati un’opzione. Dobbiamo mettere le madri nella condizione che sia più facile fare un figlio che abortire». «Più famiglia, più figli – aggiunge Toccafondi – è un tema di buon senso. Bisogna uscire dal ghetto che sia un tema dei cattolici. La famiglia si aiuta se si aiutano i genitori». Mentre Vanni, da «prestato alla politica», invita a «non chiamare in causa solo la politica perché c’è un vuoto culturale e una crisi di valori che chiama in causa tutti».

Nel dibattito che segue, Paola Lunghi, capolista alla Camera per il Popolo della Famiglia, rivendica al proprio gruppo l’attenzione autentica alla famiglia, mentre Gianni Fini, vicepresidente regionale del «Forum», ripercorre le proposte della sua organizzazione concentrandosi sull’equità fiscale a misura di famiglia e sull’autonomia, la parità e la libertà di scelta educativa. Temi sui quali il «Forum» incassa il sostegno unanime dei politici presenti al di là delle inevitabili distinzioni e di qualche momento più dialettico nel corso del dibattito. Ma soprattutto il «Forum» ha incassato negli ultimi giorni il plauso del presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Gualtiero Bassetti, che ha definito il Patto per la natalità linfa per l’Italia riconoscendo alla aggregazione delle associazioni per i diritti della famiglia di aver smosso le coscienze delle persone, ma anche degli stessi politici che iniziano a considerare la famiglia una priorità.

S.M.

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