Toscana
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Dal n. 41 del 13 novembre 2005

I consumi dei toscani: la carne è maschile, la verdura femminile...

La crisi è arrivata anche in tavola: il crollo dei consumi riguarda anche la spesa alimentare. A farne le spese non sono solo le botteghe di quartiere ma anche gli iper e i supermercati. Il consumatore è diventato più razionale ed esigente, ora si orienta dove il prezzo è più conveniente. Anche in Toscana calano le vendite al dettaglio, secondo l'Osservatorio regionale sul commercio. La quota dei consumi agro-alimentari sul totale della spesa si è ridotta progressivamente, prima con lo sviluppo economico e il taglio, per molti, delle vecchie abitudini alimentari di famiglia. Poi ci si è messa anche la progressiva perdita del potere d'acquisto.
DI ENNIO CICALI

I consumi dei toscani: la carne è maschile, la verdura femminile...

di Ennio Cicali
La crisi è arrivata anche in tavola: il crollo dei consumi riguarda anche la spesa alimentare. A farne le spese non sono solo le botteghe di quartiere ma anche gli iper e i supermercati. Il consumatore è diventato più razionale ed esigente, ora si orienta dove il prezzo è più conveniente. Anche in Toscana calano le vendite al dettaglio, secondo l'Osservatorio regionale sul commercio. La quota dei consumi agro-alimentari sul totale della spesa si è ridotta progressivamente, prima con lo sviluppo economico e il taglio, per molti, delle vecchie abitudini alimentari di famiglia. Poi ci si è messa anche la progressiva perdita del potere d'acquisto.

Quanto spende e cosa mangia il consumatore toscano? La spesa maggiore è per la carne: una famiglia spende in media 104 euro per l'acquisto di carni, 63 euro per pane, pasta e cereali, 55 per latte, formaggi e uova, 43 per la frutta, 41 per legumi e ortaggi, 38 per il pesce. All'acquisto di gelati, dolciumi e drogheria sono destinati 41 euro, 42 alle bevande. Un posto di rilevo nella alimentazione dei toscani è rivestito dall'olio di oliva, il cui peso nella spesa – 17 euro mensili – è ben superiore non solo alla media nazionale, ma anche all'Italia centro-meridionale.

Indubbiamente, l'olio è uno dei simboli della dieta toscana.
Un altro elemento di differenziazione è dato dal rapporto tra la spesa per carne di manzo e quella per vitello e vitellone che in Toscana sembra essere più elevato che nel resto d'Italia.

La composizione della spesa alimentare varia secondo la tipologia della famiglia. I single spendono di più per pane e cereali, meno per carni e salumi. Coppie di anziani senza figli e single si caratterizzano per una spesa più elevata per frutta e ortaggi. Ancora i single, questa volta, e le coppie con meno di 65 anni senza figli ricorrono con più frequenza ai servizi di ristorazione, con un'incidenza di questa voce superiore a un quinto della spesa alimentare complessiva.

Le famiglie con figli (coppie e monogenitore) spendono meno della media per frutta e ortaggi, ma hanno una spesa maggiore per carni e salumi.

La cena al ristorante è legata anche in Toscana allo status sociale: imprenditori, liberi professionisti, dirigenti e impiegati destinano quote maggiori a questa spesa. Nelle famiglie con capofamiglia lavoratore in proprio, operaio o in condizione non professionale i pasti fuori casa incidono in maniera decrescente sulla spesa alimentare. La posizione professionale del capofamiglia sembra influenzare anche la composizione del paniere alimentare. Imprenditori, dirigenti e impiegati spendono meno della media regionale per carni e salumi, ma consumano più pesce, gelati e dolciumi.

Le abitudini alimentari dei toscani sono analizzate nel recente rapporto sull'economia e le politiche rurali in Toscana, curato dall'Irpet (l'istituto regionale per la programmazione economica ) e dall'Arsia (l'agenzia regionale per lo sviluppo agricolo-forestale) che esamina anche la struttura dei pasti e i consumi di alimenti.

Alla domanda «qual è il suo pasto principale» il 70% dei toscani con età maggiore ai tre anni risponde che è il pranzo e solo il 26% indica la cena. La prima colazione nella sua forma più classica (caffè-latte o cappuccino, mangiando qualcosa) è adottata dal 56% dei toscani contro la media nazionale del 44 per cento. Solo il 47% dei maschi consuma verdura una o più volte il giorno rispetto al 54% delle donne confermando la distinzione tra il ruolo della carne come alimento «maschile» e quello della verdura come alimento «femminile». Circa il 55% degli individui delle varie fasce d'età consuma il pesce almeno una volta la settimana o più frequentemente. La frequenza del consumo di frutta aumenta dagli individui più giovani a quelli più anziani. La classe di età che adotta lo stile alimentare meno virtuoso, è quella dei giovani da 14 a 21 anni. Il 47% dei giovani toscani consuma pesce meno di una volta la settimana, mentre il 31% non consuma frutta almeno una volta al giorno.

Cosi' in Toscana
• 2.575 euro la spesa media mensile delle famiglie toscane

• 2.131 europer famiglia è quanto si spende in Toscana per consumi non alimentari

• 444 euro quanto spendono le famiglie toscane per alimentari e bevande

• 73 euro la spesa destinata ai pasti fuori casa

• 104 euro sono destinati all'acquisto mensile di carni e salumi

•56 toscani su 100 consumano la prima colazione tradizionale (caffé, latte o cappuccino e mangia qualcosa)
Fonte: Irpet

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