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INCENERITORE MONTALE: FUMI ANCORA NO NORMA,PROSEGUE CHIUSURA; PRESIDIO DEI COMITATI DAVANTI ALL'IMPIANTO

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Emissioni ancora non a norma. Così l'inceneritore di Montale, chiuso in via precauzionale il 18 luglio scorso, non potrà per ora ripartire. A darne comunicazione oggi è il Comune di Montale. In una nota l'amministrazione comunale spiega che in data odierna è pervenuta la comunicazione dell'Arpat relativa ai risultati del campionamento effettuato il 19 luglio scorso all'impianto di termovalorizzatore di Montale e che i risultati hanno "evidenziato il superamento dei limiti emissivi del parametro Pcdd+Pcdf stabilito dal Dlgs 133/2005". Per questo motivo il sindaco Piero Razzoli ha confermato "la validità dell'ordinanza" da lui emanata il 18 luglio scorso, che disponeva appunto la chiusura in via precauzionale del inceneritore. Sempre dal Comune si spiega che i valori non a norma sono diminuiti, ma permane comunque il superamento dei limiti consentiti. Sulla vicenda dell'impianto di Montale interviene anche il vice presidente della Provincia di Pistoia Giovanni Romiti per ribadire "la conferma del funzionamento del sistema di controllo" e "che la Provincia non rilascerà autorizzazioni di ripresa attività dell'impianto se non dietro certificazione pubblica di regolarità 'totale' del suo funzionamento". Romiti richiama poi buon senso e onestà intellettuale che "impongono nessuna sottovalutazione del caso, insieme a nessun allarmismo infondato: c'é stata una anomalia di emissione - afferma -, ma questa consiste in 0,6, diventati 0,3, miliardesimi di grammo. La situazione, quindi, è totalmente sotto controllo. Sarà valutato se chiedere agli uffici di farsi carico di incrementare i controlli, sia di parte privata che pubblica: nel primo caso, valutando se dare cadenza mensile, invece che quadrimestrale, come vorrebbe la legge; nel secondo caso, in modo temporalmente sfalsato, valutando cadenze trimestrali invece che annuali, secondo la normativa".
Un presidio permanente di fronte all'ingresso del termovalorizzatore di Montale sarà organizzato dai comitati della Piana pistoiese da martedì prossimo per informare la popolazione sulla pericolosità dell'impianto. I comitati hanno stabilito inoltre di chiedere ad Asl, Arpat e Ordine dei medici di emanare la diffida alla popolazione a cibarsi di prodotti degli orti e dei campi coltivati nei pressi dell'inceneritore. A dare l'annuncio dell'iniziativa di presidiare l'ingresso del termovalorizzatore sono stati stamani nel corso di una conferenza stampa i rappresentanti dei comitati ambientalisti della Piana (Forum ambientalista rossoverde, Rete rifiuti zero, i circoli Legambiente di Agliana e Quarrata, associazione Remo Santini, collettivo Liberate gli orsi, Forum ambientalista toscano, Comitato contro l'inceneritore di Montale, Comitato contro l'inceneritore del Calice, Coordinamento comitati della Piana di Firenze-Prato-Pistoia), i quali hanno stabilito inoltre di chiedere ad Asl, Arpat e ordine dei medici di emanare la diffida alla popolazione a cibarsi di prodotti degli orti e dei campi coltivati nei pressi dell'inceneritore. I comitati hanno chiesto inoltre le dimissioni del presidente Giorgio Tibo e dei vertici del Cis, il consorzio intercomunale che gestisce il termovalorizatore di Montale e le dimissioni dei sindaci di Montale, Agliana e Quarrata, azionisti del consorzio. Il comitato che da anni si batte contro l'ampliamento dell'impianto montalese si informerà se sussistano gli estremi per bloccare definitivamente il progetto di estensione da tempo al vaglio delle istituzioni. Intanto per lunedì sera i comitati organizzeranno a Stazione di Montale un'assemblea sul tema "I danni procurati da furani e diossine fuoriusciti dall'inceneritore di Montale", con interventi previsti del consigliere regionale dei Verdi Fabio Roggiolani, anche presidente della commissione sanità del Consiglio regionale della Toscana, della consigliera regionale di Fi Anna Maria Celesti, anche vice presidente della Commissione sanità, e Patrizia Gentilini, onccologa-ematologa Isde. (ANSA).(ANSA).

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