Toscana

IRAQ, TREGUA A NAJAF: DUBBI SULLE CONDIZIONI DI MOQTADA AL SADR, FORSE FERITO

Dopo quasi 9 giorni di combattimenti, da questa mattina le armi tacciono a Najaf, la città sacra degli sciiti iracheni, grazie all’accordo di cessate-il-fuoco raggiunto dagli assedianti statunitensi e dagli assediati appartenenti alla guerriglia di Moqtada al Sadr, il giovane predicatore contrario all’occupazione Usa, da mesi in rottura con le autorità civili e religiose della sua comunità. Fonti vicine al capo radicale sciita riferiscono che Sadr sarebbe rimasto ferito da alcuni colpi d’arma da fuoco al torace e a una gamba; secondo il ministro dell’Interno iracheno Falah al-Natib il leader sciita si troverebbe, invece, sano e salvo al riparo nel mausoleo dell’Imam Alì, dal quale uscirebbe solo avendo la certezza di non essere arrestato.

La tregua, in ogni caso, darà modo di far evacuare la popolazione civile rimasta bloccata nella zona del centro cittadino, dare assistenza ai feriti (per ora 7 guerriglieri) e sepoltura ai caduti iracheni, il cui numero rimane al momento incerto, spaziando dalle poche decine di vittime ammesse dai miliziani sciiti alle centinaia dichiarate dall’esercito degli Stati Uniti.

Proteste di piazza contro l’attacco Usa a Najaf sono intanto esplose in alcune città irachene, tra le quali Baghdad (il centro cittadino), Kufa, Samara, Falluja e Nassiriya; in alcune località sono state anche chieste le dimissioni del premier Iyad Allawi. Due notizie giungono intanto sul fronte dei rapimenti: l’uomo d’affari giordano Jamal Sadek al-Slaymeh, rapito lunedì scorso, è stato liberato dai suoi sequestratori, che avevano chiesto un riscatto di 250.000 dollari. È libero anche il giornalista britannico James Brandon, sequestrato nell’albergo di Bassora in cui alloggiava. L’uomo, inizialmente mostrato bendato e a torso nudo, e per la cui vita si temeva, sarebbe stato liberato grazie alla mediazione dei collaboratori di Sadr. Misna