Toscana
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Dal n. 7 del 16 febbraio 2003

Incidenti stradali, una strage continua

Sono stati 30 i morti e 932 i feriti sulle strade italiane durante il fine settimana scorso (1-2 febbraio). Con una diminuzione, secondo i dati forniti dalla Polizia stradale, rispetto al fine settimana precedente: tra il 31 gennaio e il primo febbraio sono state infatti 45 le vittime degli scontri e 1.104 i feriti.

Week end di sangue
Gli incidenti nell'ultimo week end sono stati, in totale, 1.379 (1.413 nel fine settimana precedente), 28 quelli con esito mortale (contro i 38 del precedente week end), 631 quelli con feriti (erano 669) e 720 quelli con danni a cose (706 il dato precedente).
Il 32,1% degli incidenti con esito mortale, inotre, si è verificato per perdita del controllo della macchina da parte del conducente.
Dei 28 incidenti mortali, 9 sono avvenuti per uscita di strada (1 sull'autostrada con una vittima; 5 su strade extraurbane con 5 vittime; 3 in centri abitati con 3 vittime) e 19 per collisione con altri veicoli (nessuno sull'autostrada, 14 su strade extraurbane con 16 vittime e 5 in centri abitati con 5 vittime).

Oltre seimila morti ogni anno
Nel 2000 in Italia sono stati rilevati 211.941 incidenti con conseguenze alle persone nei quali 6.410 persone sono decedute e 301.559 hanno riportato lesioni di varia entità.
Il 75% degli incidenti, cioè 158.215, si è verificato su strade comunali urbane, provocando 2.667 decessi. Sulle strade provinciali e comunali extra-urbane sono stati rilevati 20.671 incidenti con 1.446 decessi. Sulle strade statali e sulle autostrade gli incidenti rilevati ammontano a 33.055 con 2.297 persone decedute.

Migliorare la sicurezza
L'attenzione verso la sicurezza stradale e l'impegno nella prevenzione degli incidenti e delle loro conseguenze sono notevolmente aumentati nel corso degli ultimi anni in Italia. «Ne sono prova – a giudizio dell'Aci – le numerose iniziative di studio, i programmi sperimentali, le campagne di sensibilizzazione che si moltiplicano ad opera di istituzioni, enti locali, amministrazioni provinciali, università.... Ne è prova – sempre a giudizio dell'Automobile club d'Italia – il Piano nazionale della sicurezza stradale che vede i ministeri competenti uniti nel monitorare un fenomeno (la «sinistrosità stradale») per il quale ogni anno più di seimila persone perdono la vita e nel delineare, secondo le competenze di ciascuno, le azioni che possono portare ad un miglioramento della sicurezza».

Un convegno dell'Aci
Alla sicurezza stradale e all'uso delle infrastrutture, l'Aci dedica in questi giorni (13-14 febbraio) il proprio «convegno tecnico». Tra gli altri temi, il convegno tratterà, quello «spinoso – come lo definisce il presidente nazionale dell'Aci, Franco Lucchesi – delle carenze che caratterizzano il sistema di rilevazione statistica degli incidenti nel nostro Paese, nell'intento di individuare linee comuni di intervento che consentano di pervenire ad un rinnovato sistema integrato di acqusizione dei dati, in grado di garantire informazioni attendibili e aggiornate».
Per «garantire una migliore sicurezze sulle strade, occorre – dice ancora Lucchesi – conoscere il fenomeno nella sua globalità e in modo approfondito».

Nuovo codice in ritardo
L'Aci, attraverso il suo periodico, denuncia anche il ritardo nell'entrata in vigore del nuovo «Codice della strada», che potrebbe slittare addirittura a gennaio 2004. Eppure, secondo l'associazione degli automobilisti, le nuove regole servirebbero proprio a limitare il rischio di incidenti. Tra le norme che ancora devono entrare in vigore, l'Aci ricorda la patente a punti, il patentino per i minorenni alla guida dei ciclomotori, la velocità sotto la pioggia, l'abs e l'airbag obbligatorio a fianco del guidatore.

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